Lavoro

Pensioni, chi potrà mettersi a riposo nel 2019

Da gennaio arriva la quota 100 ma restano anche i requisiti della Legge Fornero. Cinque esempi concreti di come ritirarsi il prossimo anno

Busta-Arancione-pensione

Andrea Telara

-

Arriva la quota 100 ma, per chi non riesce a raggiungere i 38 anni di contributi,  restano anche i requisiti di pensionamento previsti dalla Legge Fornero. Con la riforma previdenziale voluta dal governo Lega- 5Stelle, aumentano le finestre di uscita che consentono ai lavoratori italiani di andare in pensione. Ecco, di seguito, alcuni  esempi concreti  che prendono in esame quattro diversi profili di lavoratore. 

Lavoratore e lavoratrice ultra 62enni 

Da gennaio arriva la quota 100, un sistema che consente di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di carriera raggiunge una determinata soglia. Grazie alla quota 100, un lavoratore di 62 anni potrà mettersi ha riposo se ha almeno 38 anni di contributi (62+38=100). In ogni caso, verrà fissata una soglia minima per tutti pari a 38 anni di contribuzione. Chi ha 63 anni e 37 anni di carriera, dunque, pur avendo in teoria i requisiti per andare in pensione con la quota 100 dovrà aspettare ancora un anno per ritirarsi. 

Lavoratore e lavoratrice  67enne

Chi ha più di 62 anni ma non ha i 38 anni di contributi che consentono di accedere alla quota 100, potrà ancora mettersi a riposo con i requisiti previsti per il pensionamento di anzianità. Valgono cioè le regole previste dalla Legge Fornero che permette di ritirarsi a circa 67 anni,  con almeno 20 anni di contributi versati (o 5 anni per chi è stato assunto dopo il 1995). 

Lavoratrice 58enne

Le sole lavoratrici donne possono andare in pensione a 58 anni con 35 anni di contributi (59 anni di età se si tratta di autonome e non dipendenti). Questa possibilità è prevista dalla cosiddetta Opzione Donna, che comporta però pesanti sacrifici. Per congedarsi dal lavoro così presto bisogna infatti accettare un assegno calcolato col metodo contributivo (cioè in base ai contributi versati e non in proporzione agli ultimi stipendi). Tale sistema  fa sì che, in molti casi,  la pensione sia  inferiore di almeno il 30-40% alla retribuzione.  

Lavoratore 63enne

Molti non lo sanno ma chi ha compiuto almeno 63anni e ha iniziato la carriera dopo il 1995 può andare in pensione, se ha almeno 20 anni di anzianità, scegliendo  di ricevere un assegno calcolato interamente col metodo contributivo. E’ lo stesso sistema previsto dall’Opzione Donna, con la sola differenza che si tratta di una finestra di uscita disponibile anche per gli uomini. Per usufruire di questa possibilità occorre però che la pensione risultante dal calcolo non sia inferiore a 2,8 volte la minima (cioè superiore a circa 1.400 euro lordi mensili). 

Lavoratore con (quasi) 43 anni di contributi 

Chi ha iniziato a lavorare molto presto potrà mettersi ancora a riposo con il pensionamento anticipato. E’ un requisito che scatta non appena vengono raggiunti i 42 anni e 10 mesi di carriera (41 anni e 10 mesi per le sole donne), indipendentemente dall’età. Questa finestra di uscita consente per esempio di ritirarsi dal lavoro, senza penalizzazioni, a un 60enne che ha iniziato la carriera prima della maggiore età. 

Per saperne di più:


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Pensioni, perché il governo vuole bloccare l'età di uscita dal lavoro

Si fa strada l’ipotesi d eliminare il legame tra la previdenza e aspettative di vita della popolazione . Ma a pagare saranno le generazioni future

Pensioni e quota 100, chi resterà beffato dalla riforma

Dal 2019 lavoratori italiani potranno ritirarsi con 62 anni di età e 38 di contributi. Ma i nuovi requisiti lasceranno molti a bocca asciutta

Pensioni e quota 100, perché si perde oltre il 20% dell’assegno

Dal 2019 sarà possibile ritirarsi a 62 anni con 38 anni di contributi. Ma bisognerà accontentarsi di una rendita più magra

Pensioni, perché ora il riscatto della laurea è di nuovo conveniente

Il governo prepara degli incentivi per chi vuol far conteggiare gli anni dell’università nell’anzianità di carriera

Pensioni, cosa cambia dal 2019

A riposo con 62 anni di età e 38 di carriera. Così il governo cambierà la previdenza

Pensioni e quota 100, perché fanno aumentare il debito pubblico

Il presidente dell'Inps stima un onere di 100 miliardi di euro per le casse dello Stato con l'abbassamento a 62 anni dell'età di uscita dal lavoro

Pensioni, quanto costa ritirarsi a 62 anni

Il governo istituirà la quota 100 che consente di mettersi a riposo 5 anni prima del previsto, rinunciando però a qualche centinaia di euro al mese

Pensioni minime, perché non è giusto alzarle a 780 euro

Il Movimento 5 Stelle preme per alzare gli assegni Inps più bassi, con il rischio di fare regali a chi non ne ha bisogno

Pensioni e quota 100, perché aiuteranno poco i giovani

Il governo abbassa l’età di ritiro dal lavoro. Ma non servirà per combattere la disoccupazione tra gli under 30

Pensioni: cosa sono la quota 100 e le altre idee di Lega e M5S

Le donne a riposo a 58 anni (col metodo contributivo) e tutti a 64 anni con 36 di contributi. Così Salvini e Di Maio vogliono cambiare la previdenza

Pensioni di cittadinanza, di cosa stiamo parlando

La maggioranza vuole portare gli assegni Inps minimi a 780 euro mensili. Ma alzarli tutti costa troppo

Tagli alle pensioni d'oro: perché si rischiano ingiustizie

La società di ricerca Itinerari Previdenziali dell’economista Alberto Brambilla, vicino alla Lega, critica le misure del governo

Commenti