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Pensioni, chi avrà i rimborsi e chi no

Oggi il versamento degli arretrati dell'Inps, in applicazione della sentenza della Consulta. Pagamenti (lordi) fino a un massimo di 950 euro circa

Una somma tra 800 e 950 euro circa, per chi guadagnatra 1.500 euro e 1.800 lordi al mese (circa 1.200-1.400 euro netti). Ecco l'importo degli arretrati che spettano da oggi ai pensionati italiani, dopo la tanto discussa sentenza della Corte Costituzionale, che il 30 aprile scorso ha bocciato il blocco degli assegni previdenziali deciso nel 2012 e 2013 dal governo Monti. Il 3 agosto l'Inps procederà al versamento, applicando le regole di un decreto varato a maggio dal governo Renzi.

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Prima di analizzre le cifre nel dettaglio, però, va fatta una premessa importante. Come annunciato dal premier Renzi a maggio, gli arretrati verranno restituiti soltanto ai pensionati che guadagnano tra 3 e 6 volte il trattamento minimo, cioè tra 1.500 e 3mila euro circa lordi al mese, vale a dire tra 1.200 e 2.400 euro netti circa. Chi incassa un assegno Inps superiore a quest'ultima cifra non avrà invece alcun rimborso.

Stesso discorso per chi ha una pensione inferiore a circa 1.500 euro lordi, che non ha diritto ad alcuna restituzione poiché nel 2012-2013 non subì il blocco deciso dal governo Monti. Per calcolare gli arretrati, bisogna seguire un procedimento assai complesso e arzigogolato. In pratica, bisogna prendere l'importo della pensione e, su questa base, calcolare un aumento che dipende dall'inflazione ed è inversamente proporzionale ai redditi. Esempio: gli assegni tra 1.500 e 2mila euro lordi, riceveranno un arretrato pari al 40% dell'inflazione registrata nel 2012 (2,7%) e nel 2013 (3%). Chi guadagna tra 2mila euro e 2.500 euro lordi, invece, avrà un arretrato pari al 20% dell'inflazione registrata nel biennio 2012-2013. Infine, chi ha una pensione tra 2.500 e 3mila euro lordi riceverà un rimborso pari al 10% del carovita di quel periodo.


Pensioni, perché il governo non vuole rimborsare tutti


Poi, per il 2014 scatta un altro meccanismo di rivalutazione ancor più complicato, che riduce ulteriormente il legame tra gli aumenti e l'inflazione. Capire da soli tutti i calcoli è dunque molto difficile. Chi non ha troppo tempo da perdere, dunque, deve fidarsi dei cervelloni elettronici dell'Inps, che presto provvederanno a determinare tutte le somme dovute e a metterle in pagamento il 1° agosto. Per chiarire le idee ai pensionati (si fa per dire) l'istituto di previdenza rende disponibile nel proprio sito un esempio di calcolo per un pensionato che guadagna 1.500 euro lordi al mese e che si vedra rimborsato un arretrato di 796,27 euro (210, 6 euro per i mancati aumenti del 2012, 447,2 per il 2013, 89,96 per il 2014 e 48,51 euro per il 2015). La circolare dell'Inps ricorda però che si tratta di somme al lordo delle imposte e soggette a tassazione separata, cioè all'aliquota media dell'irpef degli ultimi anni. Nel caso di un pensionato con redditi medi (1.500 euro lordi), l'aliquota media è di circa il 15-18%. Dunque, i 796 euro circa di rimborso che gli spettano diventano 650-700 euro al netto delle imposte.


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