Lavoro

Maxi-job, la misura che può aiutare il Sud: in cosa consiste

Un posto di lavoro da 30 ore settimanali, completamente esente da contributi sociali e riservato alle imprese che aumentano l'occupazione. Per far fronte alla povertà del Mezzogiorno e alle (false) lusinghe del reddito di cittadinanza

Polignano a Mare

Luca Ricolfi

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Che i cittadini delle regioni meridionali abbiano votato in massa per i Cinque Stelle non deve stupire più di tanto. Ma non deve neppure scandalizzare. Al centro del programma del Movimento di Beppe Grillo, infatti, c'è il reddito di cittadinanza (in realtà una misura di reddito minimo), una promessa che aveva le carte in regola per avere successo nelle regioni del Mezzogiorno.

Perché il reddito di cittadinanza piace al Sud

Quali erano queste carte in regola? Almeno tre. La prima è che la povertà assoluta è molto concentrata nelle aree meridionali, ed è uno dei pochi indicatori che non sono cambiati di segno durante il triennio renziano. La seconda è la lunga tradizione di assistenzialismo con cui le classi dirigenti hanno sempre cercato di allettare gli elettori del Mezzogiorno, fin dai tempi della Dc.

La terza è la stoltezza dei dirigenti del Pd, che non si sono resi conto che l'ostentazione di ottimismo, la continua esaltazione dell'azione di governo, ma soprattutto la retorica del "Paese meraviglioso", pieno di energie e avviato a un futuro radioso, poteva suonare solo "un po' esagerata" nelle regioni del Centro-Nord, ma era destinata ad apparire offensiva, o radicalmente falsa, in quelle meridionali, dove il tasso di occupazione è bassissimo e il lavoro semplicemente non si trova.

Le mancanze di centrosinistra e centrodestra al Sud

Se la richiesta di un reddito minimo, ovvero di un sussidio certo alle famiglie al di sotto della soglia di povertà assoluta, ha attecchito nel Mezzogiorno, non è solo per ragioni culturali, o di mentalità, ma perché né il centrosinistra né il centrodestra sono stati capaci di offrire una prospettiva credibile e convincente ai cittadini del Sud. Il centrosinistra, ovvero il Pd, offriva semplicemente continuità con i gloriosi anni renziani, dimenticando che nei medesimi anni la povertà continuava ad aumentare, e il tasso di occupazione precaria toccava il massimo storico da quando esistono dati comparabili sulla durata dei contratti.

Il centrodestra, pur avendo prospettato varie proposte di sostengo del reddito (minimo vitale, imposta negativa, reddito di dignità), puntava soprattutto sulla flat tax, una misura pensata peri ceti produttivi del Centro-Nord.

Perché reddito di cittadinanza e defiscalizzazioni non sono ok

Sul fatto che il reddito di cittadinanza, per di più nella generosa formulazione dei Cinque Stelle, non sia una buona soluzione non vi sono molti dubbi, se non altro perché - per com'è congegnato - distrugge l'incentivo a lavorare di una parte notevole della popolazione. Come se l'Italia fosse la Svizzera o la Norvegia, ovvero un Paese così ricco da potersi permettere di lasciare a casa una quota considerevole della sua popolazione.

Detto questo, però, il problema rimane: che cosa può fare la politica per i cittadini più poveri, e in particolare per quelli del Sud? Fallite le ricette del passato, investimenti e sussidi, che hanno dilapidato risorse pubbliche e portato ben poca occupazione, alcuni pensano che la via sia una radicale e generalizzata defiscalizzazione del Sud, per attirare investimenti e nuovi insediamenti produttivi.

Io penso invece che questa sarebbe una misura inefficiente e persino un po' iniqua, perché la riduzione delle aliquote è incisiva là dove le tasse si pagano,e il Sud le tasse se le è ampiamente autoridotte da sempre con tassi di evasione molto più alti di quelli del Centro-Nord.

Cos'è il max-job, la misura più efficace

Una misura più efficace potrebbe essere, semmai, il maxi-job, una proposta lanciata nel 2014 dalla Fondazione David Hume sulla base di una ricerca su un campione di imprese. In che cosa consiste il maxi-job? E perché maxi?

Il maxi-job è un posto di lavoro di almeno 30 ore la settimana, per diversi anni completamente esente dal pagamento dei contributi sociali, e riservato alle imprese che aumentano l'occupazione. Non dunque a chiunque effettui assunzioni (com'era la decontribuzione del governo Renzi), perché le assunzioni possono essere semplici rimpiazzi di donne che vanno in maternità o di dipendenti che vanno in pensione. Bensì a quelle imprese che, nell’anno t+1, dimostrano di avere più dipendenti che nell’anno t. In questa forma il maxi-job non costerebbe tantissimo alle casse dello Stato e, secondo le stime effettuate nel 2014 (quando la ripresa era appena agli inizi), potrebbe creare almeno 3-400 mila posti di lavoro all’anno.

Perché maxi-job e non mini-job 

Ma perché maxi-job, e non mini-job come quelli creati dalla Germania, cioè lavori part time da circa 400 euro al mese? La risposta è molto semplice: perché siamo in Italia, e la misura è pensata soprattutto per il Mezzogiorno. Proviamo a immaginare che cosa accadrebbe se venisse introdotto il mini-job, come in Germania. Molte imprese, come già oggi accade specie in agricoltura, nell’edilizia e nel commercio, stipulerebbero contratti part-time o comunque per un impegno lavorativo ridotto, di 10 o 20 ore la settimana, e conseguentemente pagherebbero stipendi ridotti, proporzionali all’orario dichiarato. Ma quello effettivo imposto ai lavoratori potrebbe tranquillamente essere quello di un lavoro a tempo pieno, di 40 ore o più.

La proposta di un maxi-job, di almeno 30 ore, serve proprio a evitare, o almeno limitare, questo genere di abusi: nessuna impresa che usufruisce del maxi-job potrebbe far lavorare a tempo pieno un lavoratore pagato per svolgerne uno poche ore la settimana.

Si potrebbe pensare che si tratti di un’utopia costruita a tavolino, che ha poche possibilità di passare dalla teoria alla realtà. Non è così: quando fu lanciata, la proposta del maxi-job fu fatta propria sia dalla leader della Cgil Susanna Camusso sia dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ne fece un disegno di legge, presentato in Parlamento. A riprova, forse, che le donne sono più pragmatiche e meno ideologiche degli uomini. E, quando una proposta è sensata, perché potrebbe dare una speranza e un aiuto a tante famiglie, non stanno a chiedersi se è di destra o di sinistra.

(Articolo pubblicato sul n° 19 di Panorama in edicola dal 16 aprile 2018 con il titolo "Maxi-job, la parola che può aiutare il Sud")


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