L'andamento degli stipendi segna il record minimo

I dati Istat sulle retribuzioni rivelano una crescita annua dell'1,2%, la più bassa degli ultimi 30 anni

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Marina Jonna

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L'Istat rivela che la crescita delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno è stata dell'1,2% su base annuale, la più bassa dal 1982 sebbene l'aumento delle paghe risulti comunque superiore di quattro volte rispetto all'inflazione (pari allo 0,3%). La crescita (se così si può chiamare) è risultata invece pari allo 0,1% su base mensile e all'1,3% negli ultimi sei mesi.

Per i dipendenti del settore privato, lo stipendio orario a giugno ha registrato un incremento tendenziale dell'1,4% mentre per quelli della pubblica amministrazione la variazione è stata nulla.

I settori che a giugno hanno presentato un maggior incremento sono le telecoumicazioni (3%) e gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,9%). Variazioni nulle si sono registrate nel settore edile e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Tra i contratti collettivi monitorati dall'indagine dell'Istat, nel mese di giugno nessun accordo è scaduto mentre ne è stato recepito solo uno nuovo. Alla fine di giugno 2014 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore coinvolgono il 38,6% degli occupati dipendenti (che corrisponde al 37,9% del monte retributivo osservato).

La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 61,4% nel totale dell'economia (di cui il 50,1% nel settore privato).

Altro dato su cui riflettere: l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 30,3 mesi per tutti i dipendenti e di 16,5 mesi per quelli del settore privato.

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