Lavoro

Lavoro: ecco come il governo intende rilanciare l’occupazione dei giovani

Allo studio incentivi strutturali per le imprese che dovrebbero portare all’assunzione di 300mila under 29

Lavoro_Giovani

Giuseppe Cordasco

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Il governo pone al centro della propria agenda politica il lavoro dei giovani e mette in cantiere una serie di misure che, nelle intenzioni, potrebbero portare all’assunzione agevolata di circa 300mila giovani. A preannunciare quelli che potrebbero essere alcuni dei provvedimenti contenuti nella prossima legge di bilancio 2018, è stato Marco Leonardi, uno dei consiglieri economici di Palazzo Chigi. Ma vediamo nel dettaglio quali dovrebbero essere le agevolazioni di cui potranno beneficiare le aziende che decideranno di assumere giovani lavoratori.

Andare oltre l’apprendistato

La nuova misura allo studio per creare posti di lavoro stabili per i giovani punta a quintuplicare le assunzioni rispetto all'apprendistato, che pure ha ripreso vitalità, ma ottiene per il momento risultati non particolarmente entusiasmanti a giudicare dai circa 70mila contratti l'anno.

A differenza dei vecchi sgravi, introdotti con il Jobs Act, che avevano durata triennale e finiscono appunto quest'anno, il governo questa volta pensa a un dimezzamento dei contributi per le assunzioni, con un tetto a 3.250 euro. La misura in questione dovrebbe essere sempre valida per i primi due o tre anni di contratto, una questione questa che è ancora in fase di definizione, ma , come spiegheremo più avanti, dovrebbe poi avere una seconda fase di tipo strutturale.

Favoriti gli under 29

Sull'età delle assunzioni incentivabili nei giorni scorsi si era ventilata la possibilità di fissare un limite tra i 32 e i 35 anni. Probabilmente, invece, saranno agevolate le assunzioni degli under 29. Un scelta questa ritenuta preferibile, secondo quanto spiegato da Leonardi, per non contravvenire alle norme europee che non ammettono discriminazioni in base all'età dei lavoratori. Tra l’altro proprio le regole comunitarie potrebbero risultare un problema anche per la citata seconda fase del piano di rilancio dell’occupazione giovanile.

Ci riferiamo a quelle misure che prevedono dopo i due anni o tre anni al 50%, un ulteriore taglio, questa volta di carattere strutturale, di 3 o 4 punti del cuneo fiscale. Un’ipotesi questa che necessità però ancora significativi approfondimenti da parte dei tecnici del ministero dell’Economia: per un verso infatti, una tale misura sembrerebbe di difficile attivazione se applicata ai soli giovani, dall’altro potrebbe risultare troppo costosa se applicata a tutti. Staremo a vedere.

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