Lavoro e incentivi, ecco come il governo punta sui giovani

I bonus previsti attualmente per il Jobs Act verrebbero utilizzati per assumere neolaureati e neodiplomati

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Giuseppe Cordasco

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Un vero e proprio pacchetto di misure sul lavoro dedicato in maniera specifica ai giovani: è quello che avrebbe in mente il governo e che potrebbe essere inserito già nella prossima Legge di bilancio. Tre i pilastri su cui si baserebbe questa nuova strategia per combattere la purtroppo dilagante disoccupazione tra i ragazzi: riservare degli incentivi specifici per il Sud, che vedrebbe tra le categorie interessate proprio i giovani fino a 29 anni. Rilanciare poi con un super bonus il programma europeo Garanzia Giovani, che prevede agevolazioni per ragazzi tra i 15 e 29 anni residenti in quei Paesi con una disoccupazione giovanile superiore al 25%, categoria alla quale noi apparteniamo ormai stabilmente da qualche tempo.

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E infine, e questa sarebbe la vera novità, spostare le attuali agevolazioni del Jobs Act, che prevedevano per le assunzioni stabili una decontribuzione del 100%, su categorie più specifiche come i neolaureati e i neodiplomati. Ricordiamo che le regole del citato Jobs Act stabiliscono che a partire dal 2016 il bonus sulla decontribuzione scenda al 40%, una circostanza che, come noto, ha fatto crollare in questi mesi il numero di assunzioni stabili, che invece erano cresciute, e di molto, in precedenza. Ebbene, il fatto che comunque, seppur per un tempo limitato, le agevolazioni in questione abbiano dimostrato di funzionare, sta spingendo il governo a riproporle, come detto, ma in maniera circoscritta, data anche la carenza di risorse, appunto per i più giovani.

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In pratica si andrebbe ad agire su quella quota di ragazzi che già attualmente, grazie alle norme sulla cosiddetta Buona Scuola, possono sperimentare, prima del diploma o della laurea, dei periodi di apprendistato all’interno delle aziende. Ebbene, queste ultime avrebbero a disposizione sei mesi di tempo, una volta che il ragazzo che ha svolto l’apprendistato ha raggiunto il diploma o la laurea, di stabilizzarlo con un contratto a tempo indeterminato, potendo in questo modo usufruire delle nuove agevolazioni, che prevedrebbero, come detto, una decontribuzione totale fino a un massimo di 8.060 euro l’anno.

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Si parla di una platea potenziale di ragazzi interessati che nei prossimi anni potrebbe arrivare fino a 1,5 milioni di unità. L’unico problema è sempre quello già ricordato delle risorse, che al momento, per l’intero pacchetto, anche se come specificato gli altri progetti possono contare in gran parte su fondi comunitari, valgono circa 50 milioni di euro. Ma chissà che nelle pieghe della nuova Legge di bilancio non si possano trovare fondi utili per aumentare questa dotazione.

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