Lavoro, così l’occupazione continua a dare indicazioni incoraggianti

Produzione industriale in brusca discesa, ma buone notizie per il mercato del lavoro con gli occupati a 23,3 milioni nel secondo trimestre

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Mentre la produzione industriale segna una brusca discesa, l’Istat ci fornisce buone notizie per il mercato del lavoro: l'analisi pubblicata oggi segnala infatti il ritorno ai livelli antecedenti la crisi economica globale iniziata nel 2008.

Gli occupati in Italia raggiungono, infatti, quota 23,3 milioni nel secondo trimestre di quest'anno, raggiungendo i livelli massimi dal secondo trimestre 2015.

Le forze lavoro hanno raggiunto quota 26,1 milioni, e anche questo è il dato più alto dal 2015; mentre le persone in cerca di occupazione scendono a quota 2,8 milioni toccando i livelli minimi dal 2015.

Il tasso di occupazione, come rileva l'Istat nelle statistiche flash sul mercato del lavoro, sale al 59,1% nel secondo trimestre del 2018, in aumento di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Al Nord il dato raggiunge il 67,7% (+0,8 punti percentuali), al Centro arriva al 63,7% (+1 punto percentuale), mentre al Sud arriva al 45,3% (+1 punto percentuale). La divisione per classi d'età mostra che tra i giovani (15-24 anni) il tasso di occupazione si ferma al 17,7% (+0,9 punti percentuali).

Nell'ultimo periodo analizzato (il secondo trimestre 2018) al lavoro si conta mezzo milione di donne occupate in più rispetto al 2008 (+6,3%; il relativo tasso +2,6 punti).
Per loro, infatti, la crisi ha arrestato un processo di crescita di lungo periodo che è poi ripreso dal secondo trimestre 2014.

Diversamente, gli uomini sono stati più colpiti dalla congiuntura negativa e si contano circa un milione di occupati in meno tra il 2008 e il 2013, soprattutto nell'industria. Il recupero avviatosi a partire dal secondo trimestre 2014 non è stato sufficiente a colmare il gap con il 2008 (-380 mila, -2,7%; il tasso -2,7 punti).

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