Lavoro

Lauree, quelle che fanno trovare lavoro

A un anno dal termine degli studi, la stragrande maggioranza di medici e ingegneri ha un impiego. Situazione opposta tra i letterati

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Andrea Telara

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Medico o ingegnere? Si tratta due professioni diverse ma che hanno una cosa in comune: secondo le statistiche,  hanno buone chance di garantire un posto di lavoro. Questo, almeno, è ciò che dice l'ultimo rapporto annuale del Consorzio Almalaurea, che da anni indaga sulla condizione occupazionale di chi ha conseguito il tanto desiderato titolo di dottore o dottoressa.

Secondo le rilevazioni di Almalaurea effettuate attraverso ben 620mila interviste, il 70,8% di chi ha conseguito un titolo di studio universitario oggi ha un lavoro. E' una bella notizia se si considera che c'è una risalita dal minimo del 69,8% toccato nel 2012. Non tutte le lauree però sono uguali. Ce ne sono alcune che fanno trovare un impiego più presto e altre che costringono invece ad aspettare un po' più di tempo, almeno secondo le statistiche.


I più fortunati, a quanto pare, sono i medici (in possesso di laurea magistrale): a distanza di 12 mesi dalla laurea, lavorano in oltre il 77% dei casi, una quota che sale al 93,9% quando sono trascorsi 5 anni dal termine degli studi. Seguono a distanza gli ingegneri (sempre con laurea magistrale di 5 anni): dopo un anno dal termine degli studi, hanno un lavoro nel 68% dei casi. Estendendo l'osservazione al quinquennio successivo alla laurea, il tasso di occupazione degli ingegneri sale al 93,6%.

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Non se la passano male neppure i laureati in statistica e in economia: il 65% di loro ha un impiego  a 12 mesi dal termine dell'università mentre l'89% circa riesce a tovarlo entro 5 anni. Il fanalino di cosa è rappresentato invece dai lauerati in materie letterarie: dopo 12 mesi dal conseguimento del titolo universitario, solo il 47% dei letterati lavora. In una posizione intermedia, gli studenti di altre facoltà. A un anno dalla laurea, per esempio, si registra un tasso di occupazione del 51-52% circa tra chi ha studiato materie giuridiche, agraria e veterinaria o una delle tante facoltà scientifiche esistenti in Italia. Per le aziende che assumono, insomma, non tutte le lauree hanno la stessa importanza.

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