Inventarsi il lavoro: il successo di Taskrabbit

Ecco come studenti, casalinghe, pensionati e disoccupati hanno messo le proprie competenze a disposizione dei clienti 

Un “dog sitter” per le strade di una città americana – Credits: Saul Loeb/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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E’ cominciato tutto con un cane. Leah Busque, ingegnere informatico di Ibm, si è resa conto che aveva finito le scorte di cibo per il suo labrador proprio mentre il taxi che la doveva portare a cena con il marito stava per arrivare. “Non sarebbe fantastico se ci fosse un sito dove poter chiedere a qualcuno di svolgere delle commissioni per te?”, ha pensato . Da questa intuizione, nel 2008, è nato Taskrabbit.com, un marketplace che permette di far incontrare domanda di servizi e offerta di lavoro. I compiti che si possono assegnare spaziano da fare la spesa a ritirare i vestiti in lavanderia, da pulire la casa a montare i mobili Ikea. Il sito, che trattiene circa il 20% del prezzo dei servizi, si occupa di selezionare e “garantire” le persone che svolgeranno i lavori per i clienti, nello stesso quartiere o nella stessa città. La forza lavoro che Taskrabbit ha saputo aggregare negli ultimi anni è composta principalmente da studenti, disoccupati, pensionati e casalinghe. Di età compresa fra 21 e 72 anni, il loro numero, lo scorso anno, è cresciuta di 1,5 milioni di persone.

Taskrabbit, oggi, è uno fra gli esponenti più noti dell’economia collaborativa a cui appartengono anche le storie di successo di Airbnb.com e Uber. All’intuizione di Busque, oggi amministratore delegato dell’azienda, va il merito di aver saputo dare un'alternativa all'offerta di lavoro polverizzata dalla crisi economica: persone che avevano perso il posto e gente con del tempo a disposizione hanno trovato un modo per portare a casa qualche soldo e, nel migliore dei casi, una somma di compensi degna di uno stipendio. 

Per accelerare l’incontro fra domanda e offerta, il mese scorso Taskrabbit ha cambiato le regole , accorciando le distanze con un servizio di placement interinale. Il modello di offerta analogo a quello delle aste di eBay, dunque, lascia spazio a servizi prenotabili immediatemente in quattro delle categorie più comuni: pulizie, lavori manuali, traslochi e commisioni. Un algoritmo, dunque, si occupa adesso di far incontrare clienti e lavoratori a una tariffa oraria prefissata, cosa che rende l’intero processo più veloce e prevedibile. Le consegne della spesa a domicilio, per esempio, si possono avere a dieci dollari all’ora. Per rendere ancora più invitate l’accesso ai suoi servizi, Taskrabbit.com ha aggiunto anche una copertura assicurativa che, fa sapere Business Week , risponde fino a un milione di dollari per i danni provocati a persone o a cose dai “suoi” lavoratori. Per la cronaca, non tutti i “tasker”, i lavoratori che usano il sito, sono contenti del cambio di passo, perché preferivano la formula dell’asta, ma l'azienda assicura che i risultati si vedranno nel tempo.

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