Lingue, quando il metodo di apprendimento fa la differenza

L’inglese rappresenta sempre più una competenza fondamentale nel panorama lavorativo, ma non solo. Quali resistenze è necessario superare per un apprendimento ottimale?

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Luca Orioli

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Conclusi i periodi di ferie, si rientra al lavoro con nuovi stimoli e nuovi obiettivi. Per molte persone imparare o perfezionare una nuova lingua rappresenta un elemento di primaria importanza sia per l’aspetto lavorativo che privato.

Le ricerche sottolineano come l’inglese sia la lingua straniera più insegnata al mondo e il settore della formazione linguistica è una realtà in costante sviluppo che nei prossimi dieci anni interesserà direttamente quasi 2 miliardi di persone. L’Italia purtroppo non brilla per la conoscenza della lingua inglese e siamo fra gli ultimi Paesi nella classifica redatta dal Centro di Statistica Europea.

Per capire il motivo per cui l’Italia - e gli italiani - non si posizionano ai massimi livelli nella conoscenza della lingua di “Sua Maestà” e analizzare i metodi più efficaci per l’apprendimento, abbiamo parlato con Claudio Bargiacchi, Amministratore Delegato di Direct English Italia , realtà internazionale recentemente sbarcata in Italia con l’apertura di 10 scuole:

Quali sono le maggiori resistenze che incontra una persona nell’apprendimento di una nuova lingua con i metodi “tradizionali”, in particolare in Italia?

Le resistenze all’apprendimento possono essere determinate da diversi fattori, come ad esempio l’entusiasmo, la motivazione e il contesto di apprendimento. In Italia spesso lo studio dell’inglese è vissuto come un obbligo, una forzatura e gli studenti per questa ragione possono sentirsi poco motivati; in questo quadro, i metodi tradizionali di apprendimento possono non facilitare il superamento di queste resistenze culturali. 

Quale metodo risulta più efficace per chi vuole apprendere una nuova lingua? 

E’ fondamentale saper creare interesse nello studente, che deve essere coinvolto in un percorso di studio calibrato sia in funzione del livello di conoscenza della lingua, sia rispetto alle proprie esigenze personali. La metodologia più efficace si deve, infatti, adattare alle abilità, obiettivi e stili di vita della persona attraverso programmi di formazione specifici e flessibili che permettano di imparare in situazioni e contesti diversi.

La nostra filosofia si basa su un’idea di inglese visto non come necessità, ma come opportunità per allargare l’orizzonte delle proprie passioni e conoscere nuove realtà e culture; in questo modo siamo convinti che si inneschi nelle persone il desiderio di sfruttare tutte le potenzialità legate allo studio della lingua.

Come cambiano nella vostra realtà le metodologie di insegnamento tra un paese e un altro?

Nel mondo la nostra metodologia, pur basandosi su punti comuni, è definita e adattata sulla base non solo del livello generale di conoscenza dell’inglese del Paese, ma anche in relazione alla cultura e alle tradizioni locali.

In Italia, ad esempio, siamo noti appassionati della convivialità e del trascorrere il tempo in compagnia. Nei corsi di lingua nel nostro Paese è dunque fondamentale rispettare questo elemento di socialità e trovare una metodologia che sappia quindi insegnare la lingua inglese a livello professionale, ma con uno sguardo agli aspetti tipici della cultura locale. Per questo motivo abbiamo ideato le sessioni di apprendimento Meet up: dialoghi in inglese con il tutor e gli altri studenti in un contesto rilassato e informale, come al cinema o al pub. Sempre all’insegna dell’interazione è la formula delle Conversation Workout, ovvero attività di dialogo in inglese con il tutor e altri studenti che riproducono situazioni di vita reale.

Esistono macro-differenze tra i metodi di insegnamento in Italia e all’estero?

In alcuni Paesi come nel Nord Europa, gli studenti gradiscono maggiormente corsi e video tutorial da seguire da soli online. Oggi la situazione sta cambiando anche in Italia e grazie ad internet e al boom degli smarthpone/tablet, vengono apprezzate dagli studenti italiani anche le nuove forme digitali di apprendimento. Per la nostra esperienza funzionano molto bene brevi video ed esercizi pratici che consentono di apprendere sulle piattaforme digitali, dove si preferisce e in qualunque momento della giornata.

Come è distribuita, secondo la vostra esperienza, la conoscenza della lingua inglese a livello internazionale? 

In termini di conoscenza della lingua inglese i mercati europei tradizionalmente sono i più maturi rispetto al “macro livello” globale. In Italia la domanda è cresciuta molto negli ultimi periodi, proprio per colmare il gap evidenziato dalle principali ricerche in un contesto globale dove è necessario poter comunicare attraverso l’inglese. I “nuovi” mercati di Asia e Middle East dove siamo presenti sono oggi in forte crescita, stanno puntando molto sull’export e hanno incrementato non solo i viaggi d’affari, ma anche il turismo internazionale, da cui la necessità di migliorare la loro conoscenza della lingua inglese.

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