Il decreto Dignità aumenterà il contenzioso ma non la disoccupazione

L’analisi di Simone Colombo, esperto di direzione del personale in outsourcing

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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In che modo il decreto Dignità inciderà sull’occupazione e sul contenzioso in materia di lavoro? "Il provvedimento porterà a un maggior contenzioso sui contratti oltre i 12 mesi", spiega Simone Colombo, esperto di direzione del personale in outsourcing. "La normativa - continua - ha introdotto una soggettività di giudizio difficilmente giustificabile dall’azienda che assume sui contratti post 12 mesi. Pensare invece che questo porti a un incremento della disoccupazione non è del tutto corretto e a giustificarlo sono proprio i dati Istat che ad oggi riportano un incremento annuale del tasso di disoccupazione pari a 10,9%. Questo ci fa capire che la situazione è già critica".

"Il nuovo decreto dignità - spiega ancora Colombo - ha accorciato i tempi di utilizzo senza motivazione di contratti a tempo determinato. Si è passati da 36 mesi a 24, di cui solo 12 senza motivazione (si pensa che questi contratti siano utilizzati come lunghe prove)". "Sulla base dei dati del Sistema informativo statistico delle comunicazioni obbligatorie - aggiunge - il contratto a tempo determinato si conferma la formula prevalente e si attesta al 70% del totale attivazioni del 2017, con un aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al 2016 e di 4,7 punti percentuali rispetto al 2015".

"Dai dati emersi si evince, quindi, che il contratto a tempo determinato è il più utilizzato - sottolinea Colombo - in quanto tutela il datore di lavoro garantendo un periodo di prova più lungo. Oggi con il nuovo decreto mi aspetto una crescita, ma un minor numero di rinnovi, poiché sono diventati più ‘rischiosi’". E aggiunge: "I contratti a tempo indeterminato non hanno più alcuna agevolazione significativa, al contrario la nuova normativa penalizza rapporti duraturi e prevede indennità di licenziamento aumentate del 50%. Questo significa che per un’azienda è fondamentale scegliere le persone giuste e ingaggiarle durante il percorso lavorativo perché il costo di un licenziamento ormai è troppo elevato".

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