Gli omicidi sono la terza causa di morte sul lavoro negli Stati Uniti

I dati dicono che fra le cause scatenanti figurano triangoli amorosi, colleghi scontenti e frodi

Conflitti sul lavoro

Conflitti sul posto di lavoro - 14 settembre 2018 – Credits: iStock - bowie15

Stefania Medetti

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Dopo le cadute accidentali e gli incidenti stradali, la terza causa di morte per i lavoratori americani sono gli omicidi. Lo rivelano i dati del Bureau of Labor Statistics, l’ufficio statistiche del lavoro, rilanciati da The AtlanticA quanto pare, alla base di questi comportamenti violenti, ci sono di solito triangoli amorosi, colleghi scontenti e frodi. E’ il caso, per esempio, di un capo che uccide il suo assistente per tenere segreto uno schema Ponzi o di un amministratore che se la prende con un auditor particolarmente attento.

Dai colletti bianchi ai colletti rossi

I lavoratori che diventano criminali hanno anche un nome: i "colletti rossi". Il termine è stato coniato da Frank S. Perri, esperto di frodi e avvocato difensore che insegna contabilità forense presso la DePaul University. La definizione è nata dopo aver lavorato su una truffa per appropriazione indebita legata a un caso di omicidio fra colleghi. Perri, che difendeva l’accusato poi condannato, ha notato che parlava in modo forbito e non aveva precedenti di violenza. Proprio questi due elementi ne facevano una persona particolarmente pericolosa. “Quando le persone riflettono la nostra immagine, siamo più inclini a dare loro quella che viene definita una “credibilità implicita”. Ma queste persone possono essere veri predatori”.

La psicopatia in azienda

In base alla sua esperienza, Perri nota che ci siano due tratti correlati con la violenza dei colletti bianchi: il narcisismo e la psicopatia. Nel mondo degli affari, quest’ultima è più comune di quanto ci si potrebbe aspettare. In uno studio del 2010, i ricercatori hanno somministrato a 210 manager e dirigenti un test utilizzato per valutare la psicopatia. Il punteggio medio registrato su una scala di 40 punti era tre, ma otto soggetti hanno ottenuto un valore pari o superiore a trenta, entrando nel territorio dei i serial-killer, ma senza destare sospetti. L'eccellente capacità di comunicazione e le convincenti abilità mentali che gli sono state di aiuto per ottenere il lavoro, insomma, continuavano a proteggerli.

Ben nascosti fra i colleghi

Richard G. Brody, un altro esperto di frodi e professore presso l'Università del New Mexico, è convinto che il crimine da lavoro sia più diffuso di quanto la maggior parte delle persone sospetti. Capita, infatti, che colleghi diventati violenti riescano a contaminare le scene del crimine per far passare l'omicidio per suicidio.

Per saperne di più:

- Come gestire i conflitti in una riunione importante

- Come dare le dimissioni senza rovinarsi la carriera


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