Garanzia Giovani, cos'è e chi può riceverla

Grazie a questo meccanismo gli under 30 riceveranno entro quattro mesi dal licenziamento una proposta di lavoro o di formazione

Massimo Morici

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Si chiama garanzia giovani (Youth guarantee) e assicurerà ai ventenni europei di ricevere un’offerta di lavoro, di formazione o di stage entro quattro mesi dalla fine degli studi o dalla perdita del posto di lavoro.

Il meccanismo è previsto nello schema comunitario per i cittadini under 25 dell’Unione europea, votato dal Consiglio europeo lo scorso 28 febbraio su proposta della Commissione, ed è finito ora nell'agenda del governo Letta per cercare di abbattere una percentuale: quella degli italiani con un’età inferiore a 24 anni che sono fuori dal mercato del lavoro e dagli studi, i cosiddetti Neet (o né,né), pari al 37,8% del totale.

Una sorta di limbo in cui, stando allo schema, saranno destinati a rimanere per soli quattro mesi, il tempo necessario per ricevere dallo Stato una nuova proposta di lavoro o un’ulteriore offerta formativa o di tirocinio.

Il modello si ispira all'esperienza dei servizi pubblici per l'impiego scandinavi in cui, una volta valutate le aspirazioni e le abilità del giovane disoccupato, la ricerca del posto di lavoro è ampliata anche ad altre forme di inserimento attive nel mercato, come tirocini, apprendistato, supporto nell’accesso all’istruzione e alla formazione e finanziamento delle start - up.

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Sul piatto Bruxelles è pronta a mettere 6 miliardi fondi europei, disponibili dal 2014 al 2020, che andranno però solo a quei Paesi membri con una disoccupazione giovanile superiore al 25%. Unica condizione: aver fatto proprie entro il prossimo anno le indicazioni europee (lo Youth guarantee è difatti una raccomandazione, un atto non vincolante con cui la Commissione invita gli Stati a prendere iniziative di inclusione giovanile).

Un treno da non perdere, insomma, anche perché la commissione Occupazione dell'Europarlamento ha approvato di recente una serie di modifiche, che dovranno essere negoziate con il Consiglio, per ampliarne l'applicazione anche agli under 30 laureati o senza titoli di studio.

Non solo. La gara ad accaparrarsi i fondi Ue si farà ancora più dura nei prossimi anni, perché potranno far ricorso allo schema anche quelle aree in cui la disoccupazione giovanile supera il 20% nel 2012.

E se i richiedenti sono destinati ad aumentare, la torta sul piatto invece è sempre la stessa: 6 miliardi provenienti in parte dal Fondo sociale europeo e in parte da quello di coesione. Un terzo del costo della "garanzia" stimato dall’International Labour Organization (21 miliardi di euro).

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