Garanzia Giovani, quei 67mila in attesa di un colloquio

Boom di adesioni al programma europeo contro la disoccupazione giovanile. Ora i Centri per l'Impiego dovranno rispondere a tutti. Ma ce la faranno?

– Credits: Alessandro Di Marco/Ansa

Andrea Telara

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Più di 67mila in appena un mese. Sono i “ragazzi” italiani che si sono iscritti alla Garanzia Giovani, il programma creato dall'Unione Europea per combattere la disoccupazione tra gli under 30, che vede coinvolta in prima fila anche l'Italia. Con un tasso di senza lavoro da record (il 46% tra chi ha meno di 25 anni) il nostro paese è tra i principali beneficiari degli stanziamenti delle autorità di Bruxelles, i quali dovranno finanziare dei piani di formazione e di inserimento professionale per i Neet (not in education, employment o training) cioè i giovani che hanno terminato gli studi (o li hanno interrotti) e non riescono a trovare un impiego.

GARANZIA GIOVANI: COME FUNZIONA

La maggior parte degli iscritti alla Garanzia Giovani abita al Sud, cioè in Campania (13.975 in tutto), in Sicilia (11.118), in Sardegna (5.296), in Puglia (4.899) e in Calabria (3.132). Un alto tasso di adesione si è registrato però anche nelle Regioni del Centro Nord come il Lazio (5.289 iscritti), in Toscana (5.594) e pure in Piemonte (2.880) e Lombardia (2.600). Cosa deve aspettarsi adesso, questo esercito di disoccupati “in erba”? La speranza è che i Centri per l'Impiego pubblici, incaricati di studiare un percorso per tutti i candidati, riescano a dare una risposta adeguata in tempi ragionevoli.

Chi ha già presentato la domanda di adesione al programma (e chi la invierà nei prossimi mesi), non deve farsi però troppe illusioni. La Garanzia Giovani prevede infatti un percorso a tappe, che impiegherà un po' di tempo per entrare a regime e non si concluderà certo dall'oggi al domani. Entro 60 giorni dall'iscrizione, il giovane sarà infatti chiamato dalla Regione in cui abita (o da quella in cui ha scelto di andare a lavorare) che lo indirizzerà poi a un Centro per l'Impiego. Qui il candidato troverà un funzionario che avrà il compito di studiare un percorso di inserimento lavorativo o di formazione professionale per ogni iscritto. Dopo altri 4 mesi, l'aspirante lavoratore o tirocinante riceverà una una proposta che, tuttavia, non sarà necessariamente un'offerta di assunzione.

LE PROPOSTE DEI CENTRI PER L'IMPIEGO

Tra le soluzioni ideate per ogni candidato, ci sarà per esempio la frequenza di un corso di perfezionamento o di uno stage, oppure l'iscrizione al servizio civile presso un ente no profit. A chi ha meno di 19 anni e ha abbandonato la scuola senza diplomarsi, invece, potrà essere suggerito un nuovo percorso di formazione per il conseguimento di una qualifica professionale. Un'altra soluzione possibile è l'inizio di un tirocinio formativo di 6 mesi presso un'impresa che ha stipulato una convenzione con il governo. Alcune organizzazioni di categoria, dalla Confindustria a Confcommercio fino a Confartigianato, hanno infatti siglato delle partnership con il ministero del Lavoro, per ospitare dei tirocinanti nell'organico delle proprie aziende associate. Il programma della Garanzia Giovani, insomma, darà probabilmente qualche risultato (se lo darà) a partire dal prossimo autunno. Intanto, però, la disoccupazione tra gli under 25 viaggia con il turbo e ha ormai raggiunto il 46%. Mai, negli ultimi 30 anni, si era visto un dato peggiore.

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