Esodati: altri 55mila in salvo. Ma il problema resta irrisolto

Si allarga la platea dei tutelati. Ma altri 150mila lavoratori senza pensione aspettano risposte. Ecco perché

Una manifestazione dei lavoratori esodati (Alessandro Di Marco/Ansa)

Andrea Telara

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Una patata bollente per il prossimo governo che uscirà dalle urne. Può essere definita così la questione degli esodati, cioè i lavoratori che hanno firmato negli anni scorsi un accordo per mettersi in mobilità e che ora, purtroppo, rischiano di rimanere senza un impiego e senza la pensione, per effetto della manovra previdenziale attuata nel dicembre del 2011 dal ministro del welfare, Elsa Fornero (che ha allungato l'età del pensionamento).

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

Il governo ha finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che salvaguardia altri 55mila esodati, portando così a circa 130mila il numero totale delle persone tutelate. Lo sforzo del ministro Fornero, però, è senza dubbio insufficiente poiché rimangono scoperti circa 150mila lavoratori in tutta Italia. Il numero si ricava dalla prima stima tecnica dell'Inps, elaborata nel maggio scorso, che ha suscitato non poche polemiche negli ambienti governativi, senza però essere mai confutata ufficialmente.

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

Nello specifico, l'istituto nazionale della previdenza aveva calcolato (con una stima che poi non è mai stata aggiornata) la presenza di circa 389mila esodati, senza diritto al pensionamento e a rischio disoccupazione. Di questi, una prima platea di 65mila lavoratori è stata tutelata già nei primi mesi del 2012, con uno stanziamento di circa 5 miliardi di euro in 6 anni, tra il 2013 e il 2019. Poi, grazie al decreto sulla spending review , nell'estate scorsa il ministro Fornero ha trovato risorse per altri 4,1 miliardi (stanziati tra il 2014 e il 2020), in modo da salvaguardare 55mila lavoratori, che hanno dovuto però attendere il decreto attuativo, pubblicato in questi giorni sulla Gazzetta Ufficiale (entro il 5 febbraio arriveranno le prime lettere dal'Inps).

IL NUOVO FONDO PER GLI ESODATI

Con la Legge di Stabilità per il 2013, cioè l'ultima manovra di bilancio approvata dal governo Monti, l'esercito dei tutelati si è allargato ulteriormente, includendo un'ultima tranche di 10mila lavoratori, per i quali è stata stanziata una somma aggiuntiva attorno ai 100milioni di euro (derivanti dal mancato adeguamento all'inflazione delle pensioni sopra i 3mila euro). E così, la platea dei salvaguardati ha raggiunto le 130mila persone. A queste, vanno  aggiunti altri 10mila lavoratori che nel 2012, quando è arrivata la riforma Fornero, avevano già maturato i requisiti di pensionamento con le regole dell'anno precedente (il sistema delle finestre mobili), introdotto dall'ex-ministro Sacconi. Infine, secondo le stime più accreditate, ci sono anche 80-90mila esodati che, prima di rimanere disoccupati, riusciranno comunque a maturare il diritto alla pensione con le regole stringenti della legge Fornero.

PENSIONI: QUESTIONE IRRISOLTA

Messi tutti assieme, gli esodati che godono di una salvaguardia (o che non ne hanno bisogno) sono oggi in totale non più di 240mila. Se si toglie questa cifra dai 389mila lavoratori calcolati dall'Inps, rimangono scoperti quasi 150mila lavoratori. Si tratta per lo più di persone che, negli anni scorsi, hanno sottoscrittocon la loro azienda dei singoli accordi per mettersi in mobilità, senza la contrattazione delle parti sociali o senza la regia del governo di Roma (come invece è avvenuto per chi ha già goduto della salvaguardia). La questione-esodati, insomma, rimane in gran parte ancora irrisolta. Spetterà al nuovo governo, il compito di sbrogliare il bandolo della matassa.

GLI ESODATI E LA TASSA DI SOLIDARIETA'

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