Lavoro

Ecco come si trova lavoro in Italia

Secondo Eurostat, nel nostro Paese più dell’80% di chi è in cerca di occupazione si affida a raccomandazioni

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Giuseppe Cordasco

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Secondo i dati Eurostat, in Italia nel 2016, l'84,4% di chi cercava lavoro si è rivolto a parenti, ad amici o più in generale ha fatto ricorso a una raccomandazione, a fronte di appena il 25,6% che si è affidato invece a un centro pubblico per l'impiego. È la conferma più eclatante del fatto che l’Italia resta un Paese di raccomandati, o quantomeno di segnalati come preferisce definirli qualcun altro. E questo nonostante la creazione dei citati centri per l'impiego e l'istituzione recentemente dell'Anpal, la nuova agenzia per il lavoro istituita con il Jobs Act, il cui parziale fallimento dimostra quale sia ancora la scarsa fiducia degli italiani verso le strutture pubbliche, soprattutto quando si parla di lavoro.

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Raccomandazioni, Italia lontana dall’Europa
Nel 2016, come già ricordato, la percentuale di “raccomandati” è stata pari all’84,4%, quota che nel 2015 era pari all'84,8%, quindi in sostanziale stabilità. Più preoccupante invece il calo di chi si è rivolto a un centro pubblico per l'impiego, percentuale passata dal 28,2% del 2015 al già segnalato 25,6% nel 2016. La percentuale italiana di chi si rivolge a parenti o amici, segnala l'Eurostat, è tra l’altro superiore alla media Ue (70,7%) e più che doppia rispetto a quella tedesca (40,4%) dove invece il sistema pubblico funziona decisamente meglio con un 75,6% che cerca lavoro attraverso i centri pubblici per l'impiego (la media europea è al 46,2%). Scarsa la fiducia poi, anche sulle possibilità di trovare lavoro tramite le agenzie private con appena il 15,2% che vi si rivolge contro il 24,2% nell'Ue. Infine, molto significativa in Italia è anche la percentuale di chi cerca di arrangiarsi presentandosi direttamente al datore di lavoro (il 69% di coloro che cerca un impiego) con una percentuale nettamente superiore a quella europea (60,6%) e soprattutto della Germania (21,6%).

Annunci e interviste
A fronte della considerevole fetta di persone che si affida a una raccomandazione per cercare lavoro, l’Eurostat rileva che comunque nel nostro Paese quasi due terzi dei soggetti che cercano impiego dichiarano di studiare gli annunci sui giornali (il 64,5%) mentre solo il 31,3% ammette di rispondere agli annunci o addirittura di pubblicarne (42,8% la media Ue). Il 24,3% sostiene poi di aver fatto esami, test o interviste (16% la media Ue) mentre solo l'1% dichiara di aver cercato permessi, licenze o aiuti finanziari. A testimonianza ancora una volta di quale sia la scarsa fiducia in un contesto pubblico che possa risultare da reale supporto alla ricerca di un’occupazione.

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