Ecco chi sono i giovani che battono la crisi

Si definiscono Eet, Employed -educated and trained: sono ragazzi tra i 15 e i 29 anni che possiedono una propria impresa

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Giovani che partecipano a uno dei 5 appuntamenti milanesi nell’ambito di “Carriere e Lavoro”, in collaborazione con HRC, all'interno del tour Panorama d'Italia – Credits: Marco Piraccini

Giuseppe Cordasco

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A fronte di una disoccupazione giovanile che nel nostro Paese tocca ormai livelli decisamente preoccupanti, arriva la notizia di un vero e proprio boom di imprese nate per opera proprio di ragazzi e ragazze tra i 15 e i 29 anni. Sono quelli che uno studio elaborato da Censis e Confcooperative definisce Eet, acronimo inglese che sta  Employed-educated and trained, e che descrive quei giovani che hanno studiato, si sono formati e ora lavorano. Una definizione non casuale che si contrappone infatti a quella più tristemente nota di Neet, ossia "Not (engaged) in education, employment or training", che definisce invece quei tanti, troppi ragazzi, che ormai non solo non lavorano, ma contemporaneamente non studiano e non fanno nulla per aumentare la propria formazione. Un fenomeno che in Italia sta diventando allarmante.

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Eppure, come detto, non ci sono solo ombre nel mercato del lavoro giovanile, perché per una volta alla ribalta salgono proprio gli Eet che in Italia, secondo la ricerca sopra citata, sarebbero ben 175mila. Si tratta come detto di ragazzi e ragazze che grazie all'autoimprenditorialità hanno dato vita ad attività aziendali in diversi settori, da quelli più tecnologici a quelli più tradizionali. Geograficamente sono localizzati per circa il 40% al Nord, il 20% al Centro e un altro 40% al Sud. Per quanto concerne invece i comparti merceologici in cui operano queste nuove imprese, a predominare c’è certamente il settore tecnologico, che viene però seguito a ruota da aziende decisamente più tradizionali, come quelle del turismo, della ristorazione e dell'ambiente.

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Prendendo poi in considerazione i comparti in cui si è assistita ad una dinamica positiva nella nascita di nuove imprese guidate da giovani, si scopre che a primeggiare sono sempre i servizi informatici con un +53,4%, seguito dal +51,5% dei servizi per edifici e paesaggio e dal 25,3% dei servizi di ristorazione. Particolarmente interessante è poi rilevare che molti Eet si concentrano sul turismo, dando vita ad esempio ad attività legate alla gestione di alloggi per vacanze e ad altre strutture per soggiorni brevi. La ricerca segnala inoltre un raddoppio dei giovani che aprono imprese nelle attività di supporto per le funzioni d'ufficio e i servizi alle imprese: +113,3%. Infine una notazione di genere: gli Eet sono in prevalenza uomini, ma lo studio mette in evidenza che rispetto al passato, le donne sono decisamente aumentate.

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