Piano per il lavoro: dal nuovo collocamento agli stage da 500 euro al mese

Ecco come il governo intende stanziare il miliardo di euro per la lotta alla disoccupazione, dopo aver cambiato la riforma Fornero

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini (credits: Fabio Campana/Ansa)

Andrea Telara

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Sgravi sui contributi, incentivi a chi avvia un'attività imprenditoriale, stage da 500 euro al mese per i giovani e un rafforzamento dei Centri per l'Impiego, cioè gli ex-uffici di collocamento. Sono i pilastri su cui poggiano le nuove strategie del governo e del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini , nella lotta alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

LA "CONTRORIFORMA" DEI CONTRATTI

L'esecutivo guidato da Enrico Letta ha deciso dunque di muoversi su due binari paralleli. In una prima fase, probabilmente già la prossima settimana, verranno messi in cantiere alcuni provvedimenti per modificare la legge Fornero, cioè l'ultima riforma del welfare voluta dal governo Monti, che ha introdotto un po' troppi vincoli sui contratti di lavoro flessibile e temporanei, disincentivando così le assunzioni. Poi, dopo il vertice europeo di fine giugno, partirà una seconda fase, in cui verrà messa a bilancio una cifra di circa un miliardo di euro per dare un po' di slancio al mercato del lavoro e creare nuova occupazione tra i giovani.

TUTTO SULL'ULTIMA RIFORMA DEL LAVORO

Il tesoretto a disposizione non è particolarmente ricco e verrà dunque usato con molta parsimonia. Circa 500 milioni di euro verranno destinati probabilmente alle agevolazioni contributive per le aziende che assumono un giovane, con uno sgravio che potrà arrivare sino a 10mila euro per ogni nuovo occupato, nell'arco di 18-24 mesi. Un altro stanziamento di 100 milioni sarà invece dirottato sui sostegni all'autoimprenditoralità, cioè ai giovani che avviano un'iniziativa aziendale o di lavoro autonomo, utilizzando come veicolo Invitalia, l'agenzia governativa nata per promuovere gli investimenti. Inoltre, secondo le indiscrezioni che circolano in questi giorni, circa 25-30 milioni di euro dovrebbero invece essere utilizzati per finanziare la nascita di cooperative costituite da giovani, operanti in campo sociale e culturale.

LA GARANZIA GIOVANI

Un altro pilastro delle politiche anti-disoccupazione del governo sarà rappresentano dall'offerta di stage formativi nelle aziende della durata di 6 mesi, destinati agli under 30 e gestiti da un'altra agenzia governativa, Italia Lavoro, che si occupa da anni di politiche sociali. La somma disponibile per attuare questo provvedimento dovrebbe aggirarsi sui 200 milioni di euro, che permetteranno complessivamente l'avvio di qualche decina di migliaia di tirocini, remunerati con appena 500 euro al mese ciascuno.

Infine, tra i programmi del ministro Giovannini c'è il rafforzamento dei Centri per l'Impiego, cioè gli ex-uffici di collocamento pubblici, sulla scorta del modello adottato in Germania e basato su un forte coordinamento tra le politiche del lavoro nazionali e le strutture locali, che operano sui singoli territori. Si tratta però di un'impresa titanica e bisognosa di uno stanziamento di risorse che, al momento, non sembrano rientrare nella disponibilità del governo. Basti pensare che i centri per l'impiego tedeschi hanno quasi 75mila dipendenti in tutto (contro i 10mila circa del nostro paese), con ogni funzionario che "gestisce" una media di 50 disoccupati, quasi un terzo rispetto a quelli seguiti da un dipendente delle strutture di collocamento italiane. Questa differenza nella disponibilità di soldi e di personale si traduce in risultati assai diversi nella lotta alla disoccupazione: mentre nella Penisola appena il 3,7% delle nuove assunzioni passa attraverso i centri per l'impiego pubblici, in Germania la quota è di ben il 13%. Soltanto avvicinarsi un po' a questo obiettivo, per il nostro paese sarebbe già un mezzo miracolo.

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