Disoccupazione: così vuole combatterla il governo, con il Decreto del Fare

Incentivi alle assunzioni dei giovani e regole meno rigide per part-time e apprendistato. L'esecutivo sta per scoprire le carte sui provvedimenti per i senza lavoro

Il premier Enrico Letta con il ministro del lavoro, Enrico Giovannini (credits: Ettore Ferrari/Ansa)

Andrea Telara

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I provvedimenti sono ancora in fase di studio ma sono quasi pronti. Sono quelli contenuti nel cosiddetto Decreto del Fare, il pacchetto di misure urgenti per dare un po' di slancio all'economia e combattere la disoccupazione, che il governovorrebbe approvare al più presto, per presentarle poi al prossimo Consiglio Europeo del 27 e 28 giugno, come ha ribadito oggi anche il premier Enrico Letta, parlando al congresso della Cisl. E' sui problemi del lavoro (oltre che sul fisco) che si concentrerà l'azione dell'esecutivo, con alcune modifiche alla legge Fornero (già preannunciate) e forse anche con altri provvedimenti in materia di collocamento e cassa integrazione. Ecco, in sintesi, quali sono le novità che si profilano all'orizzonte.

I PIANI DEL GOVERNO CONTRO LA DISOCCUPAZIONE

LA GARANZIA GIOVANI

Per combattere la disoccupazione, il governo mira allo sblocco di almeno 400 milioni di euro di fondi europei da destinare ad agevolazioni fiscali per il lavoro giovanile, sotto forma di credito d'imposta per chi assume a tempo indeterminato un lavoratore con meno di 35 anni. L'esecutivo punta ancora (come ha già fatto sapere più volte) ad anticipare di un anno (cioè al 2013) l'avvio del sistema delle Youth Guarantee, cioè i programmi europei volti a favorire l'ingresso nel mondo produttivo di giovani con meno di 25 anni che hanno già terminato gli studi e stanno cercando un occupazione.

CASSA INTEGRAZIONE E COLLOCAMENTO

Secondo le indiscrezioni che circolano in questi giorni, potrebbero essere approvate alcune misure sui servizi di collocamento per chi ha perso il lavoro, che oggi purtroppo non funzionano come dovrebbero e contribuiscono soltanto a meno del 4% delle assunzioni. Proprio i Centri per l'impiego (gli ex-uffici di collocamento) potrebbero essere gli artefici dei programmi di inserimento professionale previsti dalle Youth Guarantee, anche se non è escluso l'intervento di agenzie di lavoro private. Il governo sta studiando pure la possibilità di introdurre piccoli cambiamenti alla disciplina della cassa integrazione (cig) in deroga, per evitarne gli abusi. Questo ammortizzatore sociale, infatti, è totalmente pagato con risorse pubbliche poiché non viene coperto dai contributi versati dai dipendenti e dalle aziende. C'è dunque bisogno di renderlo il più possibile efficiente, affinché venga destinato alle aziende realmente in crisi che non possono ricorrere ad altri ammortizzatori sociali (come i contratti di solidarietà o la cig straordinaria).

APPRENDISTATO E PART-TIME

Il ministro del lavoro, Enrico Giovannini , non ha mai fatto mistero di voler mettere mano ad alcune norme dell'ultima legge sul lavoro che porta la firma dell'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero, attuando però delle modifiche mirate e procedendo con molta prudenza. Lo scopo è quello di eliminare alcuni vincoli assai stringenti che la riforma Fornero ha introdotto sui contratti flessibili e che penalizzano le assunzioni. Il punto di partenza potrebbe essere una revisione delle regole troppo severe sull'apprendistato che impongono alle aziende di assumere almeno il 30% degli apprendisti nell'organico (il 50% dal 2015 in poi), alla fine del periodo di formazione. Sono allo studio anche alcuni interventi sul lavoro part-time in modo da renderlo più flessibile, anche se non è ancora chiaro come si muoverà l'esecutivo. 
 

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