Disoccupazione e contratti: le ambizioni e i programmi del nuovo governo

Cosa vuole fare il nuovo esecutivo di Enrico Letta, per dare lavoro ai giovani

(Credits: Tonino Di Marco/Ansa)

Andrea Telara

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Stabile a marzo, ma in aumento di oltre un punto rispetto all' anno passato. E' l'andamento della disoccupazione in Italia che, secondo l'Istat, nel mese scorso si è attestata all'11,5%: lo stesso livello di febbraio, contro il 10,4% per primo trimestre del 2012. La nota dolente delle ultime rilevazioni sul mercato del lavoro resta però ancora la disoccupazione giovanile che, sempre a marzo, ha fatto segnare ancora un rialzo dello 0,6% nell'arco di 30 giorni, raggiungendo il 38,4%

DISOCCUPATI E SCORAGGIATI

IL DISAGIO SOCIALE IN ITALIA

IDENTIKIT DEI NUOVI POVERI

Proprio sulla lotta alla disoccupazione giovanile si concentra, almeno secondo le dichiarazioni del  premier Enrico Letta , il programma sul lavoro del nuovo governo, che vuole creare nuove occasioni di impiego per gli under 30 con due misure: l'introduzione di sgravi fiscali per le le nuove assunzioni dei giovani e una revisione delle regole contenute nell'ultima riforma del welfare, che porta la firma dell'ex-ministro Fornero e che ha introdotto troppi vincoli sui contratti flessibili, creando di fatto un disincentivo all'occupazione.

Le modifiche alla riforma Fornero messe in agenda dall'esecutivo, secondo molti osservatori, non dovrebbero incontrare grandi ostacoli sul proprio cammino. “Si tratta di provvedimenti a costo zero, che prendono atto dello sbaglio effettuato lo scorso anno, quando sono state introdotte troppe restrizioni alla flessibilità in entrata”, dice Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro all'Università Bocconi di Milano. Dello stesso parere è anche Giuliano Cazzola, ex-vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera nella precedente legislatura ed ex-deputato del Pdl, poi passato con la Lista Monti . Cazzola indica anche il raggio di azione su cui potrebbe concentrarsi l'operato del governo.  Per esempio, secondo l'ex-deputato del Pdl, si potrebbe introdurre la possibilità per le agenzie di lavoro di assumere personale anche a tempo indeterminato o in un arco di tempo comunque superiore al limite massimo di 36 mesi previsto dalla legge. Oppure, per i contratti  a termine, potrebbe essere allungato il tetto di 12 mesi entro il quale le aziende possono assumere personale in via temporanea, senza indicare la motivazione specifica che sta alla base del rapporto.

Un po' più ambizioso, a detta di Cazzola, è il programma del governo che mira a introdurre agevolazioni fiscali per chi dà un impiego ai giovani. “Si tratta di provvedimenti che indubbiamente avranno un costo per il bilancio pubblico”, sottolinea l'ex-deputato di centrodestra, “che andrà valutato con attenzione”. I margini di manovra comunque ci sono “anche perché”, aggiunge Del Conte, “con una disoccupazione giovanile vicina al 40% è assurdo pensare di non dover far nulla”. Secondo il professore della Bocconi, che è sempre stato favorevole a uno sgravio contributivo per i contratti di lavoro a tempo indeterminato destinati agli under 30, queste misure sarebbero comunque un investimento proficuo poiché, nell'arco di un paio d'anni, farebbero aumentare la platea degli occupati ed emergere il lavoro nero. Per non incontrare troppe difficoltà nel trovare le risorse, secondo Del Conte, è meglio che il governo accantoni altri contenuti discutibili del suo programma, come l'introduzione di un reddito di cittadinanza per le famiglie in difficoltà. “E' una misura che è difficilmente compatibile con i vincoli del bilancio statale, visto che abbiamo difficoltà anche a gestire gli ammortizzatori sociali che già oggi  esistono”.

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