Lavoro

Disoccupazione in calo, perché non è una buona notizia

Il tasso dei senza lavoro è sceso a dicembre al 10,8%, il minimo dal 2012. Ma è la conseguenza del calo degli inattivi e non dell’aumento di posti

Electrolux-fabbrica

Andrea Telara

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Mai così in basso dal 2012. E’ l’andamento del tasso di disoccupazione in Italia, che tra novembre e dicembre è sceso ancora di un decimo di punto, dal 10,9 al 10,8%. Erano 5 anni che non si vedevano livelli così bassi nella quota dei senza lavoro. Peccato però i dati dell’Istat sull’ultimo mese dell’anno scorso, in apparenza confortanti, rappresentino invece una doccia gelata, dopo un lungo periodo di statistiche incoraggianti.

A dicembre 2017, infatti, la quota dei senza lavoro è diminuita soprattutto per una ragione: è aumentato di 112mila unità il numero di inattivi, cioè di persone che non hanno un lavoro e neppure lo cercano. Essendo calata la quantità di italiani che vanno a caccia di un impiego, dunque, è scesa pure la quota di nostri connazionali che risultano essere disoccupati.

Occupati in calo

Contemporaneamente, è sceso anche il numero degli occupati, cioè degli italiani che hanno un lavoro, precario o stabile che sia. A dicembre, dopo un incremento costante durato molti mesi, c’erano invece 66mila occupati in meno rispetto a novembre, per un totale di poco più di 23 milioni di persone, 14,9 milioni dipendenti assunti stabilmente, 2,8 milioni a termine e 5,3 milioni autonomi.

Su base annua, il bilancio del mercato del lavoro è in sostanza positivo: nel corso dell’intero 2017, il numero di italiani che hanno un impiego è cresciuto di 173mila unità. Anche in questo caso, però, le statistiche vanno lette con attenzione. L’aumento degli occupati si concentra infatti soprattutto tra gli assunti a tempo determinato (+303mila) mentre sono diminuiti gli autonomi (-105mila) e, seppur lievemente, pure i dipendenti stabili (-25mila).


Speranze per il 2018

A ben guardare, insomma, il calo della disoccupazione registrato a dicembre non è in realtà una buona notizia. La speranza è che nel 2018 vi sia una nuova inversione di tendenza e una ripresa del numero di posti di lavoro. Proprio nello stesso giorno in cui l’Istat ha pubblicato i suoi dati, Unioncamere e l’Anpal (l’agenzia per le politiche attive sul lavoro) hanno diffuso un rapporto che stima le ricerche di personale da parte delle aziende nel primo trimestre del 2018. Tra gennaio e marzo di quest’anno, le imprese italiane prevedono di assumere oltre 1,2 milioni di persone. Non resta da augurarsi che queste semplici intenzioni si trasformino presto in realtà.

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