Lavoro

Disoccupazione, perché è scesa ad aprile

Nel quarto mese del 2015, arrivano finalmente dati positivi dal mercato del lavoro. Le imprese tornano ad assumere anche i giovani

Andrea Telara

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Finalmente in calo, dopo mesi di crescita quasi ininterrotta. Si può riassumere così l'andamento della disoccupazione in Italia nel mese di aprile, durante il quale ha mostrato una inversione di tendenza scendendo al livello del 12,4%, dal 13% di marzo. I dati sono stati diffusi oggi dall'Istat che ha disegnato un quadro migliore rispetto a quello previsto sino a ieri da alcuni analisti. Cifre ancor più incoraggianti sono giunte stamani dal fronte della disoccupazione giovanile che, sempre ad aprile, è scesa al  40,9%, con un calo di 1,6 punti rispetto al mese precedente.


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E' ancora presto per dire se i dati positivi di aprile siano il frutto dell'entrata in vigore del Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi, i cui decreti attuativi sono diventati legge a partire dal 7 marzo scorso. Certo è, comunque, che le imprese italiane mostrano oggi una maggiore propensione ad assumere rispetto ai mesi passati, grazie anche all'uscita dalla recessione avvenuta nella prima parte del 2015. A testimoniarlo, più che i dati sulla disoccupazione, sono quelli sul tasso di occupazione, cioè sul numero di italiani che lavorano, in una fascia di di età compresa tra 15 e 64 anni.


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Nel mese scorso, secondo le stime dell’Istat, gli occupati nel nostro paese sono cresciuti di 159mila unità rispetto a marzo 2015. Su base annua, cioè in rapporto all'aprile del 2014, c'è stata invece una crescita dell’1,2%, corrispondente a 261mila persone in più che lavorano. Nella fascia di età tra 15 e 24 anni, gli occupati hanno avuto invece un aumento di 51mila unità rispetto a marzo, raggiungendo il numero di 946mila.


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Prima di abbandonarsi a troppo facili entusiasmi, però, è bene ricordare altri aspetti importanti dei dati pubblicati oggi dall'Istat. L'Istituto Nazionale di Statistica, infatti, ha diffuso anche le rilevazioni sull'occupazione nel corso del primo trimestre 2015, un periodo ben più lungo e maggiormente rappresentativo rispetto al solo mese di aprile. Tra gennaio e marzo di quest'anno, gli occupati in Italia sono cresciuti di 133mila unità rispetto al primo trimestre del 2014, ma hanno registrato un calo in alcune fasce di età, come quella compresa tra 15 e 34 anni (-1,7%) e in quella tra 34 e 49 anni (-1,7%). Inoltre, sempre nell'ultimo anno, c'è stato pure un aumento del part time in volontario, cioè del numero di lavoratori che sono costretti a fare un orario ridotto, anche se vorrebbero essere assunti a tempo pieno. Attualmente, le assunzioni col part time involontario rappresentano oltre il 64% di tutti i contratti a tempo parziale, contro il 62,7% del 2014.


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Dal mercato del lavoro italiano, insomma, arrivano indubbiamente segnali positivi ma la ripresa dell'occupazione sembra ancora molto debole. “La discesa si è arrestata ma occorre prudenza nel commentare i dati di aprile, che vanno confermati su periodi più lunghi”, ha detto oggi il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Difficile dargli torto, almeno per adesso.

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