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Dis-Coll, il sussidio per i collaboratori che rischia di saltare

Con la Legge di Stabilità per il 2016, il governo potrebbe non rinnovare i fondi per le indennità di disoccupazione ai precari. Ecco chi ci rimetterebbe

Eliminato a partire da gennaio. E' il destino che potrebbe attendere (ma il condizionale è d'obbligo) il sussidio alla disoccupazione per i lavoratori precari, assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) o a progetto (co.pro). Si chiama Dis-Coll ed è una delle novità introdotte dal Jobs Act (la riforma del lavoro del governo Renzi) che ha voluto creare una nuova tutela per una categoria professionale, quella appunto dei co.co.co e dei co.pro., un tempo quasi totalmente priva di protezioni, a parte una piccola indennità di licenziamento una-tantum.


Dis-Coll, il sussidio alla disoccupazione per i precari


Introdotta ufficialmente a gennaio scorso, tra ritardi e intoppi burocratici, la Dis-Coll ha debuttato in realtà soltanto nella primavera successiva, in forma sperimentale. Dopo aver trovato fondi per l'anno corrente, il governo avrebbe dovuto infatti reperire le risorse di anno in anno, dal 2016 in poi. Nella Legge di Stabilità, però, i soldi non ci sono. Un emendamento del Partito Democratico alla manovra finanziaria propone di ripristinare i fondi ma, per adesso, è stato bocciato dalla Commissione Bilancio del Senato e trasformato in un semplice ordine del giorno.


Naspi, i nuovi sussidi per la disoccupazione


Se non arriveranno novità significative, dunque, la Dis-Coll rischia seriamente di saltare. La notizia non farà certo piacere a molte persone assunte con i contratti di collaborazione continuativa o a progetto, una forma di lavoro che è stata molto ridimensionata dal Jobs Act ma non certamente abolita. Potranno continuare ad assumere collaboratori, infatti, i professionisti iscritti agli Ordini o quelle aziende (come i gestori di call center outbound e le società di ricerche di mercato) che hanno stipulato degli accordi con i sindacati per poter fare ancora ricorso alle co.pro. Inoltre, restano in vigore fino alla scadenza pure i contratti di collaborazione già in essere prima dell'arrivo del Jobs Act.


Come funziona il sussidio

L'indennità Dis-Coll spetta attualmente a tutti quei collaboratori rimasti disoccupati dopo il 1° gennaio 2015. Per ottenere l'assegno, bisogna aver perso il posto involontariamente, cioè senza dimissioni spontanee e avere versato almeno tre mesi di contributi, calcolati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente alla perdita del lavoro. Inoltre, nello stesso anno in cui si verifica il licenziamento, il collaboratore deve aver versato almeno un mese di contribuzione oppure essere stato assunto con un contratto con durata superiore a 30 giorni. L'importo del sussidio si calcola più o meno con gli stessi criteri previsti per la Naspi, il nuovo sostegno alla disoccupazione introdotto da maggio per i lavoratori dipendenti. La durata dell'indennità Dis-Coll, invece, è pari alla metà dei mesi lavorati tra il primo gennaio dell'anno precedente il licenziamento e la data del licenziamento stesso, con un tetto massimo di 6 mesi. Non si tratta dunque di un sussidio “lunghissimo” ma, per molti collaboratori, è almeno una boccata di ossigeno o quanto basta per tirare avanti per un po', prima di trovare un nuovo posto. Proprio per questa ragione, c'è da augurarsi che la Dis-Coll non diventi presto soltanto un ricordo.


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