Lavoro

Creativi: otto ragioni per cui è arrivato il momento di fare carriera

Le aziende avranno sempre più bisogno di talenti naturalmente capaci di gestire la complessità

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Nel mercato del lavoro, ci sarà sempre più spazio per creativi in ruoli di responsabilità decisionale. Lo spiega FastCompany che dedica un articolo all’argomento in cui illustra per quali ragioni chi usa l’emisfero destro del cervello potrà scalare la vetta della carriera, a patto di sviluppare le competenze gestionali delle menti più razionali. 

La prima ragione ha a che fare con la crescente complessità del mercato, una variabile con cui le persone più razionali fanno fatica a rapportarsi. Chi usa soprattutto la parte destra del cervello, invece, è abituato a vedere collegamenti in ogni situazione e, dunque, non solo si sente a proprio agio anche con livelli elevati di incertezza, ma è più disposto ad assumersi rischi. Secondo: proprio perché sono abituati a fare collegamenti fra idee disparate, i creativi si attengono meno alle regole scritte e non scritte del business e, da questa posizione, hanno la possibilità di trovare soluzioni inattese.

Terza ragione: i creativi sono motivati dalla voglia di comprendere i perché, quindi sono in grado di sviluppare un livello di comprensione delle situazioni più profondo. Questa capacità permette loro di definire i problemi in modo più accurato e questo aumenta le possibilità di arrivare a una soluzione. I creativi sono anche più adattabili. Non essendo particolarmente attaccati allo status quo, sintetizzano velocemente le informazioni e prosperano sulla capacità di apprendere cose sempre nuove, incluse nuove modalità per affrontare le sfide, perché non prestano troppa attenzione alle modalità consolidate. Quinto: i creativi si dimostrano anche straordinariamente bravi nella creazione di valori, mentre chi pensa soprattutto con l’emisfero sinistro è poco incline a stimolare l’entusiasmo e la curiosità nelle altre persone. Si tratta di una qualità molto importante, perché le sfide della sostenibilità richiedono al business un cambiamento in direzione dell'inclusività.

Sesto: i creativi sono anche molto abili nel raccontare storie. E non si tratta di una competenza fine a se stessa, ma di un modo per mettere in contatto le persone, per generare entusiasmo, empatia e collaborazione. I creativi, inoltre, non hanno paura di capitalizzare il fatto che gli uomini danno più importanza al significato piuttosto che ai numeri. Non avendo paura di fare errori, i creativi assumono rischi e, come la storia dimostra, l’innovazione più rivoluzionaria origina proprio dagli sbagli. Infine, i creativi hanno anche la capacità di unire empatia, creatività e razionalità, ovvero sono naturalmente portati al “design thinking”, un processo progettuale orientato alla scoperta, sempre più usato dalle aziende.

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