Contratti a termine: cosa cambierebbe con la deregulation

Si fa strada l'ipotesi di togliere quasi tutti i vincoli sulle assunzioni temporanee, fino all'Expo 2015

Una manifestazione di precari a Napoli (credits: Ciro Fusco/Ansa)

Andrea Telara

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Tre anni di deregolamentazione spinta per tutta Italia, tutte le imprese, per tutti i rapporti di lavoro. E' la proposta che, in questo momento, sarebbe al vaglio del governo, secondo il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi , intervenuto oggi all'assemblea di Confimi Impresa, l'associazione che rappresenta le piccole aziende manifatturiere.

Sacconi ha confermato dunque alcune ipotesi che circolano da giorni circa la volontà dell'esecutivo di rendere ancor più flessibili i contratti di assunzione a tempo determinato, togliendo alcuni vincoli che sono già stati attenuati in parte con l'ultimo Decreto Lavoro del governo Letta. Alla fine di giugno, l'esecutivo ha infatti modificato le disposizioni della legge Fornero che imponevano un intervallo di almeno 60-90 giorni tra la scadenza di un contratto di lavoro temporaneo e il suo successivo rinnovo. Adesso, invece, la pausa è tornata a 10-20 giorni (com'era già fino all'estate del 2012).

CONTRATTI A TERMINE: LA RIFORMA DEL GOVERNO LETTA

Il governo Letta potrebbe però spingersi oltre e rendere ancor più flessibili le assunzioni temporanee, seppur in via sperimentale e per un periodo transitorio che arriva fino al 2016, l'anno successivo alla conclusione dell'Expo di Milano del 2015. La prima ipotesi è che vengano azzerate totalmente (dai 10-20 giorni attuali) le pause tra un contratto a termine e il successivo rinnovo. La seconda riforma allo studio è l'eliminazione del cosiddetto causalone. Si tratta di una regola che impone al datore di lavoro di indicare la ragione per cui un dipendente è stato assunto con un inquadramento temporaneo e non in maniera stabile, a tempo indeterminato. Attualmente, l'obbligo di specificare la causale (che deve dipendere da particolari esigenze produttive) scatta non appena il contratto a termine supera la durata di 12 mesi, mentre l'azienda non è soggetta a questo vincolo durante il primo anno. Se verranno confermate le ipotesi in circolazione, che accontenterebbero le richieste di Confindustria e di altre associazioni di categoria, per i prossimi 36 mesi l'obbligo della causale sparirebbe completamente e un dipendente potrebbe sempre essere assunto per 3 anni con un contratto temporaneo per qualsiasi motivo, a discrezione dell'impresa. Non è ancora ben chiaro, però, se questa deregulation riguarderebbe tutti i contratti o soltanto quelli legati in qualche maniera all'Expo.

Si tratta di una misura ideata per togliere qualsiasi disincentivo ad assumere che non piace però alla Cgil, la quale ha già manifestato la propria contrarietà. Mentre il centrodestra è favorevole, il deputato del Pd Cesare Damiano ha detto di essere disponibile a individuare “interventi mirati, vigilati, temporanei e pure reversibili”, purché siano il frutto di una concertazione tra i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali.

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MAURIZIO SACCONI E L'ARTICOLO 8

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