Carriera: come farsi catturare dai cacciatori di teste

Per trovare lavoro non basta il curriculum: bisogna convincere gli addetti al reclutamento. Ecco tre consigli degli esperti di Istao e Randstad

– Credits: Carlo Carino / Imagoeconomica

Massimo Morici

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Se siete in cerca di occupazione o volete cambiare lavoro, sappiate che il curriculum, anche se scritto bene, da solo non basta.

Bisogna scoprire come pensano gli addetti al reclutamento, per attirare così la loro attenzione ed evitare di farsi cogliere impreparati durante un colloquio.

Sempre più aziende (grandi, ma anche le piccole), infatti, si affidano ad operatori specializzati nella ricerca e selezione del personale. Ed è con i cacciatori di teste, insomma, che bisogna vedersela.

Ma quali sono gli aspetti del proprio profilo da evidenziare per farsi catturare? Panorama.it lo ha chiesto agli esperti di Istao (Istituto Adriano Olivetti) e Randstad, multinazionale olandese del settore risorse umane, che in questi giorni hanno avviato il primo master in Italia che prepara a lavorare nelle agenzie per il lavoro. Di seguito tre consigli da tenere a mente, prima di spedire un curriculum.

Un curriculum per distinguersi
Per prima cosa, è indispensabile partire da un buon CV: senza refusi, curato in ogni dettaglio, di 1 o 2 pagine al massimo, completo di autorizzazione al trattamento dei dati.

Poiché i selezionatori visionano centinaia di CV ogni giorno, è importante distinguersi con la lettera di presentazione, che deve essere scritta ad hoc per ogni candidatura. La lettera serve a mettere in luce i propri punti di forza e le proprie competenze – anche con esempi pratici – nonché a illustrare la motivazione che spinge a candidarsi proprio per quella posizione in quell'azienda.

Il giorno del colloquio
Nei colloqui, dato per acquisito il sapere tecnico, si indaga sempre di più il saper essere del candidato. Ciò significa che le aziende cercano persone flessibili ed affidabili, in grado di contribuire al lavoro in team, di risollevarsi prontamente dopo un errore, di reagire di fronte agli imprevisti.

Il giorno del colloquio scegliere un dress code professionale e curato, ma nel quale ci si sente a proprio agio, potrà essere d’aiuto per sentirsi più sicuri.

Durante il colloquio è importante guardare l’interlocutore negli occhi e, se ci sono più selezionatori, non rivolgersi a uno solo, ma a tutti. L’atteggiamento giusto è spontaneo e sicuro, ma senza ostentazioni. Bene fare domande, se opportune, e dimostrare di essersi già informati sull’azienda, per esempio avendone visitato il sito internet.

La web reputation
Poiché anche il recruitment è sempre più social, diventa fondamentale curare la propria web reputation. Si può iniziare molto semplicemente cercando il proprio nome sui motori di ricerca e valutando i risultati. Sempre più importante avere un profilo su Linkedin, che deve essere completo, curato e costantemente aggiornato.

Grande attenzione, poi, va posta al comportamento sui social network: settaggio accurato delle impostazioni della privacy, no a foto borderline e ad un linguaggio volgare. La regola è: non postare mai ciò che non vorremmo che il nostro potenziale capo vedesse.

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