Come trovare un posto all’estero

Più di 136 italiani al giorno, 50 mila all’anno, lasciano il Paese per lavorare oltre confine. Una tendenza in crescita. Grazie a questi nuovi strumenti

Credits: Le illustrazioni del servizio sono di Totto Renna

C’è chi va via per un Erasmus e non torna più indietro e c’è chi approfitta di una vacanza all’estero per distribuire curriculum e vedere che succede. C’è chi saltella fra blog, siti e forum e chi, semplicemente, parte all’avventura. L’unica cosa certa è che gli italiani che vanno a lavorare all’estero sono sempre di più. Li ha censiti, a fine 2012, l’Istat: 50 mila persone in un anno. Ovvero 136 al giorno, più di 4 mila al mese. Sono maschi in maggioranza, sempre più giovani e sempre più istruiti. «Le mete sono quelle dell’emigrazione classica: Germania, Svizzera, Regno Unito, Francia. Ma alle vecchie catene di relazioni familiari, su cui si faceva affidamento in passato, si sono sostituiti i social network» osserva Delfina Licata, che coordina, per la Fondazione Migrantes, il Rapporto sugli italiani nel mondo. Nell’edizione 2012, il rapporto ha certificato, per i giovani italiani, «una crescente voglia di fuga».

Se ne sono accorte anche le riviste specializzate nelle offerte di lavoro. Per il suo primo numero del 2013, RomaLavoro ha stampato in copertina: «Via dall’Italia! 1.000 offerte di lavoro». «Sono stati i lettori a chiederci di aprire questa finestra sull’estero» racconta Andrea Palazzo, collaboratore della testata. I mestieri più richiesti? «Dalla Germania arrivano molte offerte per il settore della ristorazione, dalla Scandinavia si chiedono guide turistiche o animatori per i parchi divertimenti. In genere non serve una grande esperienza, ma la conoscenza della lingua sì, in particolare l’inglese».

Per chi vuole guardarsi intorno alla ricerca di occasioni in Europa, un buon sito di riferimento è Eures , che ha il vantaggio di essere sotto l’egida della Commissione europea. È buona regola, infatti, proteggersi dalle fregature. Nel blog di Italiansinfuga figura la storia di una ragazza felice per avere ricevuto da Londra l’offerta di un fantomatico posto da cameriera a 2.500 sterline al mese (quasi 3 mila euro), volo d’andata pagato, che si è sentita chiedere, all’ultimo momento, di versare in anticipo, su un conto Western Union, 195 sterline (230 euro circa), per una tessera sanitaria, ovviamente fasulla come il lavoro.

Avverte Delfina Licata: «Più che con un contratto, a meno che non si sia specialisti, in ingegneria come nelle professioni sanitarie, si parte con un’idea. La cosa migliore è avere una persona che serva da punto di riferimento e acquisire informazioni sul luogo dove si vuole andare». Un sito utile, sempre per muoversi in Europa, è informagiovani-italia : contiene istruzioni su come scrivere i curriculum, come superare i passaggi burocratici e dà accesso a un elenco di link con siti di offerte di lavoro. Fornitissime bacheche di offerta figurano su eurojobs.com e sui maggiori siti di ricerca di personale, da Adecco a Monster, a Manpower basta aggiungere all’indirizzo la sigla del paese preferito, che sia .uk o .esp o .fr.

Chi ha fatto un’esperienza di studio all’estero parte agevolato. Nel suo Rapporto 2012 il Censis, citando dati Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), scrive che gli studenti italiani andati all’estero per completare la loro formazione sono ormai 60 mila. In soli 3 anni, tra il 2007 e il 2010, il loro numero è aumentato del 42,6 per cento. È un fenomeno europeo: la Francia, con una popolazione di poco superiore all’Italia, conta oggi, secondo l’Ocse, 78 mila studenti andati a istruirsi fuori patria. Un sito interessante da visitare è quello del ministero degli Esteri : alla voce «opportunità» figurano bandi per borse di studio, informazioni su accordi di cooperazione internazionale, link con organizzazioni come la Corte di giustizia europea o l’Onu.

Anche chi cerca orizzonti più vasti dell’Europa, trova in internet una miniera. Chi pensa all’Australia può affacciarsi su www.employment.byron.com.au , ma farà bene a visitare prima il sito del Governo per avere notizie ufficiali su visti e procedure. Se invece vi appassiona il Canada, potete consultare il sito del governo , ma dovrete prima farvi un’idea cliccando sul computer la semplicissima formula «cercare lavoro in Canada» per raggiungere una pagina web che introduce a una serie di utilissime informazioni e consigli, compreso l’orario migliore per presentarsi a eventuali, futuri datori di lavoro. Un’occasione per utili contatti può essere la Fiera internazionale dell’impiego che si terrà il 13 e 14 marzo prossimi a Madrid: imprenditori dal Canada, dall’Australia e dall’America Latina convergeranno sulla città spagnola per reclutare talenti europei.

Per le imprese di mezzo mondo è un momento d’oro per fare shopping di intelligenze. Secondo un sondaggio dell’Eurispes pubblicato nel 2012, il 59,8 per cento dei giovani italiani tra i 18 e i 24 anni è disposto ad andare a vivere in un altro paese. I più pronti alla partenza sono i ragazzi del Nord-Ovest, soprattutto diplomati e laureati. «Ma non chiamatela fuga di cervelli» invita Delfina Licata «sono talenti che, puntando sulla mobilità, investono sulla loro formazione».

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