Cassa integrazione in deroga: che cos'è e chi può riceverla

Come funziona l'ammortizzatore sociale per cui la Fornero ha stanziato 200 milioni di euro. Ma nel 2013 ci vorrà più di un miliardo

Cassintegrati della Fiat a Pomigliano d'Arco (credits: Ciro Fusco/Ansa)

Andrea Telara

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I soldi, finalmente, sono arrivati. Sono quelli stanziati dal ministro del welfare, Elsa Fornero , per coprire le indennità della cassa integrazione (Cig) in deroga, l'ammortizzatore sociale creato dal governo Berlusconi negli anni scorsi, per estendere la platea dei lavoratori tutelati in caso di disoccupazione.

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I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI

In tutta Italia, migliaia di dipendenti di aziende in crisi stanno ancora aspettando il pagamento degli assegni della Cig in deroga per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2012. Ora, il ministro Fornero ha trovato una soluzione per sbloccare i fondi (in totale circa 200 milioni di euro) che erano rimasti fermi nelle casse dell'Inps, di fronte al rischio di una mancanza di coperture finanziarie. Il provvedimento del ministro è senza dubbio una buona notizia, ma rappresenta per adesso soltanto una misura-tampone: secondo le stime della Uil, infatti, ci vogliono in totale quasi 1,5 miliardi di euro, per soddisfare tutte le domande di accesso alla cassa in deroga, previste nel 2013. Tra queste, c'è anche quella dell'Ilva di Taranto, che ha appena chiesto di ricorrere a questo ammortizzatore sociale per ben 1.393 dipendenti.

I REQUISITI PER LE AZIENDE.  

La Cig in deroga è stata istituita in via straordinaria negli anni passati (inizialmente nel 2004, per poi essere potenziata nel 2009) allo scopo di fronteggiare gli effetti della crisi economica. Nello specifico, questo ammortizzatore sociale è destinato ad alcune categorie di aziende (purché in attività da più di 12 mesi) che non possono (o che non possono più) accedere alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Si tratta, per esempio, delle imprese industriali con meno di 15 dipendenti (che non hanno i requisiti per ottenere la cig, previsti dalla legge), oppure le imprese industriali con più di 15 addetti che hanno degli esuberi di personale ma hanno già superato i limiti di durata della cassa ordinaria e straordinaria (36 mesi nell'arco di un quinquennio). L'accesso alla Cig in deroga deve essere autorizzato da specifici accordi governativi e deve essere richiesto dalla stessa azienda, dopo un'intesa con i sindacati, entro 20 giorni dalla data di sospensione dell’attività.

I LAVORATORI BENEFICIARI.

Possono incassare il sussidio tutti dipendenti dell'azienda in crisi, assunti da più di 90 giorni. Nel calcolo dell'anzianità di carriera, sono incluse anche le mensilità versate dall'impresa al lavoratore impiegato con un contratto di collaborazione continuativa a progetto (co.pro), purchè ricorrano tre condizioni: innanzitutto, i compensi totali già versati devono essere superiori a 5mila euro e non devono derivare dall'esercizio di arti e professioni; inoltre, il collaboratore deve aver operato in regime di monocommittenza, cioè aver lavorato per una sola azienda.

L'importo del sussidio è pari all'80% della retribuzione ma non può superare determinati limiti stabiliti dalla legge. Nel 2013, per esempio, il tetto era di 931,28  euro, se la retribuzione del dipendente (prima della perdita dell'impiego) non superava i 2014,77 euro. Se invece lo stipendio oltrepassava questa soglia, il massimale della Cig è di 1.119,32 euro. Perde automaticamente il diritto al sussidio il lavoratore che, durante il periodo della Cig, svolge un'attività retribuita senza averne dato comunicazione all'Inps. La durata del trattamento, invece, viene stabilita con un certo grado di dicrezionalità negli accordi governativi firmati dall'azienda.

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