Lavoro

Ape, perché la pensione a 63 anni rischia di slittare

La mini-riforma previdenziale del governo Renzi incontra molti ostacoli operativi, tra decreti, regolamenti e burocrazia

Pensionati-Ape

Andrea Telara

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La data di partenza sembrava quasi certa, almeno sulla carta. Ma l’Ape (anticipo pensionistico), cioè il nuovo sistema consente di ritirarsi dal lavoro a 63 anni anziché a 66 anni e 7 mesi di età, rischia invece di rimanere fermo in alto mare. Colpa della macchina dello Stato che va a rilento, soprattutto quando deve tradurre nella realtà le leggi scritte sulla carta come appunto quella che istituisce l’Ape. Per far partire questo sistema di pensionamento anticipato, infatti, mancano ancora diversi regolamenti, una nuova piattaforma elettronica e l’avvio di una convenzione con le banche e le assicurazioni.

Per approfondire:
Leggi anche: Cos’è l’Ape e come funziona
Leggi anche: Ape social, chi può andare in pensione a 63 anni (senza tagli)

Va ricordato che l’anticipo pensionistico è stato introdotto con l’ultima manovra economica (la Legge  di Stabilità 2017) e il governo ha scelto come data di avvio il mese di maggio, per avere un bel lasso di tempo per organizzare il tutto. A distanza di poche settimane dalla partenza ufficiale, però, mancano diversi tasselli del variegato mosaico di procedure grazie alle quali i lavoratori italiani dovrebbero mettersi a riposo 3 anni prima del previsto, in deroga alle regole previste dalla legge Fornero.

Decreti in stand by
Innanzitutto, mentre la legge è già sulla carta, devono ancora essere approvati i decreti attuativi che definiscono nel dettaglio come si accede all’Ape. Poi, il governo deve firmare anche delle convenzioni con le banche e le assicurazioni. L’anticipo pensionistico si basa infatti su un vero e proprio prestito che i lavoratori, seppur indirettamente attraverso l’Inps, stipulano con un istituto di credito, il quale paga per tre anni gli assegni previdenziali, prima che il pensionato compia 66 anni e 7 mesi di età.  

Piattaforma a rilento

Infine, come se non bastasse, il Sole24Ore riporta pure la notizia di qualche possibile ritardo nella preparazione di una piattaforma elettronica con cui l’Inps dovrebbe gestire le domande di pensionamento anticipato con il nuovo sistema. Ad annunciarlo in un convegno è stato Marco Leonardi, esperto di welfare e consigliere economico della Presidenza del Consiglio. Leonardi ha detto che, entro maggio, le nuove procedure dovrebbero comunque entrare a regime. A chi spera di andare in pensione prima del previsto, insomma, non resta che incrociare le dita.

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