Lavoro e fisco, che fine han fatto le riforme economiche di Renzi

Dalla seconda parte del Jobs Act alle leggi-delega su tasse e pubblica amministrazione. Tutti i provvedimenti del governo che sono ancora arenati in Parlamento

Il premier Renzi – Credits: Ansa

Andrea Telara

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Una riforma al mese, tra marzo e giugno. Era la promessa fatta dal premier Matteo Renzi, prima di insediarsi a Palazzo Chigi nel febbraio scorso. Alcune riforme sono state in effetti messe in cantiere, ma devono ancora affrontare un lungo cammino in Parlamento, che rischia di dilatarsi ancor di più, con l'arrivo della pausa estiva, durante la quale i lavori alle Camere subiranno uno stop. Ecco, di seguito, i provvedimenti economici già annunciati da tempo che sono però ancora in mezzo al guado.

LAVORO

Si attende da mesi l'approvazione della seconda parte del Jobs Act, cioè la riforma del lavoro voluta dal premier. Si tratta di un disegno di legge delega (ddl) che istituisce un nuovo contratto di assunzione a tempo indeterminato e a tutele crescenti, oltre a nuovi ammortizzatori sociali per i precari. Il ddl è già arrivato al Senato, dove doveva essere varato entro luglio, per poi passare alla Camera ed entrare definitivamente in vigore prima della fine dell'anno. A Palazzo Madama, però, si prevede che il primo esame della legge slitti a settembre, dopo la pausa estiva. L'iter in Parlamento dunque, rischia di allungarsi non poco.

FISCO

Il 12 marzo scorso, il Parlamento ha approvato la legge delega in materia fiscale, che dovrebbe portare cambiamenti radicali nel nostro sistema tributario, con una serie di norme sulle semplificazioni, sulla lotta all'evasione e sui contenziosi. Il punto più importante, almeno nella fase iniziale, è rappresentato però dalla riforma del Catasto, che tuttavia è solo all'inizio. Prima dovrà infatti essere approvato un decreto sulle commissioni censuarie, le quali avranno il compito di rivedere l'intero sistema delle rendite catastali. Il decreto ha però appena cominciato il proprio iter parlamentare e i tempi di approvazione sono ancora molto incerti.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

E' appena agli inizi anche il cammino della riforma della pubblica amministrazione, messa in cantiere dal ministro Madia. C'è un decreto (che favorisce il ricambio generazionale e la mobilità dei dipendenti pubblici) che è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e deve essere convertito in legge entro il 24 agosto. Molto più lungo, invece, è il percorso previsto per la seconda parte della riforma. Si tratta di un disegno di legge delega (ddl) con cui il governo accorpa diversi uffici periferici dello stato (come alcune prefetture). L'iter in Parlamento del ddl inizierà probabilmente soltanto a settembre.

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