Legge sulla legittima difesa: cosa cambiare

Bisogna fare in modo che il giudice tenga in considerazione lo stato d'animo dell'aggredito e non permetta un risarcimento per l'aggressore

Legittima difesa

Protesta dei parlamentari della Lega Nord durante il seguito della discussione in materia di difesa legittima in aula della Camera, Roma, 21 aprile 2016 – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Cristiano Cominotto

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Pensiamo a come sarebbe svegliarsi di soprassalto nel cuore della notte perché sentiamo dei rumori in casa. Di alzarsi e vedere una figura in casa nostra. A quale potrebbe essere la paura per noi e per i nostri figli. E in base a questa di reagire per difendere tutto ciò che abbiamo.

Invece ci sono dei casi di persone che hanno cercato di difendere la propria abitazione, i propri cari o beni e che sono state condannate per questo. In alcuni casi anche a pene molto severe. Per citarne uno, tutti ci ricordiamo del caso di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola che è stato condannato per eccesso di legittima difesa a due anni e mezzo di reclusione.


Com’è possibile che sia stato condannato? Cosa prevede la legge?

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Quello a cui serve prestare attenzione quando si parla di legittima difesa è il fatto che la legge preveda un principio di proporzionalità tra rischio e relativa reazione. In altre parole, se è in pericolo la nostra vita perché la persona che si è introdotta in casa nostra o nella nostra attività ha una pistola e minaccia di usarla, allora possiamo utilizzare un’arma per reagire. Altrimenti si rischia di incorrere in un eccesso di legittima difesa.

Questo tipo di norma, quando viene applicata dai Giudici in modo oggettivo, ha un grosso limite. Essa infatti non tiene in considerazione lo stato d’animo della persona coinvolta. Persona che si trova attaccata nella propria abitazione o negozio e che vede a rischio i propri famigliari o beni.

Sembra evidente che nel momento in cui qualcuno entra in casa di una persona in modo inaspettato, mettendo a rischio la salute della famiglia di quest’ultimo, il proprietario di casa non sarà in grado di valutare razionalmente ciò che sta accadendo. È quindi lecito affermare che la persona che si vede minacciata possa valutare maggiormente rischioso un evento che in realtà potrebbe non essere così pericoloso.

Il Giudice, in questi casi, non dovrebbe quindi limitarsi a valutare oggettivamente i fatti che sono accaduti, ma dovrebbe necessariamente contestualizzarli rispetto allo stato d’animo che prova una persona attaccata in modo del tutto inaspettato.

Questo tipo di valutazione è anche quello di una proposta di legge che stabilirebbe l’impossibilità di applicare l’eccesso di legittima difesa quando si reagisce nei confronti di coloro che si introducono nella propria abitazione. Questa proposta prevede anche l’impossibilità per gli aggressori di ottenere un risarcimento danni in seguito agli atti che potrebbero essere compiuti dalle persone che cercano di difendere il proprio domicilio e i propri cari.

Questo perché a volte accadono cose paradossali. Infatti, tornando al già citato caso Birolo, l’uomo oltre alla reclusione si è visto condannato a risarcire € 325.000 alla famiglia del ladro ucciso.
Personalmente spero che questa proposta di legge arrivi presto in Parlamento e che il Parlamento prenda posizione forte per tutelare i cittadini di fronte a questo tipo di aggressioni.

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