5 cose da sapere in caso di licenziamento

Motivazioni, tempi e procedure da seguire qualora dovesse arrivare la brutta notizia

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Cristiano Cominotto

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Il momento in cui si viene a sapere di essere stati licenziati può essere sconvolgente. Inutile negarlo, superare un licenziamento è considerata una delle fasi in assoluto più stressanti nella vita di una persona. Ma seguendo questi cinque punti si saprà quali sono i propri diritti e come farli valere. In questo modo, anche se la situazione non sarà piacevole, si avranno tutti i mezzi necessari per affrontare la situazione.
 
1 - Per prima cosa si deve sapere che, per essere valido, un licenziamento deve essere accompagnato da una lettera formale. In questa lettera verrà chiesto di apporre una firma, se ci si rifiuterà di farlo, la stessa lettera verrà spedita a casa per raccomandata. Prima di procedere con il licenziamento il datore di lavoro dovrà dare un preavviso. Il lasso di tempo del preavviso dipenderà da quanto tempo si è lavorato per quella azienda. L’azienda potrà chiedere di lavorare normalmente durante tutto il preavviso o meno. In ogni caso dovrà essere corrisposto il pagamento di quel periodo.
 
2 – Le ragioni per le quali si può essere licenziati sono due: per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo.
Per giusta causa si può essere licenziati a causa di motivi disciplinari. Si deve quindi aver commesso un atto grave e reiterato nei confronti dell’azienda per la quale si lavorava.
Per giustificato motivo oggettivo si può essere licenziati a causa di problemi economici o di ristrutturazione dell’azienda. In sostanza, se l’azienda dovesse andare male, essa può tagliare il personale.
In entrambi questi casi, sarà la persona interessata a capire se le motivazioni per il licenziamento siano corrette o meno. Se non si dovessero ritenere corrette le motivazioni dell’azienda, si avrà il diritto di impugnare il licenziamento.
 
3 – Se il licenziamento fosse giustificato, quello a cui si avrà diritto sono il preavviso, il TFR (trattamento di fine rapporto) e l’indennità di disoccupazione (la cosiddetta NASPI).
Se il licenziamento non fosse giustificato, si avrà diritto, oltre a quanto sopra, anche a diversi tipi di indennizzi. Questi ultimi dipendono dal fatto che l’azienda abbia più o meno 15 dipendenti.
Se il licenziamento è stato di tipo discriminatorio, si avrà diritto anche alla reintegra del proprio posto di lavoro.
 
4  - I tempi per poter far valere i propri diritti sono ben precisi. Si avranno infatti 60 giorni per inviare la lettera di impugnazione se si pensa che il proprio licenziamento sia ingiustificato. Il TFR dovrà essere pagato entro i 30 giorni successivi al licenziamento o nelle tempistiche previste dal proprio contratto. Per quello che concerne la NASPI, la richiesta dovrà essere effettuata entro 68 giorni dal licenziamento. È importante non far scadere queste tempistiche.
 
5 – Da ultimo, il modo migliore per far valere i propri diritti in caso di licenziamento è quello di affidarsi a professionisti. Gli avvocati esperti di diritto del lavoro sono la scelta migliore per farsi accompagnare durante il percorso. Questi garantiranno di far valere i propri diritti al meglio possibile.

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