Pier Carlo Padoan
Economia

Italy Conference 2015: l'Italia sotto esame

Il ministro Padoan, il governatore Ignazio Visco, il dirigente Cannata e altri ospiti di Euromoney: ottimismo sull'Italia e sulle prossime riforme

Un esame al nostro paese e al governo Renzi, alle riforme che ha attuato (come il Jobs Act) e a quelle che deve attuare (come lo snellimento della burocrazia). È questo il filo conduttore dell'edizione 2015 di The Italy Conference di Euromoney, conferenza annuale (di cui Panorama è il maggiore media partner) che si è svolta oggi all’hotel Principe di Savoia di Milano.

Presente all'appuntamento un parterre d'ospiti di prim'ordine, tra cui il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e altri dirigenti statali di spicco come Maria Cannata, responsabile del debito pubblico presso il Dipartimento del Tesoro, Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico e Carlo Pagani, capo della segretarie tecnica del Mef. A questi nomi si sono poi aggiunti nel pomeriggio Filippo Taddei, responsabile economico del Pd e numerosi imprenditori, manager ed esponenti della comunità finanziaria.


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L'occasione è stata dunque ghiotta per fare il punto sulle riforme economiche messe in cantiere nel nostro paese durante gli ultimi mesi, dopo una mattinata che ha visto invece protagonisti Padoan e Visco, con due interventi improntati all'ottimismo.

Il ministro dell'economia ha difeso il taglio della Tasi, inserito nella prossima Legge di Stabilità per sostenere la domanda interna, che oggi rappresenta uno degli elementi che stanno trainando la crescita. A dar fiato all'economia, secondo Padoan, non ci sono dunque soltanto dei fattori esogeni come il calo del prezzo del petrolio o il quantitative easing della Bce. A detta del ministro, l'Italia si sta mettendo in moto anche con le proprie gambe. Anche il governatore di Bankitalia Visco intravede all'orizzonte un'accelerazione della ripresa, grazie alla crescita dei consumi e della spesa delle famiglie.


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Ottimismo sull'Italia si respira anche tra gli esponenti della comunità finanziaria, soprattutto tra quelli delle case d'investimento specializzate nei titoli a reddito fisso, tradizionalmente grandi acquirenti di Buoni del Tesoro. “Penso che l'Italia si sia incamminata nella giusta direzione”, ha detto per esempio Nicola Mai, senior vice president di Pimco, la maggiore società di gestione a livello mondiale nel mercato dei bond. Subito dopo, però, Mai ha dichiarato con prudenza che il nostro paese deve fare ancora molta strada per recuperare la competitività perduta negli ultimi decenni. Cauto anche Jean-Michel Six, managing director e capo economista per l'Europa dell'agenzia di rating Standard & Poor’s.

A chi gli ha chiesto se non sia giunto il momento di rivedere in meglio il rating sul'Italia, Six ha risposto che prima correre analizzare le reali cause della ripresa economica in atto a Sud delle Alpi: per adesso, il contributo maggiore è arrivato da fattori esogeni come il calo del prezzo del petrolio. Bisognerà aspettare ancora un po', invece, per misurare la spinta generata dalle riforme strutturali messe in atto negli ultimi anni dal nostro paese. La comunità finanziaria internazionale, insomma, guarda con interesse all'Italia ma non sembra disposta a fare troppi sconti e a chiudere un occhio di fronte a qualche nuovo, eventuale passo falso.

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