Istat, fiducia di consumatori e imprese in calo a giugno

Continua l'andamento negativo cominciato ad aprile. L'allarme delle associazioni di consumatori

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Redazione Economia

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Fiducia dei consumatori e delle imprese in calo a giugno. L'indice della prima, segnala l'Istat, prosegue l'andamento negativo avviato ad aprile e passa a 110,2 da 112,5 di maggio. Le imprese vedono invece l'indicatore diminuire a 101,2 da 103,0. Per la fiducia dei consumatori si tratta del livello più basso da agosto 2015, mentre per quella delle imprese è il risultato peggiore da marzo 2016.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori risultano in diminuzione: il clima personale (a 103,0 da 105,4) e quello economico (a 131,8 da 135,7). I giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese si confermano in peggioramento. In recupero emerge il saldo relativo ai giudizi sull'andamento dei prezzi nei passati 12 mesi, mentre resta stabile sui valori dello scorso mese quello delle attese sull'andamento per i prossimi 12 mesi. Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (a 32 da 26, il saldo).

Riguardo le imprese, il clima di fiducia sale nella manifattura (a 102,8 da 102,1) e nelle costruzioni (a 121,6 da 120,4), mentre scende nei servizi di mercato (a 105,0 da 107,3) e nel commercio al dettaglio (a 99,7 da 101,0).

Codacons: "Un brutto segnale"

Il calo dello fiducia dei consumatori registrato a giugno è per il Codacons "un brutto segnale", che rischia di avere ripercussioni sulle vendite durante i prossimi saldi e sulle spese delle famiglie per le vacanze estive. "La terza diminuzione consecutiva dell'indice sulla fiducia delle famiglie", afferma in una nota il presidente Carlo Rienzi, "conferma purtroppo le previsioni del Codacons sulla debole propensione alla spesa da parte dei consumatori. La fiducia in calo, infatti, si ripercuote in modo diretto sui consumi nel breve termine, che vengono posticipati o ridotti. Non a caso le stime del Codacons sui saldi estivi in partenza il 2 luglio non prevedono corse all'acquisto né incrementi delle vendite. Ma la diminuzione della fiducia dei consumatori a giugno potrebbe avere ripercussioni anche sulle prossime vacanze estive, non contribuendo a spingere la spesa degli italiani durante i periodi di villeggiatura", conclude il comunicato. (AGI)

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