Vetro
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La crisi del gas sta mettendo in ginocchio il mondo del vetro

Tra i settori più energivori e quindi più in difficoltà c'è proprio la produzione del vetro, da quello artigianale a quello industriale. E servono soluzioni, in fretta

La crisi energetica sta colpendo tutti: aziende e famiglie. Tutte a fare i conto con aumenti di tre se non quattro volte rispetto ad un anno fa e che risultano insostenibili. A pagare forse un po' di più sono quelle attività (non a caso definite energivore) dove la componente gas e corrente è necessaria per il lavoro. Tra questi la filiera del vetro dove la produzione necessita di forni sempre accesi ad elevatissime temperature

«La filiera del vetro è stata colpita in maniera più violenta rispetto ad altre attività - spiega Fabrizio Cattaneo, AD di VITRUM e Direttore Generale GIMAV. Senza dubbio quelli più colpiti sono i produttori di vetro perché per produrre questo materiale bisogna fonderlo e portare i forni a temperature oltre 1000°: nel momento in cui si interrompe il riscaldamento, il forno si raffredda e per riportarlo a temperatura ci vogliono settimane. Questo è sicuramente il problema principale, però la produzione del vetro è solo una parte della filiera, quella che sta a monte di tutti. ma anche tutti quelli che si trovano sotto,a scalare, stanno soffrendo enormemente»,

La produzione del vetro oggi giorno è un processo a sé stante che è fatto da poche multinazionali molto grandi, che hanno un potere contrattuale e una importante forza per gestire o comunque almeno assorbire in parte i problemi attuali.

«Quelli veramente più colpiti dentro la filiera sono i piccoli artigiani e soprattutto quelli che ancora oggi fanno il vetro come si faceva qualche migliaia di anni fa - prosegue Cattaneo - quindi la parte meno legata alle tecnologie, ma la più artistica e manuale: ovviamente questi artigiani non hanno potere contrattuale per andare a gestire i prezzi dell'energia e stanno subendo maggiorazioni incredibili, addirittura di 12 /13 volte il prezzo di un anno fa. La situazione è insostenibile, tanto è vero che molte fornaci artistiche in questo momento non sono nelle condizioni di poter operare e rischiano di chiudere».

Per le aziende invece più grandi la situazione qual è?

«Per quanto riguarda la lavorazione del vetro industriale questa viene fatta su lastre e tendenzialmente è fatta a freddo: per quanto riguarda le industrie che afferiscono a GIMAV, l’impatto energetico è molto importante, ma come in altri settori. Producendo macchinari per la lavorazione del vetro, non abbiamo il tema degli alti forni, ma certamente i rincari energetici ci hanno colpito comunque duramente. Il tema per noi più importante è quello invece delle conseguenze della guerra in corso, perché le nostre industrie stanno subendo una serie di ripercussioni, non solo per il rincaro delle materie prime, ma soprattutto per la mancanza delle componenti elettroniche e, banalmente, sulla impossibilità di spostare le merci in tutto il mondo».

Non solo produzione del vetro, ma anche della macchine con cui produrlo per le quali l'Italia è leader mondiale...

«Uno dei problemi più complicati in questo momento è reperire l'elettronica: oggi le macchine per la lavorazione del vetro sono tutte computerizzate e automatizzate. I fornitori di queste tecnologie non sono oggi in grado di dare il costo e i tempi di produzione di queste componenti. Le nostre aziende si trovano quindi nella situazione di produrre macchinari che non sanno quando funzioneranno, perché le componentistiche elettroniche non sono disponibili».

Come si guarda al futuro?

«Con positività. Bisogna ragionare su quali sono le possibili soluzioni quantomeno per tamponare gli effetti di una crisi, che evidentemente non può essere risolta da un settore singolo, ma per cui il nostro mercato può trovare aggiustamenti. La nostra industria è sempre stata energivora ed è per questo che ci siamo posti da tempo il problema di come poter ottimizzare i costi dell’energia: già adesso abbiamo pronte delle soluzioni che possono essere adottate e che presenteremo al Convegno del 16 settembre in Assolombarda “Verde come il vetro – Green as glass. Innovazione, Sostenibilità. Futuro” nell’ambito delle iniziative dell’Italian Glass Weeks».

Il Programma della Italian Glass Week

The Italian Glass Weeks.pdf

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