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(K. Nogi, Getty Images)
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Industria

Cvc si compra Toshiba, perché ora le acquisizioni sono un affare

Grande liquidità sul mercato e non solo. Sta per partire una fase di compere per i fondi di investimento, anche in Italia

Iniziano le prime mosse sullo scacchiere delle acquisizioni. Ultima in ordine cronologico è la decisione del fondo di private equity Cvc Capital Partners di fare un'offerta da 20 miliardi di dollari su Toshiba. Secondo gli analisti questa mossa segue la volontà di rendere la società privata in modo da poter influenzare senza problemi la struttura di corporate governance.

Una conseguenza sarebbe dunque l'accelerazione dei processi decisionali, dato che al momento sono percepiti dall'esterno come lenti e farraginosi. Resta però il fatto che Toshiba ha dimostrato di essere una realtà non proprio così solida e abbastanza vulnerabile, soprattutto negli ultimi anni. Questo ha dunque reso la società molto più appetibile rispetto ad altri competitor. In questi mesi il mondo del M&A sta però iniziando a scalpitare, anche nel nostro Paese. E i motivi legati a questo nuovo trend solo diversi.

Secondo il report: "M&A in Italia" di EY, una spiegazione la si può trovare nell'ampia liquidità disponibile nel sistema. Continua dunque ad essere positiva l'attività di raccolta dei fondi e il relativo dry poweder da investire. A questo di aggiunge, sottolinea il report, la crescente liquidità accantonata in Italia dalle famiglie e dalle imprese per effetto del clima di incertezza.

Dall'altro lato c'è l'impatto negativo sulle performace 2020 di diverse aziende. "Questi elementi suggeriscono che il mercato nel 2021 sarà caratterizzato da spinte contrapposte, tra acquirenti e venditori, con molti punti interrogativi sulla solidità della pipeline di nuove operazioni sul mercato. Ci aspettiamo l'avvio di processi di consolidamento, con un ruolo attivo dei fondi che, però, dovranno essere in grado di strutturare operazioni più complesse rispetto al passato", sottolinea l'analisi.

Ovviamente l'impatto M&A avrà ripercussioni diverse in base ai vari settori dell'economia italiana. Quelli più appetitosi per gli investitori esteri risultano essere: le infrastrutture, l'energia, le telecomunicazioni, la life science, sport professionisti e calcio e il mondo del food e beverage. Da sottolineare però come gli altri (immobiliare, settore turistico, macchina e prodotti industriali, automotive e la moda) presentano un attrazione media agli occhi degli investitori. E dunque non sono da sottovalutare. Ma andiamo ad analizzare i settore più appeal.

Infrastrutture

L'ambito ha sempre attratto i fondi internazionali specializzati. Questi erano infatti attratti dalla possibilità di garantire agli investitori dei ritorni stabili nel tempo in un settore fortemente regolamentato. I recenti eventi tragici hanno evidenziato i rischi, ma anche nuove opportunità. E soprattutto spianato la strada a investimenti in nicchie di mercato non convenzionali (reti di distribuzione, servizi di logistica e trasporti). "Sul fronte delle operazioni straordinarie, l'attenzione in Italia è attualmente focalizzata sui grandi dossier. Meritano menzione la creazione della rete unica tramite la fusione tra gli asset di Telecom Italia e OpenFiber, con l'ingresso di investitori istituzionali nel progetto (quali KKR e Macquarie), l'investimento di Invitalia in Ilva e il potenziale scorporo del business dei data center da parte di Telecom Italia. Rimane sempre aperto il dossier Autostrade per l'Italia, dove sono ancora in corso le negoziazioni tra Atlantia e la cordata formata da Cdp, Macquarie e Blackstone. A valle di questo, probabilmente, si assisterà anche a un riassetto del settore aereoportuale", si legge dal report.

Energia

Il mondo dell'energia sta lentamente tornando ai livelli pre-pandemia, con i prezzi del petrolio e dell'energia elettrica che stanno gradualmente tornando nei ranghi. L'impatto sui conti economici delle società del settore è però stato molto differenziato, con una leggera scossa per il settore del Power & Utilities e un effetto più dannoso per il settore Oil & Gas, che ha visto un drastico calo di consumi e valore della commodity sottostante. Il settore però è sotto gli occhi degli investitori e dei fondi dato che continua a crescere l'interesse per: nuovi vettori energetici, nuove tecnologie e opportunità legate all'elettrificazione dei consumi. Le dinamica derivanti dalla pandemia e gli interessi sempre più sviluppati hanno fatto rivedere l'agenda delle priorità a diversi fondi di investimento. Secondo EY è necessario infatti dare il via ad acquisizioni, iniezioni di capitale e partnership.

Telecom, media e technology

Tra tutti e tre il settore della technology è quello che si è dimostrato resiliente rispetto alla pandemia, grazie ai servizi di ICT. In questo ambito l'attenzione maggiore è da parte degli investitori istituzionali e finanziari e di player strategici in ottica di aggregazioni e consolidamenti.

Life sciences

Questo settore ha iniziato a brillare nel secondo semestre del 2020, dato che ci sono stati i fondi di private equity che hanno concluso uno dei più frizzanti anni per numero di operazioni dell'ultimo decennio, per operazioni di LBO (da segnalare Genetic e Medipass tra le più importanti), ma soprattutto di add-on sulle loro partecipate. Per quest'anno EY prevede una ripresa dell'attività M&A sulla scia dell'anno passato, con i private equity sempre protagonisti. Le aziende che hanno beneficiato della pandemia, soprattutto se di dimensione inferiore, potrebbero prendere in considerazione una cessione per beneficiare del favorevole momento di consolidamento, mentre quelle più grandi, hanno a disposizione cospicue risorse finanziarie per la crescita esterna, come testimoniato da alcune grandi operazioni, anche internazionali, condotte recentemente da grandi aziende farmaceutiche italiane. "Oltre a questi, ci si aspetta che farmacie, cliniche veterinarie, laboratori e distribuzione farmaceutica continueranno il processo di consolidamento già iniziato negli anni scorsi", sottolinea lo studio.

Sport e calcio

Anche per questo settore si prevedono grandi cose, sulla scia del 2020. Considerando alcune tensioni finanziarie nel sistema, legate al raffreddamento del trading player e alla riduzione degli incassi dei biglietti, EY prevede una crescita delle operazioni di M&A da parte dei fondi di private equity, dato che il settore può essere portatore di importanti ritorni in futuro. Da ricordare come nel corso del 2020 i fondi di private equity si sono iniziati a muovere sul mondo delle squadre di calcio professionistiche. C'è infatti stata la proposta del fondo americano CVC di creare una partnership con Lega Serie A per la costituzione di una "mediaCo" finalizzata a una più efficace valorizzazione degli asset delle squadre (diritti televisivi). Ma più in generale ci si ricorda l'interesse di diversi private equity per la Roma il Parma calcio e l'Inter.

Food & Beverage

Il settore si conferma essere uno dei comparti più attrattivi per gli investimenti nazionali e internazionali, nonostante il periodo di lockdown. Grazie ad una crescita dei consumi, sia per quanto riguarda il volume che il valore, degli alimentari e dei servizi di food delivery (talvolta a doppia cifra), le transazioni non si sono fermate.

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