India: banconote ritirate per combattere la corruzione

Nel Subcontinente solo il 4 per cento della popolazione paga le tasse

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Indiani in fila per cambiare le vecchie rupie – Credits: NARINDER NANU/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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L'India è nel caos. Da quando Narendra Modi ha annunciato, a sorpresa, di voler ritirare tutte le banconote di piccolo taglio per sostituirle con nuova cartamoneta, costringendo così gli evasori a dichiarare i propri redditi, l'intera popolazione si è messa in fila davanti alle banche per riprendere possesso dei propri risparmi. Una manovra che, tuttavia, si sta rivelando più difficile del previsto. Un po' perché i tagli da cinquecento e mille rupie (l'equivalente di 6 e 14 euro) rappresentano il 90 per cento della moneta in circolazione (il che vuol dire che l'immediata conversione di queste banconote è essenziale per tutti), e un po' perché, visti i volumi, le banche esauriscono le riserve di nuova cartamoneta in poche ore, e hanno bisogno di tempo, in certe realtà isolate di giorni, per approvvigionarsene.

Il punto di vista della popolazione

"Giro da 48 ore con questo sacco di banconote e non riesco nemmeno a mangiare", racconta un operaio di Delhi. "Io ho dovuto smettere di lavorare perché tutti vogliono pagarmi con le vecchie banconote e non mi fido. E se le banche a un certo punto smetteranno di accettarle?", gli fa eco un tassista.

L'impressione generale è che la situazione rischi di diventare esplosiva, soprattutto se gli istituti di credito ci metteranno troppo tempo a sostituire tutta la moneta circolante. Eppure, le persone sembrano contente. "Sì, siamo un po' in difficoltà, ma questo è l'unico modo per combattere davvero la corruzione", sottolinea una donna mentre passeggia tra le bancarelle di Connaught Place, nella capitale. "Modi ha promesso di usare il denaro extra (quello non dichiarato, ndr) per far crescere il paese, e noi siamo con lui", le fa eco l'amica.

I numeri da record dell'evasione indiana

In India solo il 4 per cento della popolazione paga le tasse, ed è troppo poco, anche considerando che sia i contadini sia coloro che guadagnano meno dell'equivalente di 3400 euro all'anno, quindi più del 50 per cento degli abitanti, godono di esenzione totale.

Con la manovra del maxi-condono conclusasi poco più di un mese fa sono rientrati in India capitali per un totale di 9 miliardi di euro a fronte di oltre 64mila dichiarazioni di redditi precedentemente evasi, e il governo ne ha incassati il 45 per cento sotto forma di tasse, che Modi ha promesso di reinvestire per aiutare la nazione a continuare crescere a ritmi del 7 per cento.

Le critiche al governo Modi

Il premier è stato criticato molto per la sua linea dura che, tuttavia, ha già dimostrato di essere più efficace rispetto all'abitudine di combattere l'evasione con i musicisti, spedendoli a fare baccano sotto le case degli insolventi, per convincerli a saldare i debiti con l'erario pena un gran mal di testa.

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