Economia

Imprese estere: i pochi buoni motivi per investire in Italia

Tra i fattori di maggiore attrazione per i manager stranieri ci sono gli effetti positivi del piano Industria 4.0

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Giuseppe Cordasco

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A dispetto dell’attuale instabile quadro politico e nonostante una situazione economica che ci vede ancora in attesa di una vera ripresa che stenta purtroppo a decollare, l’Italia sembra essere diventato un territorio attrattivo per gli investimenti delle imprese estere.

ùA confermare questo alquanto sorprendente trend, è una ricerca della società di consulenza strategica AT Kearney che ha stilato proprio una classifica mondiale dei Paesi in cui appunto conviene investire nei prossimi tre anni. Ebbene, l’Italia figura nella top ten di questa graduatoria, una circostanza che non si verificava più dall’ormai lontano 2004.

La ricerca

Lo studio condotto dalla AT Kearney, denominato Foreign direct investment confidence index, è stato realizzato intervistando 500 dirigenti delle principali società mondiali, che hanno manifestato appunto le proprie valutazioni circa i Paesi in cui effettuare investimenti nei prossimi tre anni.

Sul podio ci sono Stati Uniti (primi per il sesto anno consecutivo), Canada e Germania. Il Regno Unito è quarto, la Cina quinta. Fra i Paesi europei, la Francia è settima, la Svizzera nona e l'Italia, come accennato, decima, in salita di tre posti. La Spagna è al quindicesimo posto (in calo di quattro posizioni) e il Portogallo al ventiduesimo (ma entra in classifica per la prima volta).

Effetto Indusria 4.0

Ma quali sono i fattori principali che hanno reso l’Italia una realtà così allettante per gli investimenti di imprese straniere? A spingere il nostro Paese, secondo le valutazioni di AT Kearney, sono stati la domanda interna e la crescita di quella estera, il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi cinque anni e, soprattutto, il piano Industria 4.0 per l'innovazione delle imprese.

Ha influito poi anche il dato sul Pil. Secondo l'Ue infatti, dopo l'accelerazione del 2017, l'economia italiana continuerà a crescere allo stesso passo dell'1,5% quest'anno, anche se, tenendo conto di alcune tendenze in atto, la crescita del Pil verrà frenata all’1,2% nel 2019.

AT Kearney ritiene inoltre che abbia giovato al risultato positivo dell’Italia anche la più ampia tendenza al miglioramento del clima di investimenti esteri verso l'area europea. La classifica stilata si ferma infatti ai primi venticinque Paesi e oltre la metà delle posizioni è occupata proprio da mercati del Vecchio Continente.

Campagna elettorale ininfluente

Da notare che la ricerca è stata svolta qualche mese fa, in piena campagna elettorale italiana, ma le incertezze del clima politico, hanno spiegato gli analisti di AT Kearney, non hanno influenzato significativamente le aziende che, evidentemente, così come i mercati in questi giorni, al momento non temono scenari di deviazione rilevante dalla stabilità degli ultimi anni.

Soddisfazione per i risultati dell’indagine è stata espressa ovviamente dal nostro ministero dello Sviluppo economico, secondo il quale, il risultato ottenuto dall'Italia rappresenta "un significativo balzo in avanti, a riprova di una rinnovata fiducia nell'economia italiana da parte degli investitori stranieri”.

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