Bitcoin batte Western Union: la scalata della moneta virtuale

Più usata di Western Union, la valuta virtuale punta ora a battere Paypal

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Claudia Astarita

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Siamo entrati nell’era della moneta virtuale? Bitcoin può davvero affiancarsi ai sistemi di pagamento più tradizionali? Per rispondere a questa domanda vale la pena dare un'occhiata al grafico della settimana, pubblicato da Statista , che confronta Bitcoin con gli altri metodi di pagamento, da Visa a Paypal.

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You will find more statistics at Statista

Ebbene, il semplice fatto che Bitcoin sia entrato in questa classifica che calcola il volume delle transazioni di denaro giornaliere non in contanti e che non si sia piazzato all’ultimo posto è senza dubbio significativo. Che Visa e Mastercard si contendano la prima e la seconda posizione, infatti, non sorprende nessuno, e lo stesso vale per il fatto che Visa sia il sistema di carte di credito più diffuso in assoluto. Quotidianamente, infatti, con il circuito Visa si realizzano in media 17,5 miliardi di dollari di transazioni mentre con Mastercard 9,8 miliardi di dollari. Ma che Bitcoin abbia già superato Western Union e si trovi a poca distanza da Paypal colpisce, eccome. I numeri: 289 milioni di dollari transati con la moneta virtuale, meno (ma neanche tanto) dei 397 milioni di PayPal ma più dei 216 milioni di Western Union.

Bitcoin ha avuto un'esplosione inspiegabile se confrontata con l'incertezza cronica associata a questa valuta virtuale. Il suo valore, infatti, è passato dai 15 dollari per Bitcoin di gennaio ai 1242 di pochi giorni fa. E anche se dopo il divieto di utilizzarla imposto dalla banca centrale cinese agli istituti di credito nazionali il prezzo di Bitcoin è sceso sotto i 900 dollari, questa "strana" quanto imprevedibile valuta continua a piacere a tanti. E tutto questo entusiasmo la aiuta a scalare rapidamente la classifica dei sistemi di pagamento più diffusi in tutto il mondo. 

Attenzione però, il fatto che il nostro grafico denunci un aumento significativo dell'interscambio via Bitcoin non significa che chi sceglie la valuta virtuale al posto, ad esempio, di Paypal e Western Union, preferisca chiudere i propri acquisti con monete Bitcoin. Anche perché non è così facile trovare negozi, università, assicurazioni e ristoranti disposti ad accettare di essere pagati con una valuta il cui grado di volatilità è elevatissimo. Al punto che anche chi l'ha ideata la sconsiglia per accumulare i risparmi e spiega agli utenti interessati che il prezzo di un bitcoin può aumentare o diminuire imprevedibilmente, anche durante un breve periodo di tempo.

Dal punto di vista dei volumi di traffico ha senso confrontare tutti questi sistemi di pagamento, perché solo in questo modo diventa davvero evidente il boom di Bitcoin. Allo stesso tempo, però, andrebbe ricordato che stiamo parlando di una valuta che oltre a essere reale solo nel mondo virtuale, viene utilizzata essenzialmente per attività speculative (spesso talmente azzardate che ne comportano ulteriori impennate nel tasso di volatilità), non permette di accumulare risparmi, e non è universalmente accettata. Ma se le cose stanno così, ha davvero senso parlare di una "rivoluzione Bitcoin" e dell'entrata dirompente di questa moneta nel panorama mondiale dei sistemi di pagamento? Al momento si direbbe proprio di no.

 
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