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Economia

I quattro “salvavita” che migliorano le decisioni

La qualità delle decisioni che prendiamo è determinante per “farcela”, qualunque sia il nostro ambito professionale

Quali sono gli elementi dei quali bisogna tenere conto per migliorare il processo decisionale sul lavoro?

Di seguito quelli più significativi.
Sapere riconoscere i “campanelli d’allarme”.
Costituire e utilizzare il proprio advisory board.
Non ascoltare yesmen/yeswomen.
Incoraggiare la gente a “dire la sua”.

Vediamoli in dettaglio.

Sapere riconoscere i campanelli d’allarme
Le scelte imparziali non esistono.
Esistono invece molti elementi che, senza che ce ne rendiamo conto, possono alterare la qualità del nostro giudizio. Li chiameremo i campanelli d’allarme.
I quattro principali sono:
“già visto, già sentito”: non è sempre detto che l’esperienza sia una buona consigliera;
“perché lo faccio?”: l’interesse personale non è per forza un elemento negativo ma, per evitare scivoloni imbarazzanti, è meglio esserne consapevoli;
“non ci ho mai creduto”: ognuno ha i suoi pregiudizi ma se non se ne ha consapevolezza, il rischio è quello trascurare le evidenze;“
“quanto mi piace”: anche le nostre passioni - amici, squadra o band del cuore, lo sport preferito - sono nemiche di una buona decisione.
Si tratta di atteggiamenti molto “umani” ma per evitare che diventino un boomerang bisogna allenarsi a riconoscerli.
Un buon modo è quello di appuntarseli su di un foglio - ognuno ha i suoi - e usarli per chiedersi in che modo stanno condizionando le decisioni che stiamo per prendere.

Non ascoltare gli yesmen e le yeswomen
Sono tanti, non sempre in buona fede ma soprattutto rischiano di portare fuoristrada. Durante la discussione il Capo deve evitare come la peste di imporre il suo punto di vista ma, al contrario, deve usare la sua autorità per far sì che il tema venga esaminato da tutti i punti di vista possibili. In occasione di una decisione importante - nuovi business, acquisizione, investimenti significativi, etc. - c’è chi forma dei no team con il compito di evidenziare “quello che potrebbe andare storto”.

Costituire e utilizzare il proprio advisory board
Nel business i “cavalieri solitari” non fanno molta strada.
Utilizzare dei consiglieri fidati, meglio se scelti fuori della propria attività professionale, aiuta a ragionare e a vedere le cose da punti di vista diversi.

Incoraggiare la gente a "dire la sua"
Abituare le persone che lavorano con noi a non dare nulla per scontato e a mettere in discussione qualunque ipotesi di lavoro - anche quelle del “capo” - è un altro supporto prezioso. Inoltre, tenere delle riunioni periodiche a valle delle decisioni importanti per valutare “come è andata” migliora la conoscenza del business di tutta la squadra e l’abitua a “dire la sua” in sala riunione e non davanti alla macchinetta del caffè...

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