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Economia

Fisco, ecco perché i controlli alle imprese diventano asfissianti

Secondo la Cgia di Mestre nel 2017 almeno un’azienda su tre è stata oggetto di attenzioni da parte dell’amministrazione tributaria

Nonostante gli sforzi di questi ultimi anni per rendere meno conflittuale il rapporto tra cittadini e imprese da una parte, e Agenzia delle entrate dall’altra, la sensazione è che l’approdo a quello che viene definito una sorta di fisco-amico è ancora molto di là da venire.

A confermarlo c’è un ultimo report della Cgia di Mestre secondo il quale, in particolare, le imprese italiane sono sempre più proprio nel mirino del fisco: nel 2017 infatti sono stati circa 1,6 milioni i controlli eseguiti dall'Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza.

Una su tre sotto osservazione

La Cgia di Mestre sottolinea che tra accertamenti analitici o parziali, controlli incrociati o eseguiti per  strada, accessi in azienda, verifiche sulla corretta emissione di scontrini e ricevute o comunicazioni spedite via Pec su anomalie riscontrate negli studi di settore, in linea generale, quasi un'azienda italiana su tre è stata oggetto dell'attenzione degli 007 del fisco.

Non sorprende allora che rispetto al 2016 l'attività ispettiva e di controllo è praticamente più che raddoppiata, in particolar modo a seguito  dell'esplosione dell'attività di "compliance", ovvero delle comunicazioni preventive con le quali l'Amministrazione finanziaria ha chiesto agli imprenditori informazioni su presunte incongruenze emerse dall'analisi della propria posizione fiscale.

Tutti gli altri controlli

Un panorama dunque decisamente allarmistico, che nella realtà però potrebbe risultare addirittura ancora più negativo.

I dati dell'Ufficio studi della Cgia fotografano infatti solo una parte dell'attività ispettiva dello Stato nei confronti del mondo produttivo: in queste cifre non compaiono ad esempio i dati relativi all'azione di controllo realizzata dall'Inps, oppure dall'Inail e ancora dalle Asl "che con frequenza altrettanto impressionante continua a esercitare un ‘pressing’ del tutto ingiustificato sulle imprese".

L’associazione degli artigiani di Mestre sollecita dunque al nuovo governo un allentamento delle ispezioni fiscali, chiedendo di concentrare maggiormente l'attenzione su coloro che sono sconosciuti al fisco, come le attività e i lavoratori autonomi completamente in nero.

Troppa burocrazia

Oltre a ciò l'Italia, per la Cgia, si caratterizza per una eccessiva burocrazia che continua ad ostacolare la ripresa economica. "Non è un caso che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l'eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico” afferma il segretario degli artigiani di Mestre Renato Mason.

In questi ultimi anni il costo della burocrazia che grava sul sistema produttivo delle Pmi ha superato, secondo gli ultimi dati elaborati della presidenza del Consiglio dei ministri, i 30 miliardi di euro l'anno: praticamente quasi 2 punti di Pil.

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