Welfare, così l’Europa ritaglia lo Stato sociale

In attesa di un’attenuazione dell’austerità, la scure del rigore ha già colpito duramente. Dalla Grecia al Regno Unito, la mappa di tutti i tagli al welfare

(Credits: Ansa)

Franca Roiatti

-

Il premier Enrico Letta promette di ampliare gli ammortizzatori sociali e di ridare ossigeno a un Paese stremato dalla crisi, sperando che si allenti l’austerità imposta dall’Europa. Qualche segnale c’è. Alla Spagna sono stati concessi due anni in più per mettere a posto i conti. Mentre il commissario agli affari economici e monetari dell’Ue Olli Rehn ha dichiarato: «Nella prima fase della crisi era necessario ristabilire la credibilità della politica fiscale europea. Ora possiamo intraprendere una strada meno ardua».

La scure del rigore, però, si è già abbattuta su molti paesi, e con particolare virulenza su alcune categorie. Intanto, il neonato governo italiano dovrà gestire 31 miliardi di tagli alla sanità e aumenti del ticket per 2 miliardi a partire dal prossimo gennaio. Il valore delle pensioni era già stato congelato (in parte) dalla riforma Fornero, che ha ulteriormente innalzato l’età per lasciare il lavoro. Nel Regno Unito «i tagli alla spesa hanno colpito soprattutto giovani e poveri, categorie sociali che votano molto più di rado» riassume Patrick Diamond, ex consigliere del governo inglese, ricercatore al think tank Policy Network. «Proprio mentre emergono nuovi rischi sociali e ineguaglianze legate all’invecchiamento della popolazione e alla disoccupazione giovanile, l’opinione pubblica e i governi sembrano trincerarsi sul mantenimento, per quanto ridimensionato, dello status quo. La più grande minaccia alla giustizia sociale in Europa è il congelamento dell’attuale welfare». Più che il congelamento, però, molti greci, spagnoli o irlandesi temono lo scioglimento dello Stato sociale. Già cominciato.

GRECIA I due piani di salvataggio concordati con l’Ue hanno portato Atene a tagliare gli investimenti pubblici di 400 milioni di euro. Dal 2010 le pensioni sono state ridotte del 40 per cento, la spesa sanitaria del 32 per cento, pari a oltre 1 miliardo di euro. Analoga cifra è stata decurtata dalle spese farmaceutiche. Il salario minimo è sceso del 22 per cento per tutti e del 32 per cento per gli under 25. L’età pensionabile è stata alzata da 61 a 67 anni. Tagliati 150 mila posti di lavoro nel settore pubblico.

PORTOGALLO La Corte costituzionale ha respinto parte delle misure di austerità adottate dal governo di Pedro Passos Coelho, in particolare i tagli alle quattordicesime mensilità dei dipendenti pubblici e ai sussidi di disoccupazione. Lisbona ha comunque pianificato una diminuzione del 3 per cento nell’organico statale e di una percentuale variabile tra il 3,5 e il 10 per cento negli stipendi. Ha introdotto un contributo straordinario di solidarietà progressivo sulle pensioni che superano i 1.300 euro. Ha ridotto il budget della sanità di oltre 1.700 miliardi di euro e quello della scuola del 6,5 per cento.

SPAGNA Le prime misure su impiego pubblico (13 mila posti in meno) e sulla spesa sanitaria (taglio di 1,5 miliardi di euro) erano già state annunciate dall’ex premier socialista José Zapatero. Il successore del Partito popolare, Mariano Rajoy, ha tagliato ancora 10 miliardi di euro da istruzione e sanità. Per il 2013 varata un’ulteriore riduzione della spesa sanitaria e farmaceutica di oltre il 20 per cento. Deciso il blocco della rivalutazione delle pensioni, aumentata l’età pensionabile (67 anni) e gli anni di contribuzione (37). Ridotti del 6,3 per cento i fondi per i disoccupati e il sussidio per i senza lavoro over 55. Tagliati del 40 per cento gli aiuti dei comuni per i poveri.

IRLANDA La riduzione della spesa pubblica deve toccare almeno 10 miliardi entro il 2014. Risparmi saranno attuati nel settore pubblico con una riduzione di 25 mila dipendenti, aggiustamenti delle pensioni e stipendi inferiori per i nuovi assunti. Previsto un aumento progressivo dell’età pensionabile a 68 anni entro il 2028. Altre misure riguardano l’abbassamento dello stipendio minimo di 1 euro l’ora (a 7,65 euro) e della durata dei sussidi di disoccupazione. Le misure di protezione sociale perderanno fondi per quasi 3 miliardi di euro. A farne le spese i contributi per i figli e il sostegno a chi si prende cura dei disabili.

REGNO UNITO La riforma del welfare avviata dal governo Cameron mira a risparmiare 18 miliardi di sterline (oltre 21,3 miliardi di euro) entro il 2015. Circa 7,2 miliardi di euro saranno tagliati alla spesa sanitaria (1,6 da risparmi, il resto da riduzione del personale). Sarà introdotto un contributo unico che comprende la maggior parte delle varie forme di sussidio ai disoccupati, e un tetto alle prestazioni ottenibili. È prevista una riduzione del sostegno ai disabili e delle esenzioni per le tasse locali. È stata anche varata la bedroom tax, il taglio del contributo per l’affitto alle famiglie che hanno una o più stanze libere in casa. Una misura che si calcola peserà per oltre 820 euro all’anno su 600 mila persone.

FRANCIA Il governo francese intende tagliare spese per 60 miliardi di euro entro il 2017. Il capitolo più doloroso si annuncia quello dei contributi fissi attualmente concessi a tutte le famiglie con più di due figli, indipendentemente dal reddito. Un rapporto redatto per il governo prevede due scenari che porterebbero a un taglio del contributo oltre una certa soglia di reddito. I risparmi ipotizzati vanno da 450 milioni a 1,5 miliardi di euro all’anno per le casse statali.
(ha collaborato Gabriel Vallin Frangoulis)

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti