Uscire dall'Euro: le possibilità

Il parere di Marco Leonardi docente di economia politica: la causa politiche economiche disastrose o i mercati che potrebbero decidere per noi

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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L’uscita dall’euro potrebbe non arrivare per via normativa, ma “ci sono altri modi per portarci fuori dall’eurozona”. A mettere in guardia gli italiani è Marco Leonardi, professore di economia politica all'Università Statale di Milano e già consigliere economico di Palazzo Chigi nella scorsa legislatura. "Per le crisi finanziarie - spiega a Labitalia - non c'è bisogno di attuare le cose: basta che i mercati credano al fatto che avverranno". E dopo anni e anni passati, dalla Lega prima e dai Cinque Stelle poi, a dire che l'Italia doveva uscire dall'euro, quando i mercati hanno visto che queste due forze hanno vinto le elezioni hanno avuto una reazione immediata.

"E purtroppo è anche difficile che i mercati ci ripensino. Il pasticcio fatto sul governo, tra piani B e promesse elettorali più o meno dissimulate in campagna elettorale, sull'uscita dall'euro, ci sta costando carissimo e ha causato l'andamento dello spread in salita", aggiunge Leonardi.     

"Questa uscita dall'euro poi - avverte l'economista - non necessariamente deve avvenire per via normativa. Un modo per far uscire l'Italia dall'eurozona è stampare i minibot, facendo esplodere il debito pubblico dal 133% del Pil al 150%. Oppure - aggiunge Leonardi - se si fa un contratto di governo che vale 100 miliardi e poi si fa, in barba ai trattati europei e con intento chiaro di scontro con l'Ue, una legge di bilancio da 100 miliardi, è chiaro che siamo fuori dall'euro".

Uno dei problemi "giustamente sottolineato da Mattarella", dice Leonardi, "è che nessuno ha fatto veramente capire il baratro che si aprirebbe davanti a noi abbandonando l'eurozona".
"Il Presidente Mattarella - ricorda l'economista - ha detto chiaramente che, se la conseguenza della vittoria delle forze politiche è l'uscita dall'euro, va fatta una discussione pubblica e approfondita. Non è cosa che si può liquidare con uno slogan. E bene ha fatto il Presidente a reputare certe scelte inaccettabili, perché avrebbero messo in pericolo da subito i risparmi degli italiani".     

Dietro ai problemi di oggi ci sono teorie vecchie, spiega l'economista: "La Lega sostiene che il calo di crescita e il calo di produttività in Italia sono dovuti all'euro. Una tesi completamente sbagliata, perché in nessun altro Paese l'euro ha causato problemi di crescita. È vero invece - afferma Leonardi - che dall'inizio della crisi a oggi abbiamo perso diversi punti di Pil e dobbiamo cercare di recuperarli. Questa è la via da seguire".      

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