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Tsipras: quanto sta costando alla Grecia la sua vittoria

Borse in perdita, titoli di stato sotto stress e 8 miliardi di euro in 2 mesi ritirati dalle banche elleniche. Colpa di Syriza?

Elezioni in Grecia

Fabrizio Goria

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La vittoria elettorale di Alexis Tsipras sta già costando molto alla Grecia. Sia sul mercato azionario sia su quello obbligazionario. E pure su quello bancario, considerati gli ingenti ritiri di contante che si son verificati negli ultimi due mesi. Circa 8 miliardi di euro infatti sono usciti dalle principali banche elleniche, diretti chissà dove. Come ricorda Moody’s, potrebbe essere solo l’inizio. 

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Inizia la conta dei costi

Nel corso degli ultimi due anni l’eurozona ha saputo creare una rete di protezione efficace contro il contagio virulento dei focolai di crisi che hanno imperversato dal 2009 a oggi. Di conseguenza, in pochi si attendevano un impatto massiccio sulle piazze finanziarie dell’area euro. Diverso invece il discorso per quanto riguarda la Borsa di Atene. Lunedì si è contratta di oltre tre punti percentuali. E oggi, alle 12:30, perdeva tre punti e mezzo. Il tutto per una contrazione, su base annua, del 31,92 per cento. Sotto pressione sono i soliti titoli, quelli bancari. Colpa dei dubbi sulla politica economica di Tsipras e su come intende gestire il memorandum of understanding esistente.

Bisogna verificare l’effettiva sostenibilità del debito pubblico greco Moody’s


Il boom dei rendimenti dei titoli di Stato

Analoga la situazione sul mercato obbligazionario. La vittoria di Tsipras è costata molto alla Grecia. Sulla piattaforma di negoziazione MTS, quella più utilizzata come benchmark dei prezzi dei titoli di stato, quello ellenico con scadenza a dieci anni al 23 gennaio scorso rendeva l’8,41 per cento. Alle 12:30 di oggi era a quota 9,37 per cento, ma i picchi son anche stati superiori, oltre i nove punti percentuali e mezzo. La stessa tendenza al rialzo si è verificata su tutte le parti della curva dei bond, dai titoli a 3 anni per finire con quelli con le scadenze maggiori. Preoccupa, come ha ricordato Goldman Sachs, la volontà di continuare sul percorso intrapreso nel corso degli ultimi anni. Il consolidamento fiscale e le riforme sono ancora necessarie per rendere sostenibile il Paese nel lungo periodo, ma la promessa principe di Tsipras non è conforme a questa visione. Andare contro la troika composta da Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca centrale europea (Bce) e Commissione Ue rischia di costare ancora di più alla Grecia, in termini di rendimenti richiesti dagli investitori. 

Fuga dalle banche

C’è poi l’universo bancario. Gli effetti negativi (per i mercati) della possibile vittoria di Syriza si son presentati ben prima della tornata elettorale effettiva. La prima si è verificata sui depositi bancari. Come era avvenuto alla vigilia delle precedenti votazioni generali, i greci hanno preferito ritirare quanti più contanti possibili dai conti correnti. Il tutto, ovviamente, prima di andare a votare. Secondo i dati pubblicati dalla banca centrale ellenica, fra l’inizio di dicembre e il giorno del voto sono stati ritirati circa 8 miliardi di euro. Una cifra equivalente al 5% dei depositi presso gli istituti di credito ellenici, che sono stati messi in difficoltà da questi ritiri così intensi e veloci. A tal punto che si è dovuta chiedere la mano della Bce, tramite la sua stampella di liquidità.

La richiesta di aiuto alla BCE

Ecco dunque che la Grecia ha dovuto avanzare la richiesta di attivazione del canale di liquidità assistenziale della Bce, ovvero l’Emergency liquidity assistance (Ela). Non si conoscono tutti i dettagli dell’operazione, che saranno pubblicati solo fra alcuni giorni, ma si sa che due grandi banche hanno avuto dei problemi nella regolazione dei pronti contro termine posti in essere. In pratica, sono finite corte di liquidità e l’unica soluzione era quella di chiedere un supporto alla banca centrale nazionale, che ha chiesto l’autorizzazione a Francoforte per poter erogare prestiti.

Chi si può sostituire alla Troika?

Il futuro, almeno sotto il profilo finanziario, non è roseo. Secondo la società di rating Moody’s la vittoria di Tsipras può avere delle implicazioni negative nel lungo periodo. Questo perché più cresce l’incertezza riguardo al mantenimento delle erogazioni di denaro esistenti (per ora fornite dalla troika) più gli investitori si domandano chi potrebbe fornire liquidità al sistema bancario ellenico al posto del terzetto Fmi, Bce e Commissione Ue. Una domanda che per ora non ha una risposta.

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