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Tsipras fa già retromarcia: “Nessun antagonismo con la troika”

Nel primo Consiglio dei ministri apre al dialogo sul debito: “La Grecia non farà default”. E negozia con la UE per l’estensione degli aiuti

Parliamentary elections in Greece

Fabrizio Goria

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Come prevedibile, Alexis Tsipras ha fatto retromarcia sulle promesse elettorali. Nel suo primo discorso da Primo ministro, infatti, ha abbandonato i toni incendiari del “Non abbiamo paura della troika” per abbracciare quelli da pompiere. «Nessun antagonismo.

Non andremo ad una rottura distruttiva per entrambi sul debito: il governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura per il taglio del debito», ha detto il leader di Syriza. E se a Bruxelles tirano un sospiro di sollievo, così non potranno dire gli elettori che sono stati illusi dalle parole di Tsipras. 

Non vogliamo creare antagonismi con la troika Alexis Tsipras

L’opinione di Bruxelles
“Siamo sicuri che un accordo sarà trovato. Non ci sarà alcuna rottura con la Grecia”. Questo, spiega a Panorama un alto funzionario della DG ECFIN della Commissione europea, è il sentimento prevalente a Bruxelles. “Non esistono piani alternativi per la Grecia perché l’unico programma valido è quello siglato negli anni passati”, continua la fonte, che smentisce l’esistenza di programmi in grado di allentare la pressione dei creditori sul Paese. “Ci sono state discussioni su un riscadenzamento del rimborso dei prestiti, ma da qui a chiamarle ‘piano’ ne passa...”, afferma.

E i funzionari europei erano quasi tutti concordi. Anche in caso di vittoria di Syriza, non ci sarebbe stato alcun radicale mutamento delle condizioni del programma di sostegno alla Grecia. “Poi è chiaro che ci possano essere dei ballon d’essai, architettati per tastare il polso dell’opinione pubblica”, conclude il funzionario della Commissione europea ascoltato da Panorama. Nelle prossime ore inizieranno ufficialmente le negoziazioni fra i partner internazionali e il nuovo governo, con molta fiducia sulle capacità di Tsipras.

Da Bruxelles sanno che non ci sono alternative semplici per Atene e viceversa. Per uscire da una crisi di tale portata occorre uno sforzo da ambo le parti, e c’è la convinzione che il dialogo con il nuovo governo ellenico possa essere produttivo. Le prime avvisaglie, infatti, sono positive. 

Il passo indietro di Tsipras
Nel suo primo Consiglio dei ministri, Tsipras ha agito in modo furbo. Dopo mesi passati ad attaccare la troika composta da Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca centrale europea (Bce) e Commissione Ue, tacciandola di aver distrutto il Paese e di aver imposto politiche economiche fallimentari, oggi ha mutato atteggiamento.

“Non resteremo invischiati in uno scontro che distruggerebbe entrambi i contendenti ma nemmeno proseguiremo una politica di sottomissione”, ha detto il numero uno di Syriza.

Il tutto ricordando che questo venerdì ci sarà un incontro fra lui e il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem dal quale si attende molto. “Sarà un appuntamento costruttivo”. L’obiettivo, secondo Tsipras, non è quello di fare della Grecia un’antagonista della troika, ma di lavorare insieme per rendere la Grecia un posto migliore, in modo da porre un termine al clientelismo e alla corruzione e adottare le riforme “che mancano da 40 anni”. In buona sostanza, se non si tratta di una retromarcia a tutti gli effetti, poco ci manca.

Con buona pace degli elettori di Syriza, che hanno votato per la fine dell’austerity. 

Venerdì mi vedrò con il capo dell’Eurogruppo, sarà costruttivo Alexis Tsipras

La risposta (negativa) dei mercati
Lo spauracchio Tsipras fa meno paura? A guardare i mercati finanziari non si direbbe. Prima l’alleanza con il partito di destra anti-euro ANEL e poi l’improvviso cambio di vedute hanno innervosito gli operatori. La Borsa di Atene, alle 12:45, perdeva oltre 6 punti percentuali, trainata al ribasso dai titoli bancari, che hanno registrato ribassi superiori al 20 per cento.

E pure sul mercato obbligazionario, la tensione è stata significativa. Il titolo di Stato ellenico con scadenza a dieci anni ha registrato un rendimento analogo a quello di ieri, circa 9,60%, per la prima mattina, salvo poi salire oltre quota 10 per cento. In compenso, il rendimento dei bond con una maturity più ridotta, come i biennali, hanno avuto un’impennata.

Nel caso dei bond a due anni, nello specifico, alle 12.30 era a quota 16,40%, con un rialzo rispetto al giorno successivo di 254 punti base. Un incremento del genere non si verificava dal 2012. La sfiducia e i dubbi sulla effettiva capacità governativa di Tsipras hanno inciso in modo significativo.

Grexit? Non fa più paura
Si allontana, invece, il timore che la Grecia possa uscire dall’eurozona. Come ha ricordato oggi la banca francese Société Générale in una nota di commento alle vicende elleniche, “l’uscita dall’euro della Grecia è una situazione in cui tutti perdono”. In pratica, non converrebbe né al Paese né all’eurozona. Il 28 febbraio scade l’estensione di due mesi fornita dai partner internazionali al bailout. Vale a dire che entro quella data, se non sarà trovato un accordo fra le parti, la Grecia sarà tecnicamente senza assistenza finanziaria.

E questo si potrebbe tradurre in una pressione ancora maggiore degli investitori. Pertanto, ritiene SocGen, è legittimo attendersi che la dialettica fra Tsipras e gli emissari di Fmi, Bce e Commissione Ue possa arrivar a un punto di svolta entro la fine di febbraio. Anche perché il 9 marzo ci sarà un incontro dei ministri finanziari dell’area euro, nel quale si potrà discutere in modo approfondito della questione greca.

E se la Grecia vuole avere il supporto finanziario della troika, ma soprattutto quello del Quantitative easing della Bce, dovrà continuare sulla via intrapresa nel 2012, ma con uno slancio più pragmatico. L’opposto di quanto promesso da Tsipras. 

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