Piano della Bce, tre cose da sapere

Tassi al tappeto, prestiti alle banche e probabili cartolarizzazioni. Così Draghi spera di frenare la deflazione e rilanciare l'economia

La sede della Bce a Francoforte – Credits: Ansa

Andrea Telara

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Cartolarizzazzioni, Tltro, asset backed securities (Abs), tassi zotto lo zero e quantitative easing. Sono le parole-chiave per capire il piano messo in cantiere ieri dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, per scongiurare il rischio di deflazione e dare una spinta all'economia dell'Eurozona. Ecco, nel dettaglio, le cose da sapere per capire meglio i programmi della Bce.

TASSI SOTTO ZERO

Ieri la Draghi ha tagliato ancora il costo del denaro in Europa e lo ha portato al minimo storico dello 0,15%. Molti giornali hanno titolato che i tassi d'interesse sono finiti sotto lo zero, riferendosi però al saggio sui depositi overnight. Si tratta del tasso con cui viene remunerate la liqudità in eccesso che le banche depositano presso la stessa Bce: per la prima volta nella storia di Eurolandia, questo indicatore ha il segno meno davanti (-0,1%). Il che significa che le banche, per depositare la propria liquidià presso la Bce, dovranno affrontare un costo, invece che ottenere una remunerazione. Di conseguenza, gli istituti di credito dovrebbero essere spinti a concedere più soldi in presito alle famiglie e alle imprese, invece di tenerli nei “forzieri” della banca centrale.

TLTRO

Per stimolare il mercato creditizio e far ripartire l'economia, la Bce effettuarà due nuovi round di finanziamenti alle banche a tasso agevolato, per un valore compressivo di 400 miliardi di euro. Si tratta di una riedizione dei i vecchi Ltro (long term refinancing operation) attuati nel 2012. Questa volta, però, gli Ltro avranno una “T” in più che sta a significare l'espressione inglese Targeted (cioè mirato). Le operazioni si chiameranno infatti Tltro e saranno condizionate: potranno accedere ai finanziamenti soltanto gli istituti bancari che concedono un quantitativo di prestiti e mutui alle famiglie e alle imprese superiore a quello dell'anno scorso. L'obiettivo è dunque di allentare la stretta creditizia ed evitare ciò che è accaduto in occasione dei primi Ltro, quando le banche utilizzarono gran parte della liquidità in arrivo da Francoforte per comprare titoli finanziari e in particolare Buoni del Tesoro e non per dare nuovi crediti.

GLI ABS E LE CARTOLARIZZAZIONI

IL QUANTITATIVE EASING

Ieri Draghi non ha annunciato un vero e proprio Quantitative Easing (Qe), cioè un piano di acquisto di titoli a media e lunga scadenza sul mercato, sulla falsariga di quanto ha fatto finora la Federal Reserve (cioè la banca centrale statunitense). Tuttavia, il presidente della Bce non ha neppure escluso a priori la realizzazione in futuro di un quantitative easing e ha fatto intendere comunque una cosa: le manovre della Banca Centrale Europea non saranno limitate al taglio dei tassi e alle operazioni di rifinanziamento. Ci saranno anche degli acquisti sul mercato di Abs (asset backed securities), che sono titoli finanziari con un funzionamento simile alle obbligazioni (cioè pagano un interesse periodico e vengono rimborsati alla scadenza al loro valore nominare). La particolarità degli Abs è di essere frutto di cartolarizzazioni di prestiti, cioè di avere come debito sottostante un finanziamento erogato dalle banche ai clienti. Se la Bce iniziasse un massicio acquisto di Abs sul mercato, gli istituti di credito dovrebbero essere stimolati (almeno in teoria) a incrementare il volume dei propri finanziamenti alle famiglie e alle aziende, con la prospettiva di poterli poi cartolarizzare e rivenderli alla Bce, per far scorta di liquidità.

IL PIANO ANTI-SPREAD DI MARIO DRAGHI

L'INCUBO DEFLAZIONE

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