Perché la lira turca svalutata è un problema per l'Europa

La crisi della Turchia contagia l'Eurozona. Spread Btp-Bund a 280 punti base. Il governo M5S-Lega teme un attacco speculativo sull'Italia

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Cittadini turchi si riuniscono al ponte dei Martiri di Istambul per partecipare al secondo anniversario del colpo di stato del 15 luglio 2016 - 16 luglio 2018 – Credits: BULENT KILIC/AFP/Getty Images

Massimo Morici

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A parlare di "effetto contagio" della crisi della lira turca sull'Eurozona, in particolare sull'Italia, è stato Carlo Cottarelli, l'ex commissario alla spending review, con un passato al Fmi. Diciotto anni fa, come ha ricordato "mister forbici" in un recente intervento sulla Stampa, era a capo delle missioni del fondo monetario internazionale in Turchia e conosce bene le vicissitudini economiche e politiche della penisola anatolica.

La moneta di Ankara, dopo il crollo del 10 agosto, ha ormai perso oltre il 40 per cento del suo valore da inizio anno rispetto al dollaro e l'euro: è l'effetto di una miscela esplosiva di cause economiche - surriscaldamento economico eccessivo, dicono gli esperti: cresce troppo e ha deciso di non alzare i tassi per tirare il freno - e diplomatiche con gli USA (la vicenda di un prete americano arrestato con accuse di terrorismo nell'ottobre 2016, dopo il golpe fallito).

Gli effetti diretti sull'area euro

Per Cottarelli questa crisi "avrà effetti diretti e indiretti sull'Italia". Sugli effetti diretti si era già espressa la Bce, in particolare per l'esposizione che alcune banche spagnole (BBVA), francesi (BNP Paribas) e italiane (UniCredit) avrebbero nell'area euro. Tuttavia, gli analisti finanziari fanno notare che le perdite, fatta eccezione per il settore bancario e per altre aziende particolarmente esposte al mercato turco, sono limitate in Borsa.

La Turchia conta poco in Borsa

Nessuno tsunami, insomma, sui mercati azionari, perché la Turchia rappresenta meno dell'1% dell'indice dei mercati emergenti MSCI, un paniere che comprende economie come Brasile, India, Russia, Sud Africa ma dove a contare sono soprattutto le Borse dell'estremo oriente: Cina, Corea del Sud e Taiwan.

Il contagio è sui titoli di Stato

Diverso è l'andamento sul mercato dei titoli di Stato, dove il termometro segna temperature decisamente più calde: i bond decennali turchi in valuta locale, dopo il crollo agostano, viaggiano ora a un rendimento superiore ai venti punti percentuali, rispetto al 14 per cento di soli tre mesi fa, e quelli a tre anni pagano interessi addirittura sopra il 25 per cento.

Ma perché le obbligazioni italiane e dell'Eurozona, e quindi i nostri risparmi che sono denominati in euro, rischiano di più dalla crisi del paese guidato da Recep Tayyp Erdogan? Cottarelli ha detto che dal crollo della lira turca non bisogna sottovalutare gli "effetti indiretti" che sono i più preoccupanti: "Crisi come quella della Turchia possono cambiare l'attitudine dei mercati verso tutti i paesi considerati a rischio".

Btp: l'Italia rimandata a settembre

L'Italia, dopo la nascita del governo giallo-verde a fine maggio, è infatti la prima della lista: è stata "rimandata" a settembre dalle agenzie di rating che a partire dal 31 agosto renderenno pubbliche le revisioni del giudizio in merito alla solvibilità del nostro paese, cioè se, a loro avviso, è in grado di ripagare i suoi creditori. Oggi il debito italiano ha la tripla BBB. La Turchia di B ne ha due, solo un gradino sotto.

Quanto costa assicurarsi dai default

Un altro indicatore dell'umore dei mercati sui paesi a rischio è quello dei prezzi dei credit default swap a 5 anni, un contratto che funziona come una sorta di assicurazione contro i fallimenti degli emittenti: lunedì quello sulla Turchia è balzato a 586 punti base raggiungendo i livelli di paesi africani come Nigeria, Angola e Ghana. L'Argentina, che è di nuovo in crisi, è poco sopra i 600 punti. Il cds sull'Italia è a 247 punti base e se dovesse peggiorare la situazione potrebbe tornare ai livelli dell'autunno 2011, oltre i 490 punti base.

Come sta reagendo Erdogan

Poi c'è la deglobalizzazione, che spesso, quando le cose si mettono male in economia, fa rima con nazionalismo e cospirazionismo. Ad esempio, gli esperti del gruppo finanziario sudafricano Old Mutual fanno notare che il presidente Erdogan ora sta spostando "l'attenzione su una cospirazione internazionale piuttosto che ammettere che la crisi economica sia il risultato di un'economia in surriscaldamento che si trova ad affrontare condizioni finanziarie globali più rigide" e che "c'è poca speranza di assistere a un ritorno verso politiche convenzionali in questa fase".

Venerdì scorso Erdogan ha detto che "se c'è qualcuno che ha dollari, euro o oro sotto il cuscino, dovrebbe andare a convertirli in banca" e per molti esperti la confisca dei beni non è un passo impensabile: per la banca elvetica Lombard Odier le misure di controllo di capitale sono ora l'unica alternativa alla richiesta di aiuti al Fmi.

Anche Lega e M5S temono gli speculatori

E in Italia? Lunedì lo spread tra Btp e Bund decennali è salito al massimo da fine maggio superando per qualche minuto i 280 punti. A salire questa volta è stato anche il differenziale di Spagna e Portogallo: l'innesco di questo movimento è stata la crisi della lira turca con alcune banche dell'Eurozona penalizzate per l'elevata esposizione sul Paese, ma c'è chi vede anche crescenti timori degli investitori verso la tenuta dei conti pubblici del nostro paese in occasione della legge di bilancio.

Anche dalle nostre parti, poi, si è tornati a parlare di attacco speculativo contro l'Italia: lo ha fatto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega), prima indirettamente in un articolo del Corriere che riportava indiscrezioni di ambienti vicini al governo e poi direttamente in un'intervista a Libero, mentre il vice premier Luigi Di Maio (M5S), in un'intervista sempre al Corriere, ha detto che "gli speculatori non ci fanno paura".

I dubbi sull'ombrello della Bce

I dubbi riguardano, inoltre, le future mosse di Francoforte. Claudio Borghi (ex dirigente in Deutsche Bank), economista della Lega e presidente della Commissione bilancio della Camera, sentito dalla Reuters in merito al recente aumento dello spread, ha detto che il "sistema, senza un sostegno della banca centrale, non sta in piedi" e che per quanto riguarda l'Italia "o arriverà la garanzia Bce o l'euro si smantellerà". Cosa ne pensino i tedeschi, ovvio, è un'altra storia.

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