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7 agosto

L'accordo di luglio per finanziare la Grecia tiene, la borsa di Atene ieri si è risollevata (+3,6%), le banche tentano il rimbalzo dopo il tracollo del 64% e la disoccupazione scende al 25%, un livello che resta di allarme.

Ma dietro l'apparente calma c'è la probabile delusione di Atene, che vede gelarsi da Berlino la speranza di un accordo a breve che rimetta in carreggiata banche ed economia al più presto. E il dissenso fra i creditori, con il Fmi che prende tempo per decidere se partecipare al nuovo salvataggio in attesa di schiarite sulla ristrutturazione del debito.

Mentre Tsipras sta preparando una bozza del nuovo accordo di salvataggio che dovrebbe essere pronta sabato, giorno in cui la presenterà alla Commissione europea allo scopo di avviare i colloqui, il quotidiano To Vima riferisce del clima fiducioso, fra vari funzionari dell'esecutivo, che l'intesa con la Troika (Bce-Ue-Fmi) sarà raggiunta entro l'11 agosto. Cio' consentirebbe di avere i tempi tecnici per per l'approvazione dell'accordo da parte del parlamento greco entro il 18, e degli altri parlamenti europei chiamati a ratificarlo entro il 19. La scadenza del 20 agosto per rimborsare tre miliardi dovuti alla Bce sarebbe a portata di mano, evitando un nuovo prestito ponte e le relative incertezze.

Ma è altrettanto chiaro che, nonostante le convergenze su alcuni temi chiave, rimangono punti di dissidio con i creditori. Sulla ricapitalizzazione delle banche, ad esempio, così come sui crediti inesigibili, la riforma delle pensioni e il nuovo fondo indipendente per le privatizzazioni.

La Bce spinge per usare il nuovo salvataggio per ricapitalizzare le banche, ma c'è il coinvolgimento dei creditori privati, azionisti e titolari di conti correnti nelle perdite, che pesa come un macigno. E nonostante l'accordo generale sull'innalzamento dell'età pensionabile e sullo stop ai pensionamenti anticipati, il ministro del lavoro Giorgos Katrougalos, fresco di incontri con la troika, avrebbe lasciato intendere che sono in arrivo nuovi e pesanti tagli alle pensioni.

Un quadro poco chiaro e con molte incognite, che peggiora di settimana in settimana con la recessione greca e il suo impatto sui conti pubblici, i bilanci aziendali, i consumi, lo stato di pessima salute delle banche. E in Germania predomina lo scetticismo.

5 agosto

Nel Governo tedesco crescono i dubbi sulla possibilità che la Grecia riesca a raggiungere un accordo definitivo con i creditori internazionali, con i quali sono in corso in questi giorni i round negoziali, entro il 20 agosto come previsto dalla tabella di marcia.

E' quanto scrive il quotidiano popolare Bild, citando fonti governative, secondo le quali la cosa "non è fattibile". Berlino si sta sempre più convincendo che sarà necessario un ulteriore finanziamento ponte per permettere alla Grecia di rimborsare i 3,2 miliardi in scadenza con la Bce proprio il 20 agosto.

Finora le previsioni erano di un possibile accordo per il 18 agosto, così da permettere il passaggio dell'accordo al Parlamento greco.

L'Esecutivo ellenico continua, invece, secondo le ultime informazioni a ritenere possibile un accordo entro i tempi previsti.

Intanto, oggi, i colloqui in corso ad Atene tra rappresentanti del Governo greco e quelli di Commissione Ue, Bce, Fmi e del Meccanismo europeo di stabilità, sono focalizzati sui crediti problematici delle banche greche che, secondo quanto riportato dalla radio pubblica, avrebbero ormai raggiunto, secondo stime, 120 miliardi.

4 agosto

Il Governo greco punta a concludere un accordo sul terzo piano di salvataggio per il 18 agosto. Lo ha affermato una portavoce dell'Esecutivo, spiegando, in un'intervista televisiva che "la prima fase dei negoziati finisce oggi e inizia la seconda con la stesura, che continuerà domani, dei dettagli. Se tutto va come previsto, penso che avremo un accordo per il 18 del mese corrente", quando l'accordo sarà sottoposto al voto al Parlamento greco. Il 20 agosto è in scadenza il rimborso di 3,2 miliardi dovuti dalla Grecia alla Bce. Ieri, secondo quanto indicato dai media ellenici, il Governo greco e i creditori internazionali hanno concordato che i piani di riforma delle pensioni non riguarderanno chi è andato in pensione prima della fine di giugno di quest'anno. Il round in programma oggi si è occupato, invece, di ricapitalizzazione degli istituti di credito, in pesantissimo ribasso da due giorni in Borsa, e dei piani di privatizzazione.

3 agosto

Al termine di cinque settimane di inattività, la Borsa di Atene ha riaperto oggi con un calo del 22,87% per chiudere poi a -16,2%. Pesantissima la giornata per i titoli bancari, quasi tutti prossimi alla soglia di perdita del 30%.

Si è trattato del più lungo periodo di chiusura del mercato azionario greco dagli Anni Settanta. Gli investitori greci possono acquistare azioni, obbligazioni, derivati e warrant, ma solo se useranno denaro nuovo come fondi trasferiti all'estero, depositi in contanti, soldi guadagnati dalla vendita di azioni future o da saldi dei conti esistenti su investimenti detenuti da società di intermediazione elleniche. Gli investitori stranieri, invece, sono esclusi da qualsiasi restrizione a condizione che fossero già attivi nel mercato prima dell'imposizione del controlli sui capitali alla fine di giugno.

La riapertura coincide con il giorno di comunicazione dei dati relativi al crollo del manifatturiero a 30,2 punti, sceso ai minimi record dal 1999 per il tonfo degli ordini e i gravi problemi di approvvigionamento dovuto alla serrata delle banche. Oltre il 43% dei produttori interpellati dal sondaggio ha affermato di aver avuto problema con i tempi di consegna per le restrizioni agli istituti di credito.

"La produzione manifatturiera è crollata a luglio, con il picco della crisi del debito", ha detto l'economista di Markit, Phil Smith. "Anche se la produzione industriale rappresenta solo una piccola parte della produzione economica della Grecia, la vastità della crisi lancia un segnale preoccupante per l'economia nel suo complesso". La produzione manifatturiera rappresenta il 10% dell'economia greca.

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31 luglio

La borsa di Atene riaprirà lunedì dopo cinque settimane di chiusura, seppure con alcune restrizioni per gli investitori locali. Lo riferisce una nota della piazza finanziaria. A stabilire la riapertura e' un decreto del ministero delle Finanze.

intanto il primo ministro greco Alexis Tsipras ha ottenuto l'appoggio di Syriza a proseguire i negoziati per ottenere il terzo pacchetto di aiuti per la Grecia e a tenere un congresso straordinario a settembre in cui definire la strategia a medio e breve termine del partito. Il comitato centrale di Syriza ha approvato ad ampia maggioranza la proposta di Tsipras, i cui contestatori all'interno del partito volevano la convocazione immediata di un congresso in cui decidere se autorizzare il governo a proseguire i negoziati.

30 luglio

Il Fondo monetario internazionale non intende partecipare al terzo programma di salvataggio della Grecia (86 miliardi di euro) fino a che non sarà trovata una soluzione sulla sostenibilità del debito ellenico.

29 luglio

15:30 - Non ci può essere un programma di successo sulla Grecia se non c'è "una significativa ristrutturazione del debito". Lo ha ribadito il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, nel corso di una conferenza stampa. Lagarde ha ricordato che secondo le stime del Fmi il debito di Atene potrebbe crescere fino al 200% del Pil nei prossimi due anni e questo rende "inevitabile che ci sia un elemento di ristrutturazione del debito" nell'ambito di un accordo complessivo tra i creditori e Atene.

12:58 - La Bce ha lasciato invariato il tetto dei fondi di emergenza concessi alla Banca centrale greca che poi li trasferisce al sistema bancario ellenico. È quanto annunciano fonti monetarie, spiegando che Atene non ha chiesto alcuna modifica del tetto che, dopo due aumenti consecutivi su base settimanale da 900 milioni l'uno, è ora pari a 90,4 miliardi. In precedenza, la Bce, che rivede la situazione dei fondi Ela per la Grecia su base settimanale, aveva congelato questo tipo di liquidità di emergenza da fine giugno a metà' luglio in attesa dell'esito della crisi negoziale tra la Grecia e i creditori internazionali.

27 luglio

- I rappresentanti dei creditori della Grecia sono ad Atene per avviare con le autorità elleniche le discussioni sul terzo piano di assistenza finanziaria al Paese da oltre 80 miliardi di euro in tre anni. Secondo le ultime indiscrezioni, i negoziati inizieranno già domani con l'obiettivo di raggiungere una intesa l'11 agosto, anche se la vera scadenza è il 20 agosto, giorno in cui la Grecia dovrà rimborsare alla Banca centrale europea 3,19 miliardi di euro (e a settembre 1,5 miliardi al Fondo monetario internazionale).

- In attesa che le trattative riprendano, la Borsa di Atene rimane chiusa anche oggi. Secondo quanto ha riportato l'agenzia Bloomberg, la Bce ha respinto la proposta delle autorità greche di riaprire i listini azionari senza restrizioni per i trader ellenici e stranieri. Si attenderebbe ora un decreto del ministero delle Finanze greco per introdurre le restrizioni. Gli scambi probabilmente riprenderanno domani. Si ricorda che la Borsa di Atene è chiusa dallo scorso 29 giugno, quando erano state abbassate anche le saracinesche delle banche del Paese, che nel frattempo hanno aperto.

- I depositi delle banche greche sono calati del 6% (8 miliardi) a 127,5 miliardi di euro a giugno, a causa dei timori dell'uscita di Atene dalla zona euro. Lo rende noto la Bce spiegando che si tratta del livello più  basso dalla fine del 2003.

23 luglio

- Il Parlamento di Atene dice sì al secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori internazionali per riavviare i negoziati sul piano di salvataggio da oltre 80 miliardi. Al termine di un dibattito protrattosi fino a tarda notte, l'esito del voto certifica 230 sì, 63 no, 5 astenuti. Tsipras incassa questo nuovo successo e soprattutto scongiura l'ulteriore indebolimento del suo partito, Syriza, che aveva già registrato l'uscita dell'ala più radicale dopo il voto sulle prime riforme, la settimana scorsa.

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Votano no soltanto in 36, rispetto ai 39 che si erano opposti la prima volta. Tra i sì, a sorpresa, anche l'ex ministro delle Finanze Varoufakis, anche se si tratta di un appoggio solo per fare guadagnare tempo al governo nella trattativa con i creditori, precisa lui stesso. Sul tavolo, in Parlamento, c'erano le modifiche al codice di procedura civile e l'adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento. Il sì a queste riforme consentirà di avviare il negoziato con la ex Troika (Ue, Bce e Fmi) e chiudere un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà restituire 3,2 miliardi alla Banca Centrale Europea.

Alla vigilia del voto è tornata a farsi sentire la piazza: il maggiore sindacato del settore pubblico, l'Adedy, è sceso in strada radunandosi in piazza Syntagma "contro il nuovo piano di salvataggio e per ribaltare l'austerità e difendere la sovranita' popolare". Alcuni manifestanti a volto coperto hanno lanciato bombe carta contro la polizia schierata a difesa del Parlamento, ma non ci sono stati contatti. In ogni caso, la rottura con i creditori e le prospettive di fallimento sono al momento scongiurati. E Tsipras continuerà a vivere in un insolito paradosso: eletto a furor di popolo contro la Troika e la ferrea disciplina di bilancio imposta da Bruxelles, adesso il giovane capo di governo di sinistra si ritrova come tifosi - seppur interessati - proprio i vertici europei. Tanto che, in segno di fiducia nei suoi confronti, la Bce ha aumentato la liquidità d'emergenza fornita alla Grecia di altri 900 milioni, come la scorsa settimana. Dall'altra parte della barricata, invece, tutti coloro che gli rimproverano di aver abdicato all'austerità. Come il suo ex braccio destro, Varoufakis. Che tuttavia, al termine di questa lunga notte, gli ha concesso un altro po' di tempo.

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21 luglio

La Grecia dovrebbe concludere i colloqui sul salvataggio con i creditori internazionali entro il 20 agosto, una volta che il governo domani approverà il secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori stessi. Lo ha annunciato la portavoce del governo greco, Olga Gerovasili. "Immediatamente dopo il voto per le azioni prioritarie, i negoziati con i creditori cominceranno, e il 20 agosto è la data finale", ha detto la portavoce.

Il vice ministro delle Finanze greco, Dimitris Mardas, ha annunciato che venerdì i funzionari delle istituzioni (cioè la ex troika composta da Commissione Ue, Fmi e Bce) saranno ad Atene per incontri con rappresentanti del governo. Insieme al partito partner della coalizione di governo Greci indipendenti, il premier Alexis Tsipras ha 162 dei 300 seggi in Parlamento, ma vista la ribellione interna a Syriza nel voto del primo pacchetto di riforme mercoledì scorso, i voti su cui può contare Tsipras sono scesi a 123. Questo significa che probabilmente anche domani avrà bisogno dei voti dell'opposizione per il via libera alle misure chieste dai creditori.

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20 luglio

16:32 - "Posso confermare che la Grecia oggi ha ripagato la totalità dei suoi arretrati all'Fmi", ha detto il portavoce Gerry Rice.

15:03 - Le istituzioni avrebbero messo in chiaro che il modello delle riunioni negli alberghi e solo con burocrati ministeriali non può continuare, soprattutto ora che il tempo stringe e servono risultati immediati. Secondo quanto riferito è molto probabile che la trattativa entri nel vivo a partire da sabato. Alcuni tecnici della troika sono già al lavoro per determinare il calendario degli incontri. Mercoledì è un altro giorno cruciale della settimana, perché il Parlamento greco dovrà dare il via libera a un secondo pacchetto di misure concordato con i creditori.

11:00 - Il governo greco ha dato l'ordine di rimborsare 6,8 miliardi di euro ai creditori dopo l'accordo della scorsa settimana che ha permesso lo sblocco del prestito ponte per Atene da 7,16 miliardi da parte dei suoi partner europei. Lo riporta il sito di Bloomberg, che cita un funzionario del Ministero delle Finanze ellenico. I pagamenti sbloccati dal governo sono dovuti a Bce, Fmi e Banca di Grecia.

Il punto

- È stato un weekend di passaggio nella trattativa per il salvataggio di Atene. Dopo il via libera al prestito ponte da 7,16 miliardi e al salvataggio da 82-86 miliardi formalizzati venerdì scorso, ora si tratta di decidere come aiutare la Grecia che sta portando avanti le riforme.

- Le banche greche riaprono oggi dopo tre settimane di chiusura. Ma le Borse resteranno ancora chiuse. I greci potranno cumulare la quota di 60 euro prelevabili giornalmente e ritirare in una volta sola i 420 euro settimanali consentiti. Potranno anche accedere alle loro cassette di sicurezza e ritirare denaro senza carte di credito. Restano le restrizioni sui trasferimenti di denaro all'estero e altri controlli sui capitali.

- Intanto La Merkel è tornata ad escludere l'ipotesi di un taglio del debito ad Atene ma ha ipotizzato altre facilitazioni come allungamento dei tempi e tassi piu' bassi: "Un Haircut classico, ovvero il 30 o 40% di cancellazione del debito non ci potrà essere in un'unione monetaria". Lo ha dichiarato in una'intervista all'emittente pubblica tedesca Ard. Merkel ha, però, ipotizzando facilitazioni per Atene come allungamento dei tempi e tassi più bassi.

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17 luglio

IL PUNTO - Via libera sia da parte dell'Efsm al prestito ponte da 7,16 miliardi di euro, sia dall'Esm alla concessione del prestito da 82-26 miliardi da rimborsare in tre anni per Atene. Tutti gli occhi dalla prossima settimana saranno sulle prime mosse della trattativa: dovrebbe durare non meno di un mese e ne farà parte a tutti gli effetti l'alleggerimento del debito. Equesta è la novità. Adesso lo ammettono tutti nel fronte dei creditori europei perchè ormai i parlamenti nazionali hanno dato il via libera al negoziato. Nel frattempo le banche greche riapriranno (settimana prossima) e l'attività economica lentamente riprenderà una specie di normalità, la Bce garantirà la liquidità necessaria alle banche.

17:30 - Il board dei governatori dell'European Stability Mechanism (cioè i ministri delle finanze della zona euro) ha approvato formalmente la decisione di concedere in via di principio il sostegno finanziario alla Grecia dopo la conclusione delle procedure nazionali con voti nei parlamenti di vari paesi membri. Ciò apre la strada alle istituzioni (Commissione europea, Bce e Fmi) per il negoziato di un memorandum di intesa con il dettaglio delle riforme macroeconomiche e la "condizionalità" sulle scelte di politica economica e di bilancio.

L'Esm ha una capacità di prestito attualmente di 455 miliardi di euro ma, indica lo stesso organismo, "solo una piccola parte di tale somma sarà necessaria" per la Grecia. Ufficialmente non ci sono conferme sull'entità del prestito: due giorni fa fonti europee avevano indicato che dovrebbe essere di 40-50 miliardi di euro in tre anni a fronte di un pacchetto complessivo di 82-86 miliardi. La differenza sarebbe colmata dalle entrate da privatizzazioni e raccolta di fondi sul mercato da parte del Tesoro ellenico. A questi 82-86 miliardi vanno aggiunti 35 miliardi provenienti dal bilancio dell'Unione europea: si tratta dell'anticipazione dei fondi Ue già iscritti nel bilancio 2014-2020.

15:00 - "Abbiamo un accordo sul prestito ponte e 7,16 miliardi di euro arriveranno in tempo ad Atene per lunedì": lo ha detto il vicepresidente della  Commissione Ue Valdis Dombrovskis. Servirà alla Grecia per far fronte ai prossimi pagamenti internazionali, primo fra tutto il rimborso alla Bce di poco più di 3 miliardi e mezzo il 20 luglio. Non è ancora chiaro, dalle risposte del vicepresidente della Commissione europea, se il terzo piano di aiuti alla Grecia sarà pronto per il 20 agosto quando Atene dovrà versare alla Bce 3,2 miliardi.

Il denaro, ha ricordato Dombrovskis, proviene dai fondi a disposizione del meccanismo Ue per la stabilizzazione finanziaria, l'Efsm, e il via libera da parte del Consiglio Ecofin significa che "ventisette paesi hanno deciso di essere solidali con la Grecia, ma la solidarietà si accompagna con la responsabilità". Il prestito ponte verrà ripagato
all'Efsm dal fondo salvastati Esm una volta che il terzo programma di assistenza internazionale sarà operativo, "spero in poche settimane", secondo Dombrovskis.

"Ora tutte le procedure iniziali sono completate - ha detto -  e l'Eurogruppo è già riunito in teleconferenza per dare oggi stesso il mandato formale alla Commissione europea per proseguire il negoziato" per arrivare nel giro di "poche settimane" al nuovo Memorandum of Understanding" fra istituzioni e Atene.

Ore 14:30 - Il Bundestag tedesco ha autorizzato il governo di Berlino a iniziare i negoziati per il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia. Lo ha riferito la testata Bill. Sul totale di 598 deputati, 439 hanno votato a favore e 119 hanno contro, mentre 40 si sono astenuti, ha dichiarato il presidente Norbert Lammert.

Ore 12:00 - Il "duro" accordo sul terzo pacchetto di aiuti alla Grecia è l'unica soluzione possibile. Lo ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenendo al Bundestag in vista del voto per l'approvazione dell'accordo. "È una prova di solidarietà mai vista", ha sottolineato la cancelliera.

"Non solo abbiamo deciso sulla Grecia, abbiamo deciso anche per una Europa forte e una eurozona forte", ha aggiunto Merkel. Ha garantito che l'accordo è "l'ultimo tentativo" di risolvere la crisi ellenica, sottolineando il fatto che Atene ha rispettato i prerequisiti che sono stati imposti, ottenendo il sostegno del Parlamento per le prime riforme. Ha poi enfatizzato l'importanza del rispetto dei trattati europei.

Rivolgendosi ai deputati tedeschi, ha detto che molti "hanno dubbi" sul possibile esito di un terzo pacchetto di aiuti e sulle "forze" del governo di Atene per applicare le riforme concordate. Tuttavia, secondo la cancelliera qualsiasi altra opzione a Bruxelles sarebbe stata decisamente peggiore. Aver concordato questo nuovo programma, secondo Merkel, mostra la "capacità" dell'Europa di affrontare le sfide, mentre ne ha di fronte altre come l'Ucraina, la crisi dei rifugiati, la minaccia del terrorismo jihadista.

In vista del voto sull'apertura dei negoziati per il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia ha anche parlato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgagn Schaeuble. Ha promesso ai deputati del Bundestag e ai tedeschi di dedicare "tutte le sue forze" nelle prossime settimane perché "l'ultimo tentativo" di salvare la Grecia abbia successo.

"È l'ultimo tentativo e abbiamo un compito eccezionalmente difficile davanti a noi", ha sottolineato.

Nelle prossime settimane, ha detto, lavorerà "con tutte le sue forze" a una soluzione che possa rappresentare tutti i cittadini tedeschi, dicendosi "convinto che questa soluzione funzionerà".

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16 luglio

IL PUNTO - In una drammatica notte per la Grecia il Parlamento di Atene ha approvato il primo pacchetto di riforme che Alexis Tsipras ha concordato a Bruxelles per evitare la Grexit. Ma il primo ministro greco ha davanti agli occhi la gravissima spaccatura del suo partito. Il piano è passato con 229 voti a favore, grazie al supporto di alcuni parlamentari dell'opposizione, mentre 40 deputati sui 149 della maggioranza non lo hanno votato, tra cui l'ex ministro Varoufakis, la "pasionaria" presidente del Parlamento Zoe Konstantopolou e il leader dell'ala radicale Lafazanis, mentre la vice ministro delle Finanze Nantia Valavani si è dimessa. Ora si apre la partita anche in Europa. Approvato il prestito ponte da 7 miliardi di euro in tre anni (arriverà a metà agosto), bisogna decidere le modalità di salvataggio della Grecia: aumentano i sostenitori di un taglio (haircut) del debito. Tra questi la Banca centrale europea e il Fondo Monetario Internazionale.

17:30 - Seduta di rialzi per le Borse europee all'indomani dell'ok del Parlamento greco al piano di riforme imposto dall'Europa e nel giorno in cui Mario Draghi, il numero uno della Banca centrale europea, ha confermato le prospettive di crescita per la zona euro. Milano è salita dell'1,67%, Parigi ha guadagnato l'1,47%, Francoforte l'1,53% e Londra lo 0,58%. Bene anche Madrid, salita dell'1,5%.

15:00 - Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha rilasciato alcune dichiarazioni-chiave sulla situazione greca:

- "È fuori questione che un alleggerimento del debito per la Grecia sia necessario" ha detto Draghi aggiungendo che sul come farlo, nell'ambito delle regole europee, "ci concentreremo nelle prossime settimane"

- "Tutte le evidenze e le informazioni disponibili mi fanno pensare che saremo rimborsati, come anche il Fmi" ha detto il presidente della Bce a chi gli chiedeva cosa farà la Banca centrale europea se non riceverà i 3,5 miliardi di euro dovuti da Atene il 20 luglio.

- La banche greche sono solvibili e "i controlli sui capitali hanno protetto i depositanti". La Bce ha alzato la liquidità d'emergenza (Ela) alla Grecia perchè "le cose sono cambiate", con il voto al Parlamento greco e l'accordo dei ministri dell'Eurozona per un prestito-ponte ad Atene. "La Bce continua a lavorare sul presupposto che la Grecia è, e continuerà ad essere, un membro dell'Eurozona". La decisione non è stata unanime. "Trovo le osservazioni secondo cui non c'è stata abbastanza assistenza di liquidità o che la fuga dalle banche sia stata provocata dalla Bce piuttosto arbitarie, certamente infondate".

- Ci sono le condizioni "per aumentare il tetto dei fondi Ela alla Grecia" che sono stati quindi alzati di 900 milioni, ha detto il presidente della Bce.

12:38 - I 28 Paesi Ue hanno raggiunto un accordo di principio sul prestito ponte alla Grecia da 7 miliardi in tre anni. In un comunicato, i ministri di Economia e Finanze della zona euro riferiscono dell'ok dopo avere ricevuto "il parere positivo delle istituzioni", aggiungendo che il prestito è a favore della "stabilità della Grecia" ed "è condizionato a quello che succederà nei diversi processi nazionali".

12:30 - Luce verde della Finlandia all'avvio di negoziati per il nuovo programma di aiuti alla Grecia. Lo riferisce il Guardian. Il Grand Committee, che agisce per conto del parlamento, ha votato in favore della richiesta per i colloqui, con un giorno d'anticipo sulle previsioni. Il ministro delle finanze Alexander Stubb ha detto che la Finlandia non accetterà una ristrutturazione del debito, ma che è aperta ad altre opzioni.

12:20 - Il Voto del Parlamento greco è un "passo importante", una "maggioranza molto larga ha sostenuto il pacchetto", che è passato "in tempo e in modo soddisfacente": così un portavoce della Commissione Ue.

12:15 - Il premier Alexis Tsipras ha deciso di "procedere il più rapidamente possibile al rimpasto di governo entro pochissimi giorni, se non addirittura già oggi". Lo riferiscono qualificate fonti greche, specificando che secondo sondaggi riservati, il consenso per la parte di Syriza rimasta fedele al premier "è attorno al 40%".

12:00 - La Bce potrebbe essere costretta dalle tempistiche a ritardare lo sblocco della liquidità di emergenza (Ela) per le banche greche, un passo fondamentale per garantirne la riapertura. La Banca centrale, di cui si tiene oggi il consiglio direttivo, sarebbe pronta a votare l'aumento del limite della liquidità di emergenza, ma potrebbe dover attendere che il prestito ponte da 7 miliardi di euro ad Atene venga erogato e che il governo greco rimborsi il debito in scadenza il 20 luglio, pari a 3,5 miliardi, proprio con la Bce. L'ultima emissione è stata di 89 miliardi di euro a fine giugno, costringendo le banche greche a chiudere e a limitare i prelievi di contante a 60 euro al giorno

ore 10:30 - La Gran Bretagna, dopo assicurazioni avute da Bruxelles, ha tolto le sue riserve ed è pronta a dare il suo via libera al prestito ponte da 7 miliardi alla Grecia attraverso l'utilizzo dell'Efsm. Lo indicano fonti Ue. L'ok definitivo, a quanto si è appreso, dovrebbe essere dato oggi nel corso di una conference call tra i ministri delle Finanze Ue. Sempre stamane i ministri dell'Eurogruppo valuteranno se, dopo il voto del Parlamento di Atene, dare il via al negoziato sul nuovo programma di aiuti.

COSA SUCCEDE OGGI

- Dopo il via libera del Parlamento greco alle riforme, si apre la strada alla definizione del prestito ponte di 7 miliardi. Non solo: si avvicina l'inizio del negoziato fra Atene e i creditori sul megaprestito, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 40-50 miliardi per un programma complessivo fra 82 e 86 miliardi (questa è la necessità finanziaria entro il 2018). Stamattina alle 10 si riunisce l'Eurogruppo per teleconferenza: obiettivo decidere tra le varie opzioni per il prestito ponte.

(il live blogging continua dopo le foto).

 

- Sono in molti ora a chiedersi ad Atene quanto ancora Tsipras riuscirà a rimanere in sella. È un accordo che non ci piace ma che siamo "obbligati" a rispettare, ha detto il premier intervenendo durante la seduta fiume del Parlamento chiamata a votare su riforma dell'Iva, indipendenza dell'ufficio di statistica, "Fiscal Council" ed eliminazione delle baby pensioni. "A Bruxelles avevo di fronte tre alternative: l'accordo, il fallimento con tutte le sue conseguenze e il piano Schaeuble" di una Grexit temporanea. E fra le tre, "ho fatto una scelta di responsabilita'" e di "dignità", ha scandito Tsipras.

- I numeri per far approvare il piano li ha avuti. Ma con il voto determinante delle opposizioni di Nea Dimokratia, Pasok e To Potami, che hanno votato sì come lo junior partner del suo governo, il partito di destra Anel del ministro della Difesa Kammenos, di fatto turandosi il naso. Nei discorsi è prevalso il senso di salvare il salvabile. La sconfitta politica per Tsipras è tutta dentro il suo partito. Ed è enorme.

- Prima delle drammatiche ore finali, e mentre a Bruxelles si continua a lavorare per il prestito ponte che potrebbe permettere di far riaprire le banche, il Paese aveva vissuto una giornata punteggiata da cortei, dalla serrata delle farmacie e dallo sciopero dei dipendenti pubblici. Tensione alle stelle, ma pacifica. Almeno fino alla prima serata.

La rabbia degli estremisti è scoppiata alle 21.10, provando a cambiare con la violenza la storia della Grecia. Una bomba carta è esplosa in piazza Syntagma. Gli anarchici e i black bloc hanno tirato anche bombe molotov. Nella piazza simbolo della democrazia greca sono arrivati con i caschi, le maschere antigas, le maglie nere mentre il popolo dell' Oxi fatto giovani, impiegati, mamme, zie, adolescenti, ma anche bambini, da ore gridava e distribuiva volantini per esortare Tsipras a non cedere al "ricatto" della Germania e dell'Eurosummit. Dopo la prima esplosione, sono volati i lacrimogeni della polizia e la piazza si e' svuotata. Cordoni di poliziotti si sono schierati. Poi la calma e' tornata. E la parola e' tornata alla politica 

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15 luglio - Il punto

- La situazione greca è molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa. Secondo un rapporto riservato del Fondo Monetario Internazionale, i creditori Ue dovranno rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni - un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner - o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. Questo perché ai livelli attuali il debito ellenico è ancora più "insostenibile" del previsto.

- È scoppiata così l'ennesima polemica mentre in Parlamento Alexis Tsipras ha avviato le consultazioni per l'approvazione delle riforme necessarie a far partire il piano di salvataggio.

- Intanto si è dimesso il ministro delle finanze ellenico mentre l'Eurogruppo sta valutando come realizzare il prestito ponte da 7 miliardi per le necessità urgenti di Atene. Domani sarà un giorno cruciale.

Il live blogging

16:00 - Al Parlamento greco è iniziata l'approvazione delle riforme necessarie al salvataggio.

13:50 Il vice ministro greco delle Finanze Nantia Valavani ha annunciato oggi le sue dimissioni con una lettera al primo ministro Alexis Tsipras nella quale esprime dubbi sul nuovo accordo raggiunto tra Atene e i creditori internazionali della Grecia sostenendo che con esso la Germania intende "umiliare completamente il governo e il paese". Nella sua missiva Valavani sottolinea che l'intenzione (del governo di Berlino) è che l'attuale governo approvi le nuove misure di austerità, solo per cadere in un secondo tempo e essere sostituito da un governo di "volenterosi". Inoltre, Valavani afferma che la "capitolazione" concordata dal governo greco non consente alcuna prospettiva per una ripresa e che "questa soluzione particolare, che viene eseguita in modo così deprimente, non è una soluzione sostenibile". Il ministro uscente conclude la sua lettera ringraziando il premier Alexis Tsipras per l'opportunità offertale ed esprimendo la speranza che "la lotta" proseguirà.

12:40 - La Commissione Ue ha proposto l'uso del meccanismo europeo di stabilità finanziario (Efsm) per fornire alla Grecia un prestito ponte a breve termine. Lo si legge in un documento dell'esecutivo europeo. La richiesta è per fondi fino a 7 miliardi di euro, da erogare in un'unica soluzione e da restituire al massimo in tre mesi attraverso gli aiuti che dovrebbero arrivare dall'Esm dopo che sarà stato chiuso l'accordo sul nuovo programma di aiuti per Atene. Intanto la Commissione sta mettendo a punto misure "per tutelare" gli Stati membri Ue che hanno "serie preoccupazioni" sull'utilizzo dell'Efsm per il prestito ponte come la Gran Bretagna o la Finlandia.

Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, a seguito della proposta dell'esecutivo europeo di utilizzare il meccanismo europeo di stabilità finanziario, finanziato da tutti i 28 Paesi Ue, per il prestito ponte alla Grecia.

"Sono tante le preoccupazioni dei Paesi membri dell'Unione, ma non di Paesi della zona euro", ha spiegato Dombrovskis. Si lavora quindi, ha aggiunto, "per tutelarli contro eventuali conseguenze negative da un eventuale mancato rimborso" del finanziamento a breve da parte di Atene. Tra i Paesi che hanno espresso pubblicamente la propria contrarietà c'è il Regno Unito.

FMI: o haircut o scadenze a 30 anni

La situazione greca è molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa. Secondo un rapporto riservato del Fondo Monetario Internazionale, ma conosciuto dai leader dell'Eurozona quando lunedì hanno concordato il terzo piano di salvataggio di Atene, i creditori Ue dovranno fare "molto di più di quanto finora previsto. Ossia dovranno accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni - un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner - o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. Questo perché ai livelli attuali il debito ellenico è ancora più "insostenibile" del previsto.

Non solo. Anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato tra mille polemiche lunedì per stabilizzare la situazione è del tutto insufficiente. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito Syriza del premier e che rischia di non passare.

Per l'Fmi sta ora ai membri dell'Eurozona decidere quale opzione scegliere tra quelle possibili. Questo perchè le nuove proiezioni contenute nel rapporto riservato dell'Fmi, fatto filtrare ad orologeria stasera, stimano che il debito pubblico di Atene il prossimo anno sarà pari al 200% del Pil contro il 177% finora stimato, in parte a causa della recessione che peggiorerà nel 2015 dopo la timida ripresa registrata a fine dello scorso anno. Non solo. Fino al 2022 il debito greco resterà intorno al 177% contro il 142% stimato: "Il drammatico deterioramento della sostenibilità del debito rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto è stato finora previsto", si legge nel nuovo studio.

L'analisi fatta filtrare dall'Fmi è in sintesi sia un assist al suo azionista di maggioranza, gli Usa (da domani il ministro del Tesoro Jaxck Lew sarà in Europa e vedrà tra gli altri il presidente della Bce, Mario Draghi) che da settimane chiedono un taglio del debito greco, che alla Germania e alla nettissima maggioranza dei partner dell'Eurozona che non volevano salvare Atene (come ha raccontato lo stesso Tsipras, solo Francia Italia e Cipro hanno difeso la Grecia) e da ultimo, un allarme per i creditori Ue di Atene. Il Fondo, proprio le sue regole costitutive, non potrà continuare a sostenere in alcun modo la Grecia, sia perchè è al momento "in arrettrato" (arrears) di 2 miliardi di dollari di prestiti non rimborsati, sia perchè non puo’ prestare soldi ad un Paese il cui debito sia "insostenibile" .

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