Euro

Grecia: "Non pagheremo il debito con il Fmi"

Non c'è il denaro, dice il governo di Atene. Varoufakis: se usciamo dall'Euro è la fine della moneta unica

TSIPRAS

Redazione Economia

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La Grecia annuncia che non pagherà il suo debito con il Fondo Monetario internazionale, 1,5 miliardi di euro in scadenza al 5 giugno.

"Questo denaro non sarà versato, perché non c'è", spiega in tv il ministro dell'Interno Nikos Voutsis. Per il ministro delle Finanze, Yannis Varoufakis, "l'uscita della Grecia dalla
moneta unica sarebbe l'inizio della fine per il progetto dell'euro.

Una volta che si mette nella testa degli investitori che l'euro non è indivisibile, è solo una questione di tempo prima che tutto inizi a disfarsi".

Il rischio di una corsa al ritiro dei depositi
"È vero che ci sono dei precedenti di scadenze saltate nei pagamenti al Fmi come l' Argentina. Ma il caso greco è unico, per le somme coinvolte che non hanno precedenti e per l' intersecarsi di ragioni politiche, finanziarie e culturali che comporta. Perciò è inquietante il preannuncio di Atene".

Lo dice a Repubblica l'economista Daniel Gros, intervistato oggi anche dal Messaggero. Spiega di temere, se ci dovesse essere una rottura con l'Fmi, le reazioni di Germania e Ue: "La Merkel non dovrò più andare in Parlamento a spiegare che lei vuole a tutti i costi che la Grecia resti nell'euro". "Sono in gioco - aggiunge - 21 miliardi di euro che la Grecia deve ancora all' Fmi, di cui 9,2 fra quest' anno e il 2016. Ora vediamo cosa succederà con la Bce, alla quale di miliardi ne deve 27 di cui 8,7 fra qui e il 2019. Se la Grecia non onorerà la prima rata prevedo il peggio. È il banco di prova decisivo anche per le contromisure che la Bce potrebbe prendere in termini di restrizione dell'attività bancaria e di finanziamenti al Paese".

"Fino al giorno in cui scade la rata - osserva Gros nell' intervista al Messaggero - non succede niente, sul piano ufficiale. Ma sul piano del comportamento dei risparmiatori, all'inizio della nuova settimana potrebbe scatenarsi una corsa al ritiro dei depositi". "Le dichiarazioni del ministro dell'Interno - aggiunge - sembrano quasi un invito ad andare in banca e ritirare i propri risparmi".(ANSA).

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