Tsipras contro Ue e Bce e con un occhio alla Russia

Bce, Fmi e Germania intimano alla Grecia il rispetto degli accordi. Atene ribadisce il no all'austerity. Un'arma per Putin (e i nazisti)

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Il premier greco Alexis Tsipras – Credits: YANNIS BEHRAKIS/AFP/Getty Images

Redazione

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Prima la Bce che ha fatto sapere che se Atene non rispetterà i patti, anche lei sarà costretta a fare un passo indietro sugli accordi presi.

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Poi prima di pranzo sono arrivate le parole del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha incontrato oggi il collega greco Varoufakis: "La Grecia deve affrontare i problemi con le tre istituzioni con cui ha affrontato il programma, la Bce, la Commissione Ue e il Fmi.. Siamo d'accordo che non siamo d'accordo" ha detto Schaeuble "Oggi non abbiamo trovato una soluzione ma sono stati affrontati i problemi".

 

Infine nel primo pomeriggio è intervenuto il Fondo Monetario Internazionale che, per voce del direttore della comunicazione Gerry Rice, ha messo le cose in chiaro: "Il programma per la Grecia è fatto per aiutare il governo greco e il popolo greco. E allo stesso tempo per evitare ogni pericolo di contagio. Continuare su questa strada porterà benefici alla Grecia e al resto d'Europa". E ha chiosato: "Non commentiamo le decisioni della Bce e aspettiamo di ascoltare il Governo greco su come intende procedere... C'è un programma concordato, degli impegni presi e non c'è ancora alcuna discussione su cambiamenti a questo quadro. Finora solo incontri a livello tecnico. Fino a che non ci sarà una discussione col nuovo governo ogni valutazione è prematura. Il resto sono solo speculazioni".

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Insomma, poche ciancie e si parli di fatti. Dove sono le proposte di Tsipras? Di cosa bisogna discutere? Dov'è il piano, la proposta alternativa?

Tsipras chiede tempo. Gli accordi sono stati fatti: venir meno, certo, è sempre possibile, ma non conviene neanche a lui e lo sa bene. Non a caso oggi ha ribadito che il paese ha un "impegno con le regole della ue anche se non siamo d'accordo con esse. Ma le rispettiamo e rispetteremo la regola che riguarda i bilanci senza deficit. Ma l'austerità e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono regole istitutive della Ue". La Germania e tutti gli stati europei devono rispettare la volontà del popolo greco e la decisione di fermare il proseguimento dell'errore nel paese.

L'errore sarebbe la politica di austerity voluta e approvata dal precedente governo Samaras e che ha messo in ginocchio il Paese.

E mentre Varoufakis evocava il pericolo della rinascita del nazismo ("Quando stasera tornerò nel mio Paese, troverò un parlamento in cui il terzo partito non è un partito neonazista, ma nazista... Nessuno puo' capire meglio della Germania" ha detto riferendosi alla crisi degli anni '30 che portò all'avvento del nazismo), a Tsipras arrivava la telefonata di Putin. Il presidente russo (immaginiamo con viva cordialità) ha invitato a Mosca per dei colloqui il neo premier greco il 9 maggio. E non parleranno di quanto è buono il caviale. No, parleranno dei rapporti della Grecia con i partner europei e dei gasdotti verso la Grecia e l'Europa.

Eccolo il secondo grande rischio: la Russia, e nell'articolo qui sotto vi spieghiamo il perché.

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